Tarip, il Comitato Cittadini di Feltre all’attacco: «Sta diventando una patrimoniale»

Tarip, il Comitato Cittadini di Feltre all’attacco: «Sta diventando una patrimoniale»

«La Tarip non è più una tariffa puntuale, ma si sta trasformando in una vera e propria tassa patrimoniale». È una critica severa quella lanciata dal Comitato Cittadini di Feltre, che torna ad attaccare il sistema di tariffazione dei rifiuti applicato nel Bellunese. Secondo il comitato, il principio alla base della tariffa dovrebbe essere quello di far pagare a ogni utenza il costo dei rifiuti effettivamente prodotti e non quello legato alla superficie degli immobili. «Al centro del servizio devono esserci raccolta e smaltimento del rifiuto prodotto, non la capienza o i metri quadri delle abitazioni», sostiene l’associazione.

Nel mirino finiscono soprattutto le seconde case. Il Comitato ricorda che in provincia di Belluno sarebbero presenti circa 182 mila abitazioni, delle quali oltre 87 mila utilizzate come seconde case. Immobili spesso occupati solo per brevi periodi dell’anno o addirittura inutilizzati, ma che continuano a essere assoggettati alla tariffa rifiuti. «Se su queste abitazioni il rifiuto non viene prodotto, ci chiediamo cosa stiano realmente pagando i cittadini. A nostro avviso stiamo parlando di una seconda Imu che finisce per gravare anche sulla prima casa», affermano i rappresentanti del Comitato.

L’associazione contesta inoltre le rassicurazioni fornite nelle ultime settimane da alcuni enti del territorio sugli aumenti delle tariffe. «Se solo il 60% circa delle abitazioni produce effettivamente rifiuti, ci chiediamo cosa si stia pagando nel Bellunese rispetto ad altre province. Ogni famiglia si trova a sostenere una seconda bolletta e i costi risultano di fatto raddoppiati», sostiene il Comitato. Nel documento vengono sollevate perplessità anche sulla composizione delle fatture, ritenute poco chiare per i cittadini, e sulle componenti perequative introdotte da Arera, destinate a coprire interventi e agevolazioni di carattere nazionale.

Un altro passaggio riguarda la posizione di Valpe Ambiente e i Piani economico-finanziari relativi agli anni dal 2023 al 2025. Secondo il Comitato, gli aumenti applicati nel passaggio da Tari a Tarip avrebbero superato i limiti previsti dall’Autorità di regolazione. «I Pef di quelle annualità non sono stati approvati dal Consiglio di Bacino e sono oggi all’attenzione di Arera», sostiene l’associazione. Da qui la richiesta di una revisione del sistema. «Il costo della Tarip e della Taric deve essere incentrato sul servizio e sulla sua gestione, non trasformarsi in una patrimoniale sui beni posseduti», ribadisce il Comitato, che chiede anche una riduzione dei costi legati agli organismi di governance delle società partecipate.

L’associazione annuncia infine nuove iniziative pubbliche. «Quando avremo a disposizione tutti i dati relativi al servizio rifiuti saranno organizzate conferenze e incontri informativi per la cittadinanza bellunese», conclude il Comitato Cittadini di Feltre.

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