Salviamo “Investi Scuola”: l’abbonamento per studenti a prezzo calmierato è a rischio. All’appello mancano 500mila euro, quelli che finora aveva garantito il Fondo per i Comuni di confine. Soldi che si aggiungono ai 600mila euro coperti da Consorzio Bim Piave e Provincia di Belluno e che da quest’anno non ci saranno più. Se non si troverà una soluzione le famiglie bellunesi rischiano un vero salasso, con aumenti che nei casi limite possono sfiorare i 500 euro.
La vicenda diventa ora terreno di scontro politico, con il Pd che attacca la Regione e la Lega che risponde a stretto giro di posta. All’appello lanciato lunedì dalla segretaria provinciale del Pd si aggiungono le parole dei consiglieri regionali del Partito democratico, che annunciano una mozione: « É totalmente inutile continuare a parlare di sostegni e di rilancio dei territori disagiati – attaccano Vanessa Camani, Jonatan Montanariello e Andrea Zanoni – se poi la Regione non fa niente per garantire in modo diretto la qualità e l’accesso ai servizi di trasporto pubblico».
Replica parlando di «attacchi strumentali e distorsivi della realtà» l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, preso in causa anche come ex presidente della Provincia di Belluno, nella cui veste nel 2011 sospese l’allora “Unico studenti”: «Bisogna ricordare al Pd che erano gli anni dei tagli statali di tutti i trasferimenti statali, sfociati poi nelle folle legge Delrio, il piddino che ha ucciso le Province».
E per quanto riguarda il parallelo con l’Emilia Romagna (regione presa ad esempio dal Pd in tema di supporto al tpl) Bottacin rispedisce la palla al mittente: «Il Pd dimentica che l’Emilia Romagna applica l’addizionale regionale Irpef che il Veneto non applica, lasciando nelle tasche di ogni cittadino 200 euro all’anno: per una famiglia di 4 persone si tratta di 800 euro. Per cui è meglio lasciare 800 euro alle famiglie o prelevarne 800 euro e dare un contributo di 150?».
Per Andrea De Bernardin, segretario provinciale della Lega, «Il Fondo comuni di confine potrebbe in parte essere dedicato ad Investi Scuola, ma serve allora aprire un confronto con Trento e con il Comitato paritetico. In quanto sindaco di un comune della parte alta della provincia, conosco e vivo i disagi delle terre alte, quindi approvo dal punto di vista teorico l’idea e l’intento, ma trovo del tutto fuorvianti e inutili le polemiche sollevate dal Pd».
«Siamo seri – è la controreplica della segreteria provinciale del Partito democratico – non possiamo pensare che in un bilancio di miliardi di euro la Regione non trovi 00.000 euro all’anno per fornire un sostegno concreto a oltre 4000 studenti di montagna. Per questo continuiamo a rivolgerci al governatore Zaia. Le polemiche di Bottacin non ci interessano, il nostro era e rimane un appello».
In quanto alla proposta di De Bernardin, il Pd provinciale si dice «d’accordo con la proposta di modifica del fondo comuni confinanti in modo da poter utilizzare le risorse in spesa corrente. Il problema è che una modifica di questo genere richiede tempi lunghi, mentre la scuola, inevitabilmente comincia a settembre. Tutti sanno che l’unico ente che può trovare una soluzione a questo è la Regione. Lo dimostra il fatto che lunedì sera l’intero consiglio comunale di Feltre (Lega compresa) ha votato a favore della nostra proposta».





