Affitti sotto la media nazionale, ma trovare casa è un’impresa. Belluno si distingue nel panorama italiano per un costo delle locazioni contenuto, ma sconta una forte carenza di abitazioni disponibili. A dirlo è l’Appia CNA, che oggi – sabato 6 settembre – ha diffuso un’analisi sul mercato immobiliare e del lavoro.
Secondo lo studio dell’Area Ricerca CNA, basato sui dati dell’Agenzia delle Entrate, Belluno è tra i pochi capoluoghi dove l’incidenza dell’affitto sul reddito è inferiore al 25%. Un dato in netta controtendenza rispetto alla media nazionale, dove il canone mensile pesa per il 43,7% sullo stipendio netto di un operaio. A Milano si arriva al 65%, mentre Roma, Bologna e Firenze superano il 50%. Eppure, il problema non è il costo, ma la disponibilità: “Belluno sembra un’isola felice, ma manca l’offerta abitativa”, sottolinea CNA.
Il paradosso si allarga al mercato del lavoro. Belluno è seconda in Italia per saturazione: 2.525 disoccupati a fronte di 25.520 assunzioni previste. «Solo un lavoratore disponibile ogni dieci richieste – spiega Andrea Cerentin, presidente di Appia CNA Belluno. Una situazione che rende difficile attrarre manodopera da fuori provincia -.Il mercato residenziale è poco dinamico – aggiunge Cerentin – molte case non occupate non vengono messe in affitto, e le metrature piccole sono introvabili».
La CNA segnala anche la carenza di servizi come ostacolo alla crescita, ma guarda con fiducia alle iniziative in corso. Tra queste, il progetto con Provincia e Fondo dei Comuni Confinanti per il recupero di strutture pubbliche da destinare ad alloggi per lavoratori. In attesa della nuova Legge sulla Montagna, che potrebbe offrire strumenti utili, Belluno resta un territorio in cerca di equilibrio tra domanda e offerta, lavoro e abitazioni, sviluppo e qualità della vita.





