Rinasce la Gabelli: a settembre ritornano gli studenti

Rinasce la Gabelli: a settembre ritornano gli studenti

La “scuola più moderna d’Italia”, edificata nel 1934 e fortemente voluta da Pierina Boranga, insegnante bellunese che la diresse nella prima metà del secolo scorso, torna definitivamente a nuova vita. Ieri, con una breve cerimonia, la scuola Gabelli è stata riconsegnata alla comunità, dopo il recupero portato avanti con il Piano di Rigenerazione urbana. In particolare sono state simbolicamente consegnate le chiavi della scuola a Maria Teresa Zambello, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo 1 di Belluno (attualmente ospitato al parco Città di Bologna) i cui circa 120 alunni, dal prossimo settembre, animeranno le sue aule rinnovate. Assieme a loro anche gli oltre 50 bambini dell’asilo Cairoli. Mentre occorrerà aspettare ancora per il polo “primi passi”, per il quale serve un iter autorizzativo più complesso.

Nato come edificio che rispecchiava gli obiettivi pedagogici e il metodo didattico Montessori-Pizzigoni, la scuola si caratterizza per la quantità di luce che penetra negli spazi interni e per i colori e le forme che si alternano e si compenetrano. Dirigenti, insegnanti e bambini hanno voluto salutare la scuola con dei cori e hanno potuto visitare gli ambienti.

Il recupero della Gabelli (durato due anni e mezzo e costato oltre 6,5 milioni di euro) non è stato semplice. Amministrazione comunale, i progettisti dello studio di architettura Cucinella e gli operai di Atheste costruzioni e Ranzato impianti tecnologici hanno dovuto confrontarsi anche con le rigide disposizioni della Sovrintendenza di Venezia.

«Per i volumi interni si è lavorato partendo da un’attenta analisi di quanto pre-esistente» racconta l’architetto Laura Mancini dello Studio Cucinella. «Nel caso ad esempio delle pareti è emerso che ogni aula aveva un suo colore, di modo che i bambini potessero riconoscere la propria classe. Colori che sono stati nuovamente dati, con le porte ognuna della stessa tinta dell’interno dell’aula a far da richiamo immediato per i bambini. Un elemento nuovo sono gli specchi che amplificano gli spazi dei corridoi con il riflesso della luce e delle finestre poste di fronte. Specchi che diventano gioco per i bambini».

«E’ con grande soddisfazione che restituiamo ai bambini questa scuola, patrimonio collettivo dell’intera città», sono invece le parole dell’assessore all’Urbanistica Franco Frison, «Un bene comune che verrà trasmesso di generazione in generazione e di cui ogni bellunese si dovrà prender cura».

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