Il verdetto è arrivato, secco e definitivo: il Treno delle Dolomiti non si farà. Lo studio di fattibilità condotto da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) ha messo nero su bianco ciò che molti temevano: non ci sono le condizioni tecniche né economiche per proseguire con il progetto della ferrovia tra Calalzo e Cortina, con estensione verso Dobbiaco e Bolzano. Un sogno nato nel 2016, che avrebbe dovuto rappresentare una svolta per la mobilità nel cuore delle Dolomiti. Ma la realtà è diversa: troppi ostacoli, troppi costi, troppo pochi utenti.
Anche solo prendendo in considerazione la via più diretta (il primo tracciato, da Calalzo a Cortina lungo la Valboite) i costi sarebbero davvero troppo elevati: tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro, secondo le stime aggiornate a fine 2024. Un costo più che raddoppiato rispetto alle previsioni iniziali, con tempi di realizzazione stimati in almeno dieci anni. E gli utenti? Troppo pochi. Lo studio Rfi rileva che sulla tratta Ponte–Calalzo viaggiano appena un centinaio di passeggeri al giorno. Numeri che non giustificano un investimento miliardario.
Nemmeno l’ipotesi di un treno turistico salva il progetto. Il traffico medio sull’Alemagna tra Calalzo e Valboite è di circa 7.000 veicoli al giorno, ma è soggetto a forti variazioni stagionali. E anche se il treno potesse intercettare parte di questo flusso, le criticità ambientali e idrogeologiche restano enormi. Frane, valli, scarpate e pendenze richiederebbero soluzioni ingegneristiche complesse e costose. Le sei fermate intermedie previste (Tai, Valle, Venas, Vodo, Borca, Zuel) e la stazione di San Vito sarebbero troppo distanti dai centri abitati, per rispettare i criteri tecnici ferroviari.
In più, l’elettrificazione del nuovo binario sarebbe possibile, ma inutile senza l’elettrificazione della tratta Ponte–Calalzo. E i tempi di percorrenza? Da Mestre a Cortina, in auto servono due ore, in pullman tre. Il treno non sarebbe competitivo. Alla luce di tutto questo, il gruppo di lavoro composto da Regione, Provincia e Rfi ha indicato una strada più semplice e sostenibile: potenziare il trasporto pubblico su gomma, razionalizzando il sistema di bus e pullman tra Calalzo e Cortina.





