Lo sport per imparare l’inclusione: studenti protagonisti a Belluno

Lo sport per imparare l’inclusione: studenti protagonisti a Belluno

Lo sport come strumento per abbattere le barriere, conquistare autonomia e valorizzare le capacità di ciascuno. È il messaggio arrivato agli studenti dell’Istituto “Catullo” di Belluno protagonisti, al Cinema Italia, dell’incontro “Passione, impegno, inclusione: lo sport che cambia la vita”, promosso nell’ambito di un’iniziativa di Ulss 1 Dolomiti. Una mattinata che non si è limitata alle parole. Ragazzi e ragazze hanno potuto confrontarsi direttamente con esperienze e testimonianze legate allo sport inclusivo e cimentarsi in attività motorie, sensoriali e cooperative, sperimentando concretamente i temi dell’accessibilità, della collaborazione e del rispetto delle differenze.

A raccontare lo sport da prospettive diverse sono stati Davide Giozzet, presidente di Assi, Associazione Sociale Sportiva Invalidi Belluno Aps, Angela Menardi, atleta di curling paralimpico, e Gabriel De Toffoli, atleta di tiro con l’arco. Quello di Belluno rappresenta il secondo appuntamento del percorso avviato il 2 ottobre all’Istituto Canossiano di Feltre. In quel caso il tema era “Vivere la città ed esplorare la natura, quando la bellezza è di tutti”, con l’attenzione rivolta al turismo inclusivo e sociale.

Gli studenti feltrini si erano confrontati con Alessandro Ferrari, sciatore con disabilità visiva, la guida turistica Isabella Pilo, il presidente della sezione Cai di Feltre Loris Vettoretti e Michele Da Rold, coordinatore del gruppo “Montagna che aiuta”. Anche in quell’occasione alle testimonianze erano stati affiancati laboratori ed esperienze pratiche, dai quali erano emerse idee e proposte sull’accessibilità e sulla possibilità di scoprire il territorio attraverso attività sensoriali.

Sport da una parte, turismo, cultura e natura dall’altra. Il filo conduttore rimane lo stesso: dare a tutti la possibilità di partecipare alla vita della comunità e riconoscere le capacità di ogni persona. «Portare questi temi nelle scuole significa andare oltre la semplice sensibilizzazione – sottolinea Milena Guglielminetti, direttrice dell’Uoc Disabilità e Non Autosufficienza del Distretto di Belluno e responsabile del progetto Turismo Sociale e Inclusivo –. Significa creare occasioni nelle quali i giovani possano incontrare esperienze diverse dalle proprie, fare domande, sperimentare e costruire un proprio punto di vista». L’inclusione, infatti, non riguarda solamente le persone con disabilità, ma anche il modo in cui una comunità costruisce i propri spazi, le proprie attività e le opportunità di partecipazione.

I due incontri rientrano nel progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto, realizzato con il supporto del Ministro per le disabilità-Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Veneto e con il coinvolgimento delle nove Ulss venete.

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