Una legge per riconoscere, tutelare e valorizzare il gelato artigianale italiano. È questo l’obiettivo della proposta promossa da Confartigianato Imprese, al centro dell’incontro che si è svolto oggi nella sede di Confartigianato Belluno, in piazzale della Resistenza, alla presenza dei gelatieri associati e di alcuni protagonisti del percorso istituzionale avviato negli ultimi mesi. La proposta punta a istituire la denominazione “Gelato di tradizione italiana”, un riconoscimento ufficiale pensato per distinguere il prodotto realizzato secondo criteri e standard definiti da uno specifico disciplinare, offrendo al consumatore uno strumento chiaro per riconoscere qualità, origine degli ingredienti e modalità di lavorazione.
«Lavoriamo a questa proposta da un anno e mezzo», spiega Cristiano Gaggion, presidente della categoria Alimentazione di Confartigianato Imprese e tra i principali promotori dell’iniziativa. «Siamo partiti dalla cosiddetta “Legge D’Incà” per costruire un testo che garantisca una tutela a chi lavora secondo determinati standard e permetta al consumatore di comprendere la differenza tra un prodotto che risponde ai requisiti del disciplinare e uno che non lo fa. L’iter non è semplice, ma abbiamo coinvolto anche le altre associazioni dell’artigianato per arrivare a un testo condiviso».
Un disciplinare per tutelare qualità e tradizione
Non si tratterebbe di un semplice marchio promozionale, ma di una vera e propria denominazione basata su requisiti verificabili. Il disciplinare in fase di definizione prevede infatti l’utilizzo di materie prime fresche e genuine, preferibilmente nazionali, e processi produttivi che valorizzino la professionalità del gelatiere. Per il comparto artigiano il valore del gelato non risiede soltanto nel prodotto finale, ma anche nel patrimonio di competenze, ricette e tecniche tramandate e affinate quotidianamente nei laboratori.
Il confronto con Germania e Parlamento
All’incontro erano presenti anche il senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, e Augusto De Pellegrin, presidente di Uniteis, l’associazione dei gelatieri artigiani italiani in Germania. De Pellegrin ha illustrato l’esperienza tedesca, dove non esiste una legge specifica sul gelato artigianale ma un sistema di norme e linee guida che definiscono con precisione le caratteristiche delle diverse tipologie di prodotto, offrendo tutele sia ai consumatori sia ai produttori.
De Carlo ha invece spiegato la strada scelta per portare avanti l’iniziativa in Parlamento. «La scelta di presentare la proposta sotto forma di emendamento e non di proposta di legge è strategica. Una volta perfezionato il testo sotto il profilo tecnico, potremo puntare all’inserimento in un provvedimento già in discussione, accelerandone l’approvazione. Il confronto con chi lavora quotidianamente nel settore è fondamentale per costruire uno strumento efficace». Il senatore ha inoltre ricordato l’esperienza maturata con la normativa sul pane, considerata un precedente utile per valorizzare al meglio anche il comparto del gelato artigianale.
Scarzanella: «Le associazioni ponte tra imprese e politica»
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata anche la presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Claudia Scarzanella. «È importante che le imprese possano contare sull’associazione non solo per gli adempimenti e l’assistenza quotidiana, ma anche come interlocutore capace di portare all’attenzione della politica le esigenze del settore. È significativo che due bellunesi come Luca De Carlo e Cristiano Gaggion stiano lavorando insieme per la tutela del gelato artigianale, contribuendo concretamente a valorizzare il lavoro delle nostre aziende».
Belluno tra le province più artigiane d’Italia
I numeri confermano il forte radicamento artigiano del settore, soprattutto in Veneto e nel Bellunese. In provincia di Belluno operano 54 laboratori di gelateria, di cui 42 artigianali, pari al 78,1% del totale. Una quota superiore sia alla media veneta (76,5%) sia a quella nazionale (65,6%). Le famiglie bellunesi spendono complessivamente 6,3 milioni di euro all’anno per il consumo di gelato. In Veneto i laboratori sono 1.094, dei quali 836 artigiani, mentre a livello nazionale si contano 9.345 gelaterie, con oltre 6.100 attività artigiane. Numeri che spiegano perché proprio dal Bellunese arrivi una delle spinte più forti verso un riconoscimento normativo di un prodotto che rappresenta da sempre una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy.





