Un'estate da volontari tra manutenzioni e laboratori: riparte "Aaa offresi"

Volontariato e dintorni. A Ponte nelle Alpi torna “Aaa offresi”, il laboratorio estivo dedicato ai giovani per offrire loro un’occasione di coinvolgimento nella vita della comunità. Il Covid non ha cambiato le intenzioni dell’amministrazione comunale, che anzi ha già fissato due serate informative per promuovere l’iniziativa. La prima è stasera, alle 20.30; la seconda sarà venerdì 3 luglio (entrambe in videoconferenza).

“Aaa offresi” è dedicato ai ragazzi dai 14 ai 18 anni. I partecipanti saranno inseriti in attività ludico-animative, creative, di socializzazione e di supporto, affiancati da adulti di riferimento per un periodo di due settimane e per un orario complessivo di 40 ore totali. I ragazzi, dopo aver scelto l’area di interesse in cui vorrebbero impiegare il proprio tempo (ufficio, manutenzioni, servizi alla persona), entrano a far parte di un piccolo gruppo composto di coetanei e di adulti. Con questi, si realizza un percorso attraverso attività manuali (pulizia del verde pubblico, sistemazione delle recinzioni scuole, manutenzione di sentieri, parchi pubblici, panchine), di partecipazione e organizzazione di giochi, o di supporto in semplici attività d'ufficio.

Informazioni ai numeri 3402231112 e 3499803282.

 

Centro diurno chiuso: le operatrici portano “Il sole a casa”

 

Con le idee, l’entusiasmo e la professionalità è possibile portare “Il sole a casa”. 

Come ha fatto la Fondazione “Casa del Sole” di Ponte nelle Alpi. Il Centro diurno, infatti, è chiuso dal 9 marzo scorso: così, l’equipe multi-professionale e l’assistenza domiciliare hanno unito le forze per creare delle progettualità a domicilio. Lo scopo? Duplice: mantenere le abilità degli utenti e sollevare i familiari che si ritrovano a gestire in solitudine i loro cari.

Le attività proposte sono di vario tipo, a seconda delle capacità e in continuità con i progetti assistenziali intrapresi al Centro: dalla stimolazione cognitiva su indicazione della psicologa, alle attività manuali preparate dalle educatrici in collaborazione con le volontarie. Senza considerare la cura della persona (come lo smalto alle unghie), semplici letture, ascolto di musica, conversazioni e passeggiate. 

 

Retta annullata: «Grati e orgogliosi, l'Asilo di Polpet è una famiglia»

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di ringraziamento: arriva dai rappresentanti dei genitori dei bambini legati alla Scuola dell'infanzia con nido integrato "Don F. Zalivani" di Polpet (Ponte nelle Alpi) 

 

In uno dei comuni della provincia di Belluno, un comune con un ponte che unisce le due rive del Piave, c'è una chiesa che ha davanti un asilo. E tutti lo chiamano "Il nostro Asilo". Anche quelli che non l'hanno frequentato. Anche quelli che non vanno mai in chiesa. Anche quelli che non hanno figli o nipoti.

Perché quell'Asilo è speciale. È tutto colorato: ha le persiane rosse, i balconi verdi e un grande giardino pieno di giochi dove nei giorni di sole, pure in inverno, si sentono le voci dei bambini che giocano, e se quei bambini si voltassero a guardare la gente che passa, vedrebbero che quelli a piedi e quelli in bicicletta si fermano un momento, li guardano, sorridono e ripartono sereni.

Purtroppo da quasi due mesi quelle voci non si sentono più. I bambini sono tutti a casa. Stanno con i loro genitori. Non frequentano nemmeno più i nonni, gli zii e i cugini. Ma li sentono (e spesso li vedono) tutti i giorni al telefono. Perché è così che fanno le famiglie. Anche se sono lontane. Non sono isole. Sono legate da qualcosa che non si riesce a descrivere.

Allo stesso modo quell'Asilo è speciale perché, anche se adesso i balconi verdi sono chiusi, le persiane rosse sono abbassate, e non si sentono le voci in giardino, l'Asilo è vivo: è vivo perché chi ci lavora, dentro, gli fa battere ogni giorno il cuore. È vivo perché l'Asilo di Polpet è una famiglia. Una famiglia di 80 bambini. Questa famiglia conosce uno per uno i genitori dei bambini. Sa che molti sono in difficoltà: è in difficoltà lei stessa, ma ha preso comunque una decisione importante e ha scritto a tutti per dire: "Siamo una famiglia. In famiglia ci si aiuta. In qualche modo faremo. Non pagateci la retta, in questi mesi in cui siamo chiusi. Siamo sicuri che quei soldi vi servono".

Noi rappresentanti dei genitori dei bambini della Scuola dell'infanzia con nido integrato "Don F. Zalivani" di Polpet vogliamo ringraziare pubblicamente il parroco, don Francesco Santomaso, la direttrice Cristiana Segato e tutta l'amministrazione per aver scelto di rinunciare al 100 per cento della voce di bilancio più importante per la propria sopravvivenza. Non sappiamo quali decisioni hanno preso le altre scuole paritarie, e non sappiamo se questa decisione è stata concordata con le associazioni di categoria o è stata presa in modo unilaterale.

Quello che sappiamo è che siamo grati e orgogliosi di fare parte di questa bella famiglia di 80 bambini». 

