Più di nove visite su dieci vengono prenotate entro i tempi previsti, indipendentemente dalla priorità. Per le urgenze la percentuale arriva al 100%. Sono i numeri dell’Ulss 1 Dolomiti, che nel 2025 registra un miglioramento significativo nelle liste d’attesa grazie a un lavoro congiunto su prescrizioni, organizzazione interna e presa in carico dei pazienti. «Nell’ultimo anno siamo riusciti a diminuire la domanda grazie a un lavoro importante sulle prescrizioni, con incontri dedicati alla loro appropriatezza, – spiega il commissario Giuseppe Dal Ben – Accanto all’aumento dell’offerta, questo ci ha permesso di ridurre i tempi di attesa».
Meno prescrizioni improprie, meno burocrazia per i cittadini
Il punto di partenza è stato il lavoro sulla “proprietà” delle prescrizioni. Se quelle della medicina territoriale (medici di base e pediatri) sono rimaste praticamente stabili (116.789 nel 2025, 116.109 nel 2024, +1%), quelle ospedaliere si sono praticamente dimezzate (calate del 52% dalle 27.607 del 2024 alle 13.311 dello scorso anno): complessivamente, si è arrivati a quota 130 mila richieste contro le quasi 144 mila del 2024, con un calo generale del 9%.
Un passaggio che ha effetti concreti: meno prescrizioni inappropriate e più richieste gestite internamente e autonomamente dai reparti e dall’azienda significa meno ritorni al CUP e un percorso più semplice per i cittadini. «Abbiamo lavorato soprattutto sul rapporto con i prescrittori. – sottolinea Giacomo Longo, responsabile unico delle liste d’attesa dell’Ulss 1 Dolomiti – La collaborazione ci ha permesso di modulare l’appropriatezza e quindi di ridurre la domanda non solo aumentando l’offerta, ma migliorando anche la qualità delle prescrizioni. Prendersi in carico direttamente il paziente evita disagi nella riprenotazione e alleggerisce il CUP, liberando posti e semplificando il percorso».
Focus sui più fragili e sui territori periferici
Un’attenzione particolare è rivolta agli over 75 e alle persone con fragilità sanitarie. Per loro l’Ulss garantisce la presa in carico negli ospedali più vicini al luogo di residenza, soprattutto nelle aree più periferiche della provincia. «Il nostro è un territorio complesso e articolato – ricorda Dal Ben – Cerchiamo quindi di portare la risposta il più vicino possibile al cittadino. Per questo abbiamo sviluppato e potenziato l’attività specialistica a Pieve di Cadore e ad Agordo, affiancandola a quella già presente a Feltre e Belluno».





