Il Castello di Feltre prova a ripartire. La Giunta ha approvato il programma di valorizzazione, atto necessario per avviare il procedimento che porterà il complesso dal Demanio al Comune e aprire così il percorso di recupero. È un passaggio atteso da tempo, che segna l’avvio concreto di un progetto per restituire alla città uno dei suoi simboli più riconoscibili, oggi segnato dal degrado e dalla mancanza di interventi strutturali. «Compìamo un passo importante verso il recupero di uno dei luoghi che più rappresentano Feltre» sottolinea la sindaca Viviana Fusaro, ricordando anche la forte mobilitazione nata attorno alla candidatura del Castello ai “Luoghi del Cuore” del FAI.
Il complesso, che da secoli domina la città dall’alto, presenta infatti criticità evidenti, soprattutto a causa delle condizioni delle coperture. Le infiltrazioni d’acqua hanno negli anni compromesso diversi ambienti interni, rendendo urgente un intervento di messa in sicurezza. Il primo lotto di lavori, del valore di 500 mila euro, punterà proprio su questo: rifacimento del tetto, recupero dei coppi, nuova impermeabilizzazione e sistemazione delle merlature. «Partiamo dalla priorità assoluta, che è la tutela del bene» spiega l’assessore ai lavori pubblici Andrea Bona, evidenziando come il degrado stia mettendo a rischio parti importanti dell’edificio.
L’intervento interesserà circa 650 metri quadrati di coperture, tra l’ala nord-est, il corpo centrale e una porzione dell’ala sud, e riguarderà anche altri elementi esposti come camini e serramenti. L’obiettivo è fermare il deterioramento e creare le condizioni per le fasi successive di recupero, che interesseranno strutture, affreschi, impianti e accessibilità.
Il progetto, però, non si limita al restauro. L’intenzione dell’Amministrazione è quella di riportare il Castello a essere uno spazio vissuto, aperto alla comunità e capace di generare attività culturali e sociali. In questa direzione si inserisce la volontà di avviare un confronto con associazioni, realtà culturali e cittadinanza per definire insieme le funzioni future del complesso, che potrebbe ospitare sale studio, iniziative culturali, percorsi di visita e anche un ostello della gioventù, recuperando una vocazione già presente in passato.
Negli ultimi anni il Castello è tornato al centro dell’attenzione anche grazie alla campagna del FAI, che ha raccolto oltre 22 mila voti portando il sito tra i più segnalati a livello nazionale e garantendo un primo contributo da 40 mila euro per interventi iniziali. Un segnale chiaro dell’interesse della comunità, che ora l’Amministrazione punta a trasformare in un progetto concreto e condiviso.
Il percorso, comunque, sarà lungo. Il trasferimento dal Demanio rappresenta la condizione di partenza, ma il recupero complessivo del Castello si svilupperà nei prossimi anni, con un lavoro articolato che accompagnerà il monumento verso una nuova fase di utilizzo e valorizzazione. L’obiettivo finale è duplice: salvare un bene storico e restituirlo alla città come luogo vivo, capace di unire memoria e futuro.





