Ospitalità dolomitica ai tempi del Covid: parte il corso per gli operatori

 

Priorità fa rima con ospitalità. 

Decolla il corso organizzato dalla Fondazione Giovanni Angelini, insieme alla Fondazione Dolomiti Unesco. Corso che è rivolto agli addetti all’ospitalità: ovvero ai gestori di rifugi, alberghi, bed and breakfast, agriturismo con possibilità di pernottamento dell'area bellunese.

Le iscrizioni sono aperte e gli eventi si svolgeranno in modalità online il 3, 10 e 17 novembre a partire dalle 10. 

«Lo scopo dell’iniziativa - spiegano dalla Fondazione Angelini - è quello di stimolare gli operatori a trovare dei valori comuni legati al patrimonio mondiale Unesco. La comunicazione dei valori paesaggistici e culturali delle Dolomiti passa molto attraverso il lavoro degli addetti all’ospitalità: nelle loro mani l’opportunità di contare su un valore aggiunto naturale e “gratuito” ma anche la responsabilità di lavorare con sempre maggiore competenza, a fronte di una clientela che si va diversificando in modo direttamente proporzionale al tenore delle richieste».

 

"Cerca il tuo avo", in rete la storia degli emigranti bellunesi

Il progetto è ambizioso: creare un database di tutta l’emigrazione bellunese. Pescando dagli archivi parrocchiali. Il centro studi sulle migrazioni “Alentheia”, nato in seno ad Abm, e che già raccoglie migliaia di documenti e foto di un secolo e mezzo di emigrazione, però, non solo l’ha pensato: lo sta facendo. Ed è già online, nell’apposita sezione “Cerca il tuo avo” del sito internet www.centrostudialetheia.it. Basterà digitare il cognome che si vuole cercare e navigando tra i campi si potrà conoscere data e luogo di nascita dei propri avi, oltre al registro parrocchiale di riferimento. In alcuni casi saranno presenti anche informazioni sulle rotte migratorie: spostamenti, viaggio per mare ed eventuali familiari al seguito.

«Sarà un lavoro molto impegnativo – spiega la vicepresidente di Abm, Patrizia Burigo – paziente e certosino. Per completarlo avremo bisogno della collaborazione di tutti i nostri soci e degli appassionati del settore. Vogliamo mettere a disposizione una banca dati indispensabile per chi vuole fare ricerca sul fenomeno migratorio bellunese, ma anche per i singoli discendenti desiderosi di ricostruire il proprio albero genealogico o scoprire in quale comune sono nati i propri avi».

Non si parte però da zero. Nel database di Aletheia sono già stati inseriti circa 2.500 record, che riguardano altrettante famiglie che tra il 1875 e il 1950 salparono alla volta del Brasile. E’ il frutto del certosino lavoro della consigliera di Abm Luisa Carniel, che per anni ha consultato archivi parrocchiali (da sola o grazie all’aiuto di collaboratori), archivi comunali e l’”Arquivo nacional” del Brasile, nel quale sono registrate le liste passeggeri dei bastimenti attraccati sulle costa brasiliane e l’elenco degli emigrati ospitati nelle “hospedarie” in attesa di raggiungere i luoghi di destinazione. «Sono stati preziosi – aggiunge Carniel – anche la biblioteca dell’Abm “Dino Buzzati” e molte ricerche già effettuate da appassionati di storia locale, dalle quali ho attinto a piene mani».

La ricerca ha portato alla luce alcune curiosità. L’emigrante in Brasile più anziano di cui si ha notizia si chiamava Gioacchino Rech e partì per il Sudamerica alla veneranda età di 88 anni. Il nucleo familiare più numeroso, invece, fu quello di Pietro De Bastiani, originario di Cergnai di Santa Giustina. Un gruppo di 33 persone: assieme al capofamiglia, infatti, partirono anche i sei figli con le rispettive famiglie.

