«I vaccini hanno cambiato il mondo e migliorato la qualità della vita di milioni di persone. Abbiate fiducia». È un invito all’ottimismo quello lanciato dal direttore dell’Ulss 1 Dolomiti, Maria Grazia Carraro, nel comunicare gli aggiornamenti alla campagna vaccinale.
Dopo lo stop deciso martedì, ieri pomeriggio il vaccino anglo – svedese di AstraZeneca ha ottenuto di nuovo il via libera dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco. Potrà quindi riprendere a pieno ritmo la campagna di immunizzazione, anche nel Bellunese. «Questo pomeriggio l’Aifa dovrebbe diramare le nuove linee guida – spiega Carraro – e da domenica contiamo di ricominciare ad utilizzare AstraZeneca per vaccinare le categorie previste dal piano. Non c’è da aver nessun tipo di timore. Lo stop precauzionale è la normale procedura, che si fa per ogni tipo di farmaco. Parliamo di reazioni gravi solo in casi rarissimi. Credo che la questione sia stata un po’ troppo enfatizzata su media».
Si riprende, quindi: In questi giorni, con i soli vaccini di Pfizer BioNTech (per il quale la fornitura settimanale è di 5.000 dosi ogni martedì) e Moderna si è proseguito nell’immunizzare i soggetti estremamente vulnerabili: finora hanno ricevuto la prima dose 539 pazienti oncologici e 150 ematologici, rispettivamente il 66,87% e il 68,18% del totale, ma entro domenica si punta a vaccinarne oltre l’80%.
Si vaccinano a tappeto, in questi giorni, anche gli over 80. Finora ha ricevuto la prima dose di siero il 43% del totale (10 punti sopra la media regionale), il 9% ha già ricevuto anche la seconda. Ora si punta ad accelerare ulteriormente, proprio grazie al nuovo via libera ad AstraZeneca. L’obiettivo è completare questa fase entro la fine di marzo, al massimo la prima settimana di aprile. «Il Cup sta completando le telefonate per anticipare gli appuntamenti – spiega Carraro – ed ora c’è anche la possibilità di prenotare il proprio turno online. Una modalità che pur partita da pochi giorni sta ottenendo un ottimo riscontro. Ma abbiamo deciso di accettare anche coloro che si rivolgono ai drive – in nell’orario indicato nella vecchia lettera cartacea arrivata nei giorni scorsi».
Martedì scorso l’Ulss ha incontrato anche le categorie sindacali dei medici di base, reclutati per la vaccinazione dei 23mila bellunesi che hanno tra i 70 e i 79 anni. «Finora l’adesione è stata pressoché totale – puntualizza Sandro De Col, direttore della Funzione territoriale dell’azienda sanitaria – mancano ancora 4 o 5 risposte, ma crediamo siano solo piccoli disguidi tecnici».
Se non ci saranno ulteriori intoppi il via sarà dato la prossima settimana (con un anticipo già domenica ad Agordo, per i nati tra il 1942 e il 1946, con prenotazione online). «Ogni medico riceverà le dosi di vaccino in base al numero di suoi assistiti e potrà decidere le modalità di somministrazione – spiega Carraro – che non si discosteranno da quelle utilizzate per la vaccinazione antinfluenzale. Stiamo già sondando la disponibilità dei sindaci nell’offrire spazi adeguati, come le palestre, per eventuali necessità logistiche».
La vaccinazione attraverso i medici di base potrà permettere il vero salto in avanti. Il perché lo spiega, con semplicità, il direttore generale: «Noi, sabato scorso, facendo i salti mortali, siamo riusciti a vaccinare 1.900 persone. Il nostro record. I medici di base sono 140. Anche con solo 10 vaccinazioni al giorno a testa, vorrebbe dire fare 1.400 immunizzazioni in più ogni giorno».





