Ciak si gira: "Un passo dal cielo" a Villa Miari Fulcis

Non ci sono solo Cadore e Dolomiti. Nella fiction Rai “Un passo dal cielo” c’è spazio anche per la Valbelluna. E per un’autentica perla del Bellunese, che ha più di tre secoli di vita. Chissà se i bellunesi che guarderanno le puntate della nuova serie sul piccolo schermo riconosceranno Villa Miari Fulcis… è proprio questa la location scelta per girare alcune scene della fortunata produzione televisiva.

Oggi i tecnici hanno allestito le stanze e il giardino della villa per farle diventare set cinematografico. E gli attori hanno girato per le sale dell’antica dimora dei conti Miari Fulcis, nella splendida cornice di Modolo. Qualche scena passerà sicuramente ed è tutta promozione per il Bellunese, che ha paesaggi invidiabili.

“Un passo dal cielo” ha cominciato le riprese con base a San Vito di Cadore e lago Mosigo a luglio. Poi, dopo la pausa di Ferragosto, gli attori hanno ricominciato a lavorare una settimana fa, sempre tra le Dolomiti bellunesi. A regista e produzione però deve essere piaciuta parecchio Villa Miari…

 

Impauriti e bloccati: due austriaci recuperati sulla Croda Rossa

 

Alle 18.30 circa, la Centrale del Suem è stata allertata per una coppia di escursionisti in difficoltà sulla Croda Rossa, nel Gruppo del Popera.

I due austriaci, che erano usciti tardi dalla Ferrata Zandonella, non sapevano più come proseguire ed erano impauriti.

Individuati a 2.800 metri di quota, sono stati recuperati dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 70 metri e trasportato a valle.

 

Un milione e mezzo di euro per le latterie: attivato il bando provinciale

Datemi una latteria e solleverò il mondo. Era una leva, ma va bene lo stesso. Per il “mondo” delle terre alte, benissimo. Con un budget milionario si può sollevare la filiera lattiero-casearia. È quanto si augura l’agricoltura bellunese, destinataria del bando latterie, finanziato da Provincia e Fondo Comuni di confine, e presentato ieri a Palazzo Piloni.

Oggi le latterie attive sono una dozzina dislocate in varie parti della provincia: Cesiomaggiore, Livinallongo, Comelico Superiore, Sedico, Agordo, Sospirolo (Camolino), Colle Santa Lucia, Lentiai, Trichiana (Frontin e Sant’Antonio), Tambre, Belluno (Tisoi), e Limana (Valmorel). Producono formaggi di altissima qualità, ma non sempre hanno mezzi per stare al passo con i tempi e le richieste del mercato. Con il bando, però, potranno fare investimenti cospicui. 

È previsto un plafond da 1.550.000 euro (1,3 milioni finanziati dal Fondo Comuni di confine a cui si aggiungono 250mila euro da bilancio provinciale), per contributi a fondo perduto all’80% da un limite minimo di 20mila euro a un limite massimo di 184mila euro (corrispondente a una spesa pari o superiore a 230mila euro). Sono finanziabili diverse linee di intervento, dall’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature per la lavorazione, trasformazione, immagazzinamento e commercializzazione dei prodotti, compresi i mezzi di trasporto specialistici in grado di mantenere la catena del freddo durante il trasporto della materia prima, fino all’implementazione dei software dedicati ai processi produttivi. 

«Perché abbiamo deciso di dare una mano alle piccole latterie, una quindicina in tutto in provincia? Perché costituiscono l’ossatura imprescindibile del territorio e della nostra agricoltura» commenta Simone Deola, consigliere provinciale delegato all’ambiente e all’agricoltura. «Rappresentano anche una storicità importante, visto che le latterie turnarie hanno segnato fin dall’inizio la collaborazione tra gli agricoltori. E poi sono lo scrigno di trasformazione del latte in prodotti di assoluto pregio agroalimentare, che possono diventare a tutti gli effetti un brand turistico. Nelle possibilità progettuali previste ci sono schede specifiche anche per la commercializzazione dei prodotti. E un altro aspetto è la formazione, in collaborazione con Istituto Agrario di Vellai, per la creazione di percorsi ad hoc per casari e addetti alle vendite. Vogliamo aumentare la fetta di rilevanza economica che le latterie hanno sul territorio».