E i cognomi più diffusi? A farla da padrone è il Basso feltrino. Negli archivi si trovano infatti 52 “Rech”, 35 “Grando” e 32 “Bof”. Il Comune dalla quale partì la maggior parte di persone, invece, è Santa Giustina.

Come detto, un lavoro lungo e complesso, possibile grazie al fatto che per il 60% degli emigranti è possibile conoscere il “vapore” (ovvero la nave) con la quale compirono la traversata oceanica.

 

Cultura anti spopolamento: online il questionario della Fondazione Dolomiti Unesco

Il futuro delle Dolomiti lo disegnano i ragazzi. Con la loro visione e le loro idee. Fari puntati soprattutto sui musei e sul ruolo che possono avere nell’affiancare il cambiamento e nel contrastare la fuga dei cervelli. Punto di partenza: un questionario, proposto dalla Fondazione Dolomiti Unesco e già online. 

Le domande sono rivolte a ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni.

Il questionario, disponibile in lingua italiana e tedesca sulla piattaforma Dolom.it, è stato sviluppato dall’associazione “Intorn al Larin” insieme al team del progetto “Musei delle Dolomiti” e ha raccolto, durante l’estate, 30 risposte da un gruppo pilota.

«L’intensità e la profondità delle risposte ci ha fatto capire che eravamo sulla strada giusta. L’opportunità di conoscere l’opinione non filtrata dei giovani è fondamentale per tutti gli attori preposti alla custodia e alla valorizzazione del nostro patrimonio – affermano dalla Fondazione Dolomiti Unesco -. I musei hanno bisogno più che mai dei giovani, non solo per ripensare la propria offerta dopo l’emergenza Covid, ma soprattutto per renderli spazi dove, partendo dal proprio passato, si possa immaginare il futuro».

IL PROGETTO “MUSEI DELLE DOLOMITI”

Il progetto è stato avviato nel 2019 dalla Fondazione con lo scopo di studiare e sperimentare attività in rete tra i diversi musei che racchiudono una parte del patrimonio delle Dolomiti. Il digitale gioca un ruolo centrale in questa sinergia, perché permette ai singoli musei e attori culturali di unire le proprie collezioni all’interno di un racconto corale. Il patrimonio Unesco diventa così ancora più ricco e accessibile per residenti e visitatori. 

 

Mongolfiera di Giorgia: il nuovo bando è dedicato ad Alessio Bortoluzzi

 

Sarà dedicato alla memoria di Alessio Bortoluzzi, giovane di Santa Giustina prematuramente scomparso, il nuovo bando de “La mongolfiera di Giorgia”.

Tutto sarà presentato dall'associazione bellunese venerdì 23 ottobre, alle 20, nella sala congressi di Villa Patt, a Sedico (nel rispetto delle normative legate al Covid-19). 

«Quest'anno ci rivolgiamo ai nostri ragazzi speciali con un bando altrettanto speciale perché sarà dedicato ad Alessio, figlio quindicenne dei nostri soci Michela e Adriano, che purtroppo ci ha lasciato ad agosto di quest'anno a causa di un incidente» spiega la presidente Ivana Turrin. «Il bando avrà una validità di due mesi a partire da sabato 10 ottobre, giorno che segnava il quarto anniversario dalla scomparsa di Giorgia».

Proprio i genitori di Alessio, nel giorno del suo saluto, hanno effettuato una raccolta fondi, pensando poi a “La mongolfiera di Giorgia” quale destinataria dei proventi: 1.500 euro, che l'associazione destinerà ai ragazzi in difficoltà.

Il nuovo bando aggiunge una somma a cura dell'associazione stessa, arrivando così a stanziare 3.000 euro nel complesso. Lo scopo, come di consueto, è quello di procedere direttamente all’acquisto di beni o servizi che il beneficiario ritenga utili per il proprio benessere psico-fisico o, in caso di impossibilità a coprire l’importo totale, di contribuire a una quota parte della spesa segnalata. 

