Premio "Best Seller": l'informatica mondiale parla bellunese grazie a Mattia Ferigutti

Self made man. Anzi, boy. Perché Mattia Ferigutti è a tutti gli effetti ancora un ragazzo. Ha vent’anni, ma ha già bruciato le tappe nel mondo del lavoro e del successo. Sì, proprio successo. Non ci sono altre parole per definire i risultati conseguiti dal giovane di Ponte nelle Alpi, che prima da autodidatta ha studiato il linguaggio della programmazione informatica; poi è diventato esperto programmatore, talmente esperto da sviluppare corsi online seguiti da milioni di utenti. Proprio per questo si è guadagnato il premio “Best Seller” del sito americano Udemy, uno dei portali più conosciuti al mondo nell’ambito dei linguaggi digitali.

Mica male. Anche perché il corso di Mattia è stato acquistato da una piattaforma italiana Life Learning e trasformato in un master in Android Developers. Se non è successo, cos’altro mai può essere? 

«Ho appreso del prestigioso riconoscimento che Mattia Ferigutti ha ottenuto grazie alla sua idea imprenditoriale per l’elaborazione di corsi di sviluppo Android – scrive l’assessore regionale Elena Donazzan, in una lettera di congratulazioni indirizzata al giovane bellunese –. Il premio “Best Seller” è il risultato di una competizione molto alta tra programmatori anglosassoni e asiatici, laureati e professionisti di fama internazionale, ed è grande l’orgoglio di tutti i veneti e della Regione per la vittoria di un  ventenne veneto, bellunese. Mi auguro che l’esempio di Mattia sia di stimolo per i suoi coetanei».

 

Film sui Comuni virtuosi: c’è anche Ponte nelle Alpi fra gli attori protagonisti

 

Una performance da Oscar vale il ruolo di attore protagonista in un film. Soprattutto se la performance in questione è nel campo dei rifiuti, mentre l’attore, in realtà, è un Comune: quello di Ponte nelle Alpi, scelto con altri undici per dare vita a “Sogni comuni - Il film dei Comuni virtuosi”. 

SFERA SOSPESA
Il regista Alessandro Scillitani e lo scrittore Paolo Rumiz, coppia collaudata nella narrazione per parole e immagini, si sono messi alla ricerca delle buone pratiche locali, per tessere la trama di un’altra idea di politica. E di visione del futuro. La stessa visione riscontrata pure in Ponte: «Viviamo all’interno di una sfera sospesa - ha commentato l’ex assessore Ezio Orzes - ed è bene avere in mente che tutto ciò che buttiamo, per terra o nel mare, prima o poi ci torna indietro. In questo senso, promuovere la raccolta differenziata è un momento di coscienza in cui ognuno di noi assume responsabilità rispetto alle proprie abitudini e ai propri stili di vita. In più, fare la raccolta assieme induce a una riflessione collettiva, che è il primo passo per affrontare i grandi temi del momento storico in cui viviamo». 

SINERGIA
A riavvolgere il nastro ha pensato il sindaco Paolo Vendramini: «Vicino al municipio di Cadola c’era una discarica a cielo aperto. E ora sorge un campo sportivo dove si svolgono tornei, iniziative e manifestazioni. L’area è stata creata dagli stessi cittadini, in sinergia con l’amministrazione comunale. E rappresenta l’immagine della raccolta differenziata nel territorio, in parallelo alla risposta della comunità». 

ALCHIMIA SOCIALE
Il docufilm è stato prodotto dall’Associazione Comuni Virtuosi: «Raccontare è riuscire a dare speranza, far sognare, coinvolgere. Non a caso, abbiamo scelto di documentare esperienze di buon governo: il contesto in cui nascono e prendono forma, l’energia che sprigionano, l’azionariato diffuso degli agenti del cambiamento. Ecco allora un film a testimoniare queste storie. Non importa di quale colore politico sia l’amministrazione, o l’area geografica di appartenenza, ma l’impegno e l’ingegno delle persone, capaci di creare un’alchimia sociale in grado di modificare il corso della storia delle comunità locali». Già, una storia da film. E nel cast non poteva mancare Ponte nelle Alpi.