 

Solidarietà e appartenenza: ecco la maglietta “Mi son pontalpin”

 

Orgoglio, senso di appartenenza e solidarietà. Tutto racchiuso (e stampato) in una maglietta. E in uno slogan: “Mi son pontalpin”. 

Sì, perché la fantasia benefica del Comitato frazionale Ponte nelle Alpi ha prodotto una nuova idea. O meglio, una nuova iniziativa: «Abbiamo voluto ripartire dalla base, dalle nostre origini, per riscoprire l'orgoglio di essere parte di una comunità. E condividere un legame comune». 

Così, ha preso forma la t-shirt con le tre parole in risalto: “Mi son pontalpin”. Un’idea simpatica e originale? Non solo, visto che l’intero ricavato legato alla vendita delle magliette (10 euro il costo) sarà devoluto alla locale Protezione civile. «Dopo il Covid - concludono dal Comitato - questa iniziativa vuol essere anche un elemento di riscatto e aggregazione. Non a caso, abbiamo scelto di coinvolgere tutte le frazioni. Perché tutti devono sentirsi parte della collettività: nessuno escluso». 

Per acquistare la t-shirt, è possibile rivolgersi direttamente al Comitato frazionale Ponte nelle Alpi e nei principali negozi e punti vendita del territorio. Nel frattempo, un consiglio: guardate questo video (click qui).

 

Corso online per baby sitter: «Un servizio concreto alle famiglie»

 

Un percorso di formazione per baby sitter: gratuito, online. E promosso dal Comune di Ponte nelle Alpi: «L’iniziativa è pensata per offrire un servizio concreto alle famiglie che si trovano a gestire i propri bambini, in un momento in cui le scuole sono chiuse. E le attività estive ancora incerte».
Coordinato dalla Cooperativa La Esse, il progetto è finalizzato alla creazione di un elenco che accolga le disponibilità di candidati e candidate, in cerca di occupazione.

Insomma, un’opportunità per rispondere anche ai bisogni di conciliazione dei genitori, pronti a riprendere il lavoro dopo il periodo di stop forzato. E che potranno contare sul supporto di persone opportunamente formate.

Rivolto a un numero massimo di 20 partecipanti, il corso sarà strutturato in 8 incontri per un totale di 20 ore, attraverso la piattaforma Zoom. Oltre ad affrontare gli aspetti legati alla relazione educativa con bambini e bambine di diverse fasce di età, verrà approfondito il tema della sicurezza negli ambienti di lavoro domestici ai tempi del Covid-19, con i dispositivi e le norme da rispettare. E sarà affrontato pure il tema legato ai contratti per il lavoro in famiglia, il libretto famiglia e il bonus babysitter. 

Dal gioco allo sviluppo psicomotorio dei piccoli, dalla gestione dei compiti alla relazione con i preadolescenti, le lezioni si svilupperanno tra la fine di maggio e la metà di giugno dando ai partecipanti informazioni sulla situazione sanitaria ed educativo-didattica. 

Per iscriversi e far parte dell'elenco baby sitter (che verrà pubblicato all’interno del sito del Comune di Ponte), è necessario conoscere la lingua italiana ed essere maggiorenni. Le famiglie potranno poi gestire in maniera autonoma la selezione e le questioni di carattere contrattuale. 

Poiché il corso è a numero chiuso, all’iscrizione seguirà un colloquio per valutare l’idoneità del candidato.

 

“Girotondo delle famiglie”: la scuola dell'infanzia di Polpet lancia un nuovo progetto

 

La scuola dell’infanzia con nido integrato “Don F. Zalivani” è chiusa. Sì, ma solo come struttura. Perché il servizio è sempre garantito. Anche a distanza, in una fase storica caratterizzata dall’incertezza e nella quale i piccoli devono rimanere tra le mura domestiche. 

A tale proposito, molte sono le domande che si pongono le mamme e i papà: “Come faccio a far riposare il mio bimbo il pomeriggio? E a togliere il pannolino? Sono un genitore poco attento se, per rilassarmi un po’, lascio il mio bambino davanti alla televisione?”. 

Per rispondere ai quesiti, ma anche per condividere un pensiero e utili consigli, il nido Zalivani propone il progetto “Girotondo delle famiglie”, rivolto ai genitori: per questo, è stato creato uno sportello, al momento in modalità telefonica, curato da educatori di grande esperienza e professionalità. Perché il dialogo e una semplice rassicurazione possono indicare la giusta direzione nel lungo cammino di essere genitori. E, allo stesso tempo, dare il senso di una comunità che oggi non si riesce a vivere pienamente. 

Nel concreto, il progetto prevede la possibilità da parte delle famiglie di scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o di inviare un messaggio alla pagina  Facebook (asilo di Polpet) per esporre il proprio quesito o la richiesta di un colloquio telefonico. Nella stessa giornata avverrà un primo feedback di ricezione delle richieste e, qualora la situazione lo richieda, la prenotazione di un appuntamento via telefono, nel quale si cercherà di risolvere il problema. 

Il mercoledì pomeriggio inoltre, dalle 14 alle 16, è attivo il numero 0437-99342 per parlare con un operatore.

Il progetto ha il patrocinio del Comune di Ponte nelle Alpi. 

 

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