Numeri in crescita e risultati superiori alla media regionale per l’Ulss 1 Dolomiti sul fronte della prevenzione oncologica. Sono stati presentati i dati relativi agli screening 2025, che confermano una buona risposta della popolazione e l’efficacia dell’organizzazione sanitaria territoriale. Il dato più significativo riguarda la copertura, ovvero la quota di cittadini che aderisce agli inviti del servizio sanitario: un indicatore chiave per valutare l’impatto dei programmi di prevenzione.
Screening mammografico: copertura al 75%
È lo screening con i risultati più rilevanti. Nel 2025 la copertura dello screening mammografico ha raggiunto il 75%, ben al di sopra della media regionale del 66%. Nel corso dell’anno sono state eseguite 14.466 mammografie. Di queste, 810 donne sono state richiamate per accertamenti di secondo livello, mentre gli interventi chirurgici sono stati 140, con 55 diagnosi di lesioni tumorali. Da marzo 2025 lo screening è stato inoltre esteso alla fascia 45-49 anni, ampliando progressivamente la platea delle donne coinvolte.
Collo dell’utero: copertura in linea con il Veneto
Per lo screening del collo dell’utero, rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, la copertura si attesta al 58%, sostanzialmente in linea con il dato regionale (59%). Nel 2025 hanno eseguito i test di primo livello 6.561 donne, con modalità differenziate in base all’età e allo stato vaccinale contro l’HPV. L’Ulss ribadisce l’importanza della vaccinazione anti-HPV, anche oltre i 26 anni.
Colon-retto: oltre 20.800 test nel 2025
Buoni risultati anche per lo screening del colon-retto, che nel 2025 ha completato l’estensione della fascia d’età fino ai 74 anni. La copertura ha raggiunto il 56,7%, con oltre 20.850 test per la ricerca del sangue occulto nelle feci effettuati nell’anno. Sono state eseguite 1.750 colonscopie di screening e riscontrate 41 lesioni. Determinante il ruolo delle farmacie, con 73 strutture aderenti su 76, che hanno garantito una distribuzione capillare dei test su tutto il territorio.
Ridotta la mortalità: «Aderire allo screening salva la vita»
Nel corso della presentazione, il commissario dell’Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben ha ricordato come i programmi di screening oncologico abbiano contribuito, negli anni, a una riduzione della mortalità per tumore della mammella e del colon-retto di circa il 20%. «La prevenzione secondaria – ha sottolineato – consente di individuare precocemente il tumore o le sue lesioni precursori e di intervenire tempestivamente. Aderire agli screening è una scelta che può fare la differenza».





