scuola in quota

Ma che musica maestro! A distanza. Anti-contagio. Adeguata a quello che richiede il contesto Covid. Ma sempre musica. Perché la scuola va avanti e l’ora di strumento non si ferma: si adatta. Con videolezioni tarate soprattutto sugli aspetti ritmici; con chat e perfino karaoke. «Sono questi gli strumenti che abbiamo a disposizione. Quando si potrà, torneremo a suonare come prima». Non ha dubbi Candida Capraro, insegnante di flauto traverso alle medie di Limana (oltre che valente strumentista e concertista, in diversi gruppi, tra cui la John Denver Project Band e Les Magots).

«È vero che la distanza ci impone alcune rinunce, a livello scolastico. Ma ci obbliga a reinventare la lezione - continua la professoressa Capraro -. Capita spesso in questo periodo che proponga ai ragazzi qualche attività diversa dal solito. Ad esempio chiedo loro, dopo aver studiato un breve brano, di mettere in campo la fantasia, per modificarlo un po’, magari improvvisando qualche breve sequenza, in maniera opportunamente guidata». In pratica, lavorare con le cover. E largo alla creatività. Per chi suona uno strumento non è certo un’abilità secondaria. Ma forse, prima del Covid, non veniva esercitata e solleticata in questo modo.

«Non mancano comunque le lezioni per così dire più canoniche - continua Capraro -. La videolezione resta uno strumento importante per mantenere il contatto e la relazione prima di tutto. Credo sia fondamentale per i ragazzi in una situazione come questa mantenere una seppur minima routine. Devono sapere che ci siamo e che, per quanto ci è possibile, continuiamo a lavorare per loro. Per quanto riguarda lo strumento nell’ambito della videolezione è più facile lavorare su aspetti ritmici e tecnici. Più complesso lavorare sulla parte musicale poiché l’audio, non sempre ottimale, non consente di cogliere le sfumature». 

Lavorare sul ritmo invece è fattibile. La professoressa Capraro manda spartiti e registrazioni di brani, esercizi e video di spiegazioni in cui lei stessa suona il flauto. Del resto, l’esempio è sempre il miglior maestro. «Per i brani con accompagnamento del pianoforte fornisco ai ragazzi la base su cui loro devono suonare la parte di flauto in una sorta di “karaoke” che gli permetta di consolidare il ritmo e imparare pian piano anche la parte di accompagnamento - spiega Capraro -. Al momento stiamo andando avanti così».

La speranza è di tornare alla scuola “normale”. Ma l’emergenza lascerà comunque qualcosa di positivo. Non sarà una nota stonata. «Questa non è una situazione facile; anzi, ha colto molti di noi impreparati.  Ma cerco di vedere il lato positivo: la didattica a distanza mi ha obbligato a implementare le mie competenze digitali in breve tempo - commenta la professoressa Capraro -. È un po’ come quando devi imparare una lingua straniera. Se vai in un paese dove la parlano, impari tutto più velocemente perché sei in qualche modo costretto a utilizzarla per relazionarti con gli altri. È quello che sta accadendo ora con i supporti informatici. La tecnologia ci può aiutare e quindi, messi alle strette, impariamo a utilizzarla in modo più efficace. Tutto il lavoro che stiamo facendo ci sarà molto utile in futuro».

 

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