Grande soddisfazione a Limana per l’ottenimento dei fondi del Piano di sviluppo rurale della Regione del Veneto per il risanamento ed il ripristino delle foreste danneggiate da calamità naturali, fitopatie, infestazioni parassitarie ed eventi climatici. In arrivo oltre 44mila euro dall’apposito bando.
«Una somma importante -spiega il sindaco, Milena De Zanet – che ci consentirà di iniziare il ripristino di aree un tempo boscate rase al suolo da Vaia, mentre stiamo ultimando l’opera di recupero degli schianti».
Il progetto del Comune di Limana, redatto dal dottore forestale Orazio Andrich, è estremamente innovativo. Gli interventi riguarderanno in particolare le zone di Pianezze, Canal dei Gat e Saonera-Van, dove Vaia si è abbattuta con maggior violenza. Ma danni si sono registrati anche in altri settori interessando una superficie complessiva di almeno 97 ettari, ovvero quasi un quarto della proprietà boschiva comunale, come argomenta Andrich nella propria relazione. A ciò vanno aggiunti i danni derivanti dal temutissimo bostrico dell’abete rosso, estesi ormai su almeno ulteriori 7,37 ettari completamente infestati.
Il progetto prevede di realizzare intorno alle ceppaie rimaste sul terreno impianti a gruppi di 6-8 giovani piantine principalmente di faggio, ma anche di frassino e acero montano, da proteggere con rami, pezzi di tronco e altri materiali di risulta dell’asportazione degli schianti. Ciò consentirà di ottenere una migliore stratificazione verticale necessaria per una maggiore stabilità. Questi micro-collettivi basati sulla ceppaia saranno correlati in aree più vaste di 2.000mq ciascuna su cui si stima di collocare a dimora 420 piante. La previsione del progetto è di realizzare 16 interventi di tal fatta su una superficie totale di oltre 3 ettari per oltre 6.700 piante da mettere a dimora, previa preparazione dei siti.
«Si tratta quindi di un’operazione di rilievo con cui Limana si pone all’avanguardia in provincia», prosegue la sindaca De Zanet, «che potrebbe costituire il banco di prova per interventi analoghi su altre parti del territorio comunale e non solo. Ma si tratta anche, simbolicamente, del segnale della ripartenza dopo la tempesta. Esboscati oltre 6.000 sono i metri cubi di legname grazie alle ditte Varet ed Azzalini e con altrettanti in fase di esbosco o intaccati dal bostrico, è giunta l’ora di guardare avanti ed iniziare a ricostituire un patrimonio fondamentale per il territorio ed i cittadini di Limana, frutto dall’opera e dalla fatica di generazioni di limanesi che hanno lavorato agli impianti di conifere nel secondo dopoguerra e fino agli anni ‘80 e che ora merita di rinascere. Un ringraziamento particolare», conclude De Zanet, «va sicuramente al progettista, il dott. Orazio Andrich, alla guardia boschiva comunale, comandante Orazio D’Incà, agli uffici comunali ed agli enti a vario titolo coinvolti nelle fasi preliminari e preparatorie del progetto e alla Regione del Veneto con le proprie strutture per aver creduto in questa progettualità».





