Il Comune di Belluno ha aggiornato il Piano di protezione civile e si prepara a presentarlo alla cittadinanza con tre incontri pubblici. Un passaggio atteso da anni, che arriva con un documento completamente rivisto e adeguato alle normative attuali. «Sul nostro sito è disponibile tutta la cartografia scaricabile: è giusto che i cittadini conoscano piani e aree da raggiungere in caso di calamità», afferma il sindaco Oscar De Pellegrin, tornato in questi giorni pienamente operativo a Palazzo Rosso dopo la doppia operazione alla schiena che lo aveva costretto a un periodo di recupero.
Il nuovo Piano è stato approvato il 28 novembre in Consiglio comunale: il precedente risaliva al 2006 e l’ultimo aggiornamento era stato fatto nel 2013. L’esigenza di una revisione profonda nasce soprattutto dalla necessità di rivalutare e rimappare le aree di emergenza. Come spiega la Polizia Locale, oggi il territorio comunale conta 16 aree di ricovero, 5 aree di ammassamento e 44 aree di attesa, tutte individuate e geolocalizzate per garantire una gestione più efficace delle emergenze.
«Chi sa dove andare aiuta se stesso e i soccorsi», sottolinea De Pellegrin. «Lo abbiamo visto con Vaia: la protezione civile è un corpo volontaristico fondamentale, che lavora sulla formazione e sulla gestione delle emergenze. Più siamo preparati, più possiamo incidere sugli eventi. Ringrazio la nostra protezione civile e gli uffici comunali per il grande lavoro svolto e invito la popolazione a informarsi».
Per questo sono stati organizzati tre incontri pubblici, tutti alle 18.30: venerdì 20 febbraio in Sala Bianchi, giovedì 26 marzo al Teatro San Gaetano di Castion e giovedì 23 aprile nella sala parrocchiale di Cavarzano. «Il Piano era una delle prime cose cui abbiamo pensato, perché era davvero urgente», spiega l’assessora Lorenza De Kunovich. «Ci è voluto un anno e mezzo, soprattutto per una questione di risorse, ma oggi abbiamo uno strumento vivo che i cittadini devono conoscere. In caso di calamità, sapere come comportarsi significa agevolare il lavoro di forze dell’ordine e volontari».
Il documento è corposo: 187 pagine che analizzano l’attività della protezione civile, il quadro territoriale e tutti gli scenari di rischio possibili per Belluno. Si va dal rischio sismico a quello idrogeologico, dagli eventi meteorologici avversi agli incidenti stradali, fino al blackout energetico e al ritrovamento di ordigni bellici. «Abbiamo fatto il possibile per essere pronti», aggiunge De Kunovich. «Nulla va dato per scontato. Continueremo a tenere aggiornati tutti i canali di comunicazione: Telegram, WhatsApp, social e sito».
Proprio sul sito del Comune, oltre al Piano completo, sono disponibili gli allegati con le aree di emergenza – che saranno segnalate da nuova cartellonistica – gli scenari di rischio e l’elenco degli edifici strategici e rilevanti, dai presidi sanitari alle scuole, dai distributori di carburante ai punti di interesse pubblico.