Il bando apre oggi (16 settembre). Le domande potranno essere inviate fino al 16 ottobre.

 

Ex scuole di Farra, 250mila euro per riparare i danni di Vaia

Vaia l’aveva scoperchiata. Ora le ex scuole di Farra torneranno a nuova vita. La giunta comunale di Feltre ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di rispristino e messa in sicurezza. E’ di 250mila euro l’importo totale previsto, finanziato interamente con i fondi commissariali per l’emergenza. Nel dettaglio, saranno smontati i manti di copertura e sostituiti gli eventuali elementi strutturali ammalorati; sostituito il manto di copertura, tutte le lattonerie, saranno riparati i serramenti danneggiati e ricostruita la porzione di tetto crollata. Infine, verranno sostituiti i vecchi cartongessi con dei nuovi pannelli.

«Con l’intervento di ripristino e di messa in sicurezza delle ex scuole di Farra di via Dolci – commenta Adis Zatta, assessore ai lavori pubblici - andiamo a sistemare un altro importante tassello nel complesso mosaico degli edifici comunali gravemente danneggiati dalla tempesta Vaia del 2018. L’importo complessivo dei lavori è pari a 250 mila euro, finanziato, per l’appunto, con i fondi commissariali dell’emergenza post-Vaia e riguarda principalmente il rifacimento della copertura e di tutte le parti in lamiera, la realizzazione di un cordolo di acciaio in testa alle murature, la riparazione dei serramenti danneggiati e la ricostruzione delle parti danneggiate dalla tempesta del 2018. La tempistica del cronoprogramma è particolarmente veloce: approvato il progetto/esecutivo, procederemo ora a brevissimo (entro il 30 settembre) con l’affidamento dei lavori in modo che nel 2021 l’immobile possa tornare nella disponibilità del quartiere e della città».

 

Acqua come se piovesse. Agosto da record: mai così tante precipitazioni

 

La pioggia d’agosto rinfresca il bosco. Stavolta non lo ha solo rinfrescato, l’ha “allagato”. Non si può definire altrimenti il dato delle precipitazioni del mese scorso, assolutamente da record. 

Di solito, non si superavano i 100 millimetri d’acqua nelle settimane immediatamente prima e dopo Ferragosto. Stavolta invece i pluviometri hanno registrato 201 millimetri (con punte decisamente più alte in alcune zone specifiche). Un dato che rende l’agosto 2020 il più piovoso da un quarto di secolo a questa parte.

IL DETTAGLIO

I 201 millimetri d’acqua (+105% rispetto alla media storica) sono riferiti all’intero Veneto. E sono frutto di eventi meteo anche intensi, come quelli di fine mese che hanno portato grandinate, frane e piccole trombe d’aria (vedi Palamares a Ponte nelle Alpi). Ma il dettaglio per territori dice qualcosa di molto diverso. In Alpago, ad esempio, c’è il record regionale, con addirittura 504 millimetri di pioggia registrati dal pluviometro di Col Indes (a Tambre). Proprio a Col Indes, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, sono caduti quasi 16 millimetri d’acqua in appena 5 minuti e 35 in un quarto d’ora: altro record. Di quei 504 millimetri totali, 103 sono stati registrati in 3 ore quella notte di fine mese. Valori che rendono la misura di cosa è stato l’ultimo weekend di agosto in termini meteo, visto che il dato supera la media storica mensile (spalmato su 30 giorno, non certo 3 ore) di tutti i mesi estivi.

CALDO

E il termometro? Arpav rileva che agosto, pur essendo stato il più fresco degli ultimi quattro anni, è risultato mite rispetto alla media (+0,9°C), con la seconda decade particolarmente mite (+1,2°C).

 

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