 

Una segheria funzionante in un presepe: è la magia della borgata Mazzucchi

L’Epifania tutte le feste si porta via? Ma non il presepe ai Mazzucchi, che rimarrà aperto fino alla fine del mese di gennaio (ogni giorno, dalle 8 alle 17). Anche stavolta, durante il periodo natalizio, la frazione situata tra Cadola e Pieve d’Alpago (in comune di Ponte nelle Alpi) ha regalato attimi di pura magia. Il presepe, è bene evidenziarlo, si trova nella chiesetta della borgata e ricostruisce un paese di montagna con scene di vita quotidiana.

Le novità non mancano mai: l'ultima riguarda una segheria in miniatura, perfettamente funzionante. Nello specifico, una segheria idraulica alla veneziana, utile per il taglio di tronchi in tavole. Il modello ricalca quello di Dimaro Folgarida, in val di Sole, dove lo stabilimento ha funzionato fino agli anni Sessanta. E ora è diventato un museo. 

LE PAROLE DI SARA 
Ma non è finita qui, perché la giovane stella della corsa su strada, Sara Mazzucco, ha voluto manifestare il suo attaccamento alla borgata, e al presepe, con parole di grande impatto emotivo. Eccole: «Agosto inoltrato e nella taverna di casa tutto si movimenta. Attrezzi, macchine, materiali, polvere, tintinnii di qualcuno che lavora con la musica a palla; è mio papà Sergio e sta già pensando alla progettazione di un manufatto innovativo da aggiungere al presepe del paese. Inizia, recupera vari materiali, consulta foto storiche, video e, piano, piano, l’idea si concretizza. Passano i mesi, i giorni, di continuo via vai, di ore di sonno perso, per arrivare alle ultime settimane in cui fra tensione, emozione e tanta carica il prodotto finale finalmente prende vita.
 Perché tanto lavoro? La risposta sta nella voglia, nell’ingegno, nella creatività, nell'amore di mio padre e di Walter, suo cugino, desiderosi di rivoluzionare ogni anno il presepe del mio amato paese ai piedi del monte Dolada.
 Un presepe nato da una "zoca" e cresciuto con l’aggiunta di case realizzate a mano, studiate nei minimi particolari, in modo da riprodurre fedelmente le antiche dimore di montagna, tuttora esistenti, oltre alle stalle, al mulino e al castello di Andraz. Per poi essere posizionate su una base studiata da Walter con l’intera ambientazione: la piazza, il ponte, il canale, il “campanon” per i bambini, il mercato. Tutto su un terreno scosceso, avendo sullo sfondo la bellezza infinita delle montagne dell'Alpago.
 Non è qualcosa che si vede ogni giorno è un presepe originale, unico e capace di ripercorre la storia e i lavori tipici dei nostri nonni, ma sopratutto nasconde un lavoro immenso che solo i più sensibili possono comprendere. 
Io e mio fratello viviamo questa situazione in prima persona e, ogni anno, torniamo per un attimo bambini, curiosi di vedere la novità. Notiamo il duro lavoro, la frustrazione dei due artisti di concludere in tempo l’ultimo pezzo da aggiungere al presepe per poi cogliere la commozione nei loro occhi a lavoro concluso.
 Emozione e felicità condivisa poi dall’intero paese, che prende vita e si anima di un’aura magica in grado di coinvolgere tutti i componenti di una grande famiglia: quella dei Mazzucco.
 Sono molto affezionata a quest’opera d’arte: ogni volta che la osservo mi emoziono, per la bellezza che emana, per la storia che conserva e che rimanda al passato. 
L’invito è rivolto a coloro che vogliono ammirare un presepe fuori dal consueto o anche, semplicemente, farsi un giro, due chiacchiere e scoprire un luogo paradisiaco immerso nella tranquillità delle montagne».

 

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