Un anno di laboratori, incontri, ricette condivise e storie che viaggiano da un Paese all’altro. La terza edizione di “Together against food waste”, il progetto del Comitato d’Intesa dedicato alla lotta allo spreco alimentare e alla sostenibilità, si è chiusa lasciando dietro di sé una scia di entusiasmo e nuove consapevolezze. Un percorso che ha unito scuole, associazioni e comunità locali, trasformando il tema del cibo in un terreno di dialogo, creatività e responsabilità collettiva.
Il cuore del progetto sono stati i laboratori nelle scuole bellunesi: Renier, Enaip Feltre, Catullo e Cfs Sedico. Qui studenti e volontari internazionali hanno sperimentato buone pratiche antispreco, riuso creativo e consumo consapevole. Ma soprattutto hanno condiviso culture, ricette e abitudini alimentari, scoprendo come il cibo possa diventare un linguaggio universale. Accanto alle attività educative, il progetto ha messo in moto una rete di iniziative: raccolte alimentari per le realtà solidali, tandem linguistici aperti alla cittadinanza, un podcast dedicato alle storie antispreco, workshop di cucina “zero sprechi” ed eventi costruiti insieme a numerosi partner del territorio.
A raccontare l’esperienza sono le volontarie in partenza. «Un miglioramento continuo delle mie soft skills» dice Lina, dal Belgio. «Esperienze inedite e sguardi diversi» aggiunge Nadia, dalla Tunisia. Apolline, dalla Francia, lascia un messaggio ai futuri volontari: «Prendete al volo tutte le opportunità».
E ora si riparte. La quarta edizione è già in cammino con quattro nuovi giovani arrivati a Belluno il 12 ottobre: Aina (Spagna), Erika (Venezuela/Francia), Samed (Tunisia) e Thiago (Spagna). Per un anno lavoreranno su sostenibilità, interculturalità e nuovi format comunicativi, con un’attenzione particolare al coinvolgimento di scuole, famiglie e associazioni. «La presenza di giovani da diversi Paesi rafforza il senso di comunità e apre il territorio a nuove prospettive» spiegano la coordinatrice Laura De Riz e la mentor Anna Dal Pont. «Il cambiamento nasce dalle piccole azioni quotidiane».
Il progetto è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Gioventù nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà.





