L’ordinanza c’è, ora si attende la nomina: a Belluno – e in particolare a San Vito di Cadore – si attende l’individuazione del commissario per la gestione dell’emergenza della frana di Croda Marcora e della messa in sicurezza della Statale 51 di Alemagna. La figura commissariale permetterebbe di accelerare i tempi degli interventi anche se – ha assicurato il prefetto Antonello Roccoberton – «la soluzione definitiva ha tempi lunghi».
Il vertice in Prefettura
Ieri mattina – lunedì 3 novembre – in Prefettura si sono riuniti i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti nella gestione dell’emergenza: Anas, Regione Veneto, Provincia di Belluno, Comune di San Vito di Cadore e Regole di San Vito di Cadore. «È stato un incontro utile per condividere le diverse proposte progettuali che potranno essere messe in campo dai vari enti coinvolti. – ha spiegato Roccoberton – La nomina di un commissario prevista da un’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri (risalente alla fine del mese di agosto 2025, NdR) potrà agevolare le procedure amministrative; non posso sbilanciarmi sui tempi, ci auguriamo che questo possa avvenire in breve tempo, ma nel frattempo tutte le realtà interessate hanno ribadito l’impegno a intervenire per ridurre i rischi».
Un vertice richiesto al Prefetto dal primo cittadino sanvitese, Franco De Bon, proprio per coordinare tutti i soggetti che “ruotano” attorno alla gestione della frana: «In queste settimane – ha ricordato De Bon – sono stati rimossi 30mila metri cubi di materiale, il Genio Civile è intervenuto con la rimozione di materiale dal Boite e il Comune con la realizzazione di opere per il deposito di materiale e abbiamo completato il trasferimento di 5mila metri cubi su un terreno concesso dalle Regole. C’è stato l’intervento di Anas sull’Alemagna, dei Servizi Forestali Regionali e della Provincia, che ha investito 200mila euro per lo studio e la messa in opera dei sistemi di monitoraggio».
La ritaratura del monitoraggio
Per una nuova taratura dei sistemi di monitoraggio – il semaforo rosso è scattato anche con le piogge di domenica sera e «nonostante ciò che credevamo si sono verificati dei movimenti di materiale in quota, senza problemi sulla strada», ha spiegato De Bon – bisognerà attendere ancora: tutto è legato ai “progetti a medio termine” portati avanti da Anas per la sicurezza della Statale di Alemagna. Se infatti il primo cittadino di San Vito anticipa che «credo che tra un mese ci ritroveremo qui per trattare questo tema, dopo che saranno stati studiati e analizzati i dati», il responsabile per Anas dell’area gestione rete Veneto Fabrizio Zuddas si dimostra più cauto: «Non è un processo banale, è un’attività in corso, ma dobbiamo ottimizzare i parametri attualmente utilizzati per decretare la chiusura della strada garantendo allo stesso tempo la sicurezza degli automobilisti. Tutto questo implica anche un’implementazione del sistema di monitoraggio installato dalla Provincia di Belluno e che verrà rafforzato anche con l’investimento di risorse proprie da parte di Anas».
Sicurezza prima di tutto
Il tema della sicurezza è stato confermato come prioritario da tutti i presenti, compreso il direttore generale della Provincia di Belluno Michele Artusato che ha parlato di «un incontro utile per definire una strategia d’azione condivisa che non intacchi la sicurezza della viabilità. L’arrivo di un commissario porterebbe procedure di semplificazione e deroghe utili per accelerare i tempi».
Sul fronte progettuale, mentre resta sullo sfondo la soluzione certamente non immediata – prospettata anche per le Regole di San Vito dall’ingegner Francesco Menegus – della realizzazione di un viadotto, Anas si sta muovendo per una risposta a medio termine: «Abbiamo dato il via al percorso progettuale di un sottopasso idraulico per il deflusso idrico e delle colate detritiche. – ha spiegato Zuddas – La progettazione è complessa, dovrebbe concludersi tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, poi si potrà procedere prima con la richiesta delle autorizzazioni, che in una zona come quella della Valle del Boite richiederanno tempi lunghi, e infine con l’avvio dei lavori».





