Specializzandi in cambio di alloggi: Ulss 1 e università di Padova contrastano la carenza di medici

Specializzandi in cambio di alloggi: Ulss 1 e università di Padova contrastano la carenza di medici

La carenza di medici picchia duro. E così tocca ingegnarsi per cercare di parare il colpo. O meglio, per trovare nuove soluzioni, che rendano appetibile fare il medico in montagna. Ci provano l’Ulss 1 Dolomiti e l’università di Padova: più medici specializzandi in cambio di alloggi.

L’azienda sanitaria e l’ateneo patavino hanno firmato nei giorni scorsi un protocollo che impegna l’università ad aumentare il numero dei medici in formazione specialistica che completeranno il percorso di studi nelle Dolomiti, e l’azienda sanitaria ad offrire loro supporto logistico attraverso l’offerta di soluzioni abitative. Una collaborazione che già esiste e che la convenzione di fatto certifica: basti pensare all’alloggio per gli specializzandi realizzato dall’Ulss Dolomiti in centro a Belluno nei mesi scorsi, o quello donato da Unifarco a Sedico.

«Un progetto innovativo e concreto. Un ulteriore tassello nel rafforzare le reti dei nostri ospedali – sottolinea l’assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin -. Mettere a disposizione un supporto logistico per giovani medici specializzandi che scelgono di venire in questi territori diventa fondamentale.  Noi oggi dobbiamo investire su questo percorso, ampliare la rete formativa e far sì che gli specializzandi delle nostre università possano formarsi in tutto il territorio Veneto, anche negli ospedali più di periferia, perché qui possono anche avere un’esperienza viva, che li arricchisce anche dal punto di vista umano».

Attraverso il protocollo, si prevede inoltre lo sviluppo di attività didattiche e di ricerca specifiche legate ai temi inerenti la salute, la medicina dello sport e dell’esercizio, la medicina del benessere, l’emergenza e urgenza, la prevenzione e la telemedicina collegate all’ambiente montano e ai grandi eventi che attendono le Dolomiti nei prossimi anni.

Dal canto suo l’Usl 1 intende promuovere un’esperienza di formazione a tutto tondo, in cui i medici specializzandi siano accompagnati nelle attività con attenzione e cura, promuovendo esperienze professionalizzanti sotto la diretta assistenza di professionisti di comprovata esperienza e competenza.  L’azienda sanitaria si impegna anche ad organizzare eventi scientifici e attività scientifiche sulla salute in montagna, in condivisione con l’università, promuovendo il confronto tra esperti, tesi e ricerche sul tema e a favorire lo sviluppo di ulteriori progettualità, anche con il coinvolgimento del territorio, sui temi inerenti alla salute, alla medicina dello sport e dell’esercizio, alla medicina del benessere, all’emergenza e urgenza, alla prevenzione e alla telemedicina collegante all’ ambiente montano e ai grandi eventi.

Da parte sua, invece, l’università di Padova si impegna ad ampliare il numero di medici specializzandi presenti sul territorio per le discipline di cui è stato rilevato il maggiore fabbisogno di specialisti; ad incentivare il coinvolgimento dei professionisti sanitari del territorio Usl1 affinché partecipino alle procedure per l’affidamento di incarichi di docenza nei master e nei corsi di perfezionamento, con particolare riguardo a quelli che trattano tematiche legate all’ambiente montano; a garantire un posto riservato all’anno per l’iscrizione al corso di perfezionamento in Medicina di montagna, per i medici ed il personale infermieristico dipendente dell’Usl1  Dolomiti e a sviluppare il progetto “Montagna e salute”, anche in vista delle olimpiadi.

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