Belluno ha aperto la due giorni dedicata alla Giornata internazionale della montagna. Ieri (11 dicembre) le celebrazioni si sono aperte con un messaggio chiaro: il 2026 sarà un anno decisivo per i territori alpini. Alla Casa dei Maestri di sci di Borgo Prà (l’ex sala De Luca) davanti alle principali autorità, il ministro Roberto Calderoli e il presidente del Collegio dei Maestri di sci Luigi Borgo hanno inaugurato un’edizione dal forte sapore pre‑olimpico. Presente anche Alberto Stefani, alla sua prima uscita ufficiale da presidente della Regione Veneto, insediato poche ore prima.
La scena è stata dominata dai simboli: la torcia olimpica e paralimpica di Milano‑Cortina 2026, il passaggio di consegne con le delegazioni delle edizioni precedenti e un campanaccio suonato sul palco “per celebrare la montanità”. Ma il momento più inatteso è arrivato subito dopo: Calderoli è stato nominato Maestro di sci ad honorem, riconoscimento legato al suo ruolo istituzionale e al suo passato sportivo. In dono anche una penna artigianale in legno, realizzata dall’ex azzurro Fabrizio Tescari, come ringraziamento per la recente Legge 131/2025 per la Montagna.
Calderoli: «Ora i fondi devono arrivare davvero alla montagna»
Il ministro non ha perso l’occasione per ribadire la sua linea: «Finché non sono arrivato io non c’era alcun monitoraggio. Ora voglio che le risorse vadano davvero alla montagna e siano spese per interventi strutturali, non per la terza fontana nello stesso paese». Un messaggio diretto, che richiama territori e istituzioni a un uso più rigoroso dei finanziamenti.
Professioni di montagna al centro
Il Collegio dei Maestri di sci ha ricordato il ruolo strategico delle professioni alpine per il turismo. Calderoli ha sottolineato che la nuova legge dedica un articolo specifico a maestri di sci e guide alpine, e che le Regioni potranno riconoscere nuove figure legate alle proprie specificità.
Stefani: «Un Veneto che guarda fuori, non che si chiude»
Il nuovo presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha promesso attenzione al Bellunese: «Voglio un Veneto protagonista nel mondo, capace di competere a testa alta». Ha annunciato un assessore con delega alla montagna e ha richiamato la necessità di sfruttare la “legacy” olimpica per destagionalizzare l’offerta turistica e rafforzare infrastrutture e attrattività.
Il territorio chiede fatti, non solo annunci
Dal Bellunese arriva però un invito concreto: trasformare le parole in azioni. Calderoli è stato già chiamato a tornare per gli Stati generali della provincia, previsti a maggio. Le aspettative sono alte, soprattutto per un territorio che spesso si sente considerato solo in chiave olimpica. Oggi (12 dicembre) i lavori si spostano a Cortina.





