Aveva lasciato scritto il percorso, come fanno gli esperti. Aveva esperienza, conoscenza, rispetto per la montagna. Ma qualcosa è andato storto. Paolo Foppa, 59 anni, è stato ritrovato senza vita questa mattina, mercoledì 8 ottobre, in uno dei canali sul versante meridionale delle Cime dei Bachet, a quota 1.900 metri. Una caduta, forse un passo falso, e la montagna ha chiuso il suo silenzio attorno a lui.
L’allarme è scattato ieri sera, intorno alle 22.30. L’uomo – ex dipendente Enel da poco in pensione – non era rientrato dal giro previsto tra Pian de Fontana e Pramperet. La sua auto era parcheggiata dove indicato, in fondo alla Val del Grisol. Ed è partendo da lì che si è messa in moto la macchina dei soccorsi.
In campo il Soccorso alpino di Belluno, la Guardia di Finanza di Cortina e Auronzo, i Vigili del fuoco con droni dotati di Imsi catcher, e i carabinieri. Durante la notte, una squadra ha perlustrato la Costa dei Nas, sperando che l’escursionista avesse trovato riparo a Casera Cazzetta. Il cellulare squillava libero, ma nessuna risposta. Grazie alla triangolazione della cella agganciata, si è circoscritta la zona a una quota sopra i 1.700 metri.
Un’ulteriore conferma è arrivata dalla gestrice del Rifugio Pian de Fontana: l’uomo era passato al mattino, intorno alle 9.30. Aveva detto che avrebbe tentato la salita alle Cime dei Bachet, oppure il passaggio per il Viaz del Tita. Una traccia alpinistica non semplice.
Questa mattina (8 ottobre) l’elicottero ha individuato il corpo in un canalone. Probabilmente è scivolato, precipitando per un centinaio di metri. I soccorritori, sbarcati in zona, hanno atteso l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore per la constatazione del decesso. La salma è stata recuperata con un verricello e trasportata al campo base in zona Fiera a Longarone. I soccorritori rimasti sul posto hanno poi recuperato lo zaino e gli effetti personali, ruzzolati più a valle.