Le domande dovranno essere presentate entro il 10 dicembre, mentre il modulo può essere scaricato su www.lamongolfieradigiorgia.it o richiesto alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

“Diversamente Cinema”: anche News in Quota partecipa al progetto

 

Anche News in Quota farà parte di “Diversamente Cinema”: il progetto incentrato su una serie di incontri e laboratori didattico-multimediali, relativi al linguaggio audiovisivo e cinematografico per studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. In questo senso, saranno realizzati cortometraggi, videoclip e spot progresso, mentre le tematiche trattate provengono dall’Agenda 2030. 

Si parla di cinema, ma si parla anche e soprattutto di linguaggio. Inutile girarci troppo attorno: la chiave è rappresentata dal verbo “comunicare”. Una chiave che apre le porte dell’arte (compresa la settima). E degli altri. In primis dei giovani. E qui entra in scena News in Quota, che attraverso i suoi giornalisti svilupperà, insieme agli studenti, un altro tipo di comunicazione: quella legata al mondo dell’informazione. Rispetto alla sfera audiovisiva e cinematografica, le differenze sono tutt’altro che sostanziali. Perché il linguaggio deve essere chiaro, accessibile, efficace e raggiungere il più ampio numero di persone. Vale per un quotidiano, come per un cortometraggio e uno spot. 

A tale proposito, i giornalisti di News in Quota porteranno la loro esperienza al di fuori dei confini bellunesi: precisamente a San Martino di Lupari, in provincia di Padova. E avranno il privilegio di collaborare con i colleghi di ValdoTv. Tra i partner del progetto, spicca pure l’Università degli studi di Padova. 

«L'istituto comprensivo di San Martino di Lupari è orgoglioso di dare vita a una progettazione così importante sul piano educativo e sociale - ha dichiarato Andrea Bernardi, responsabile scientifico del progetto -. I nostri alunni, gli insegnanti, tutti i professionisti e i partner coinvolti daranno il massimo per realizzare questo piccolo grande sogno». 

Attraverso il cinema e il contatto con realtà territoriali che operano nel sociale, l’obiettivo è promuovere una cultura di inclusione, di pace e di non violenza, al fine di eliminare diseguaglianze sociali, economiche e di vita, lavorando su temi come l’importanza dell’accesso all’educazione, la parità di genere e l’arricchimento derivante da diversità culturali che si riflettono nella popolazione scolastica.

Per la realizzazione dei laboratori, montare i video e supportare il coordinamento del progetto, l’istituto ha selezionato Tommaso Ferronato e Diana Mantegazza come esperti esterni in didattica del cinema, degli audiovisivi e dei linguaggi multimediali per la loro pluriennale esperienza nel settore con istituti scolastici di ogni ordine e grado del Triveneto. «Didattica con e attraverso gli audiovisivi, esperienze laboratoriali dirette, realizzazione di video e riflessioni su tematiche importanti come l'abbattimento delle diversità saranno componenti fondamentali del nostro operare con bambini e ragazzi - spiega Ferronato -. Il cinema entra a scuola come linguaggio di e per tutti, facendosi veicolo di messaggi importanti per i cittadini di oggi e domani». 

“Diversamente Cinema” verrà presentato in conferenza stampa sabato 10 ottobre alle ore 11, nella sala consiliare del comune di San Martino di Lupari. 

 

Albert Nikolla torna in provincia: il vice ministro albanese in visita

 

È tornato in quella che, per diversi anni, è stata casa sua. Anche ora che è diventato viceministro alla Sanità e affari sociali dell’Albania, Albert Nikolla non dimentica il suo passato. E, ospite del Rotary Club, ha voluto visitare varie zone del territorio: a cominciare dal cimitero monumentale “Vittime del Vajont” di Fortogna, dove Nikolla è stato accolto dal sindaco di Longarone, Roberto Padrin.

Il vice ministro si è poi fermato al Cantiere del Baco e al Cantiere del Gusto, dimostrando un particolare interesse per la gelsibachicoltura, l’agricoltura sociale e, in generale, il tema del lavoro abbinato alla disabilità .

Nessun dubbio: il legame di Nikolla con la nostra provincia è profondo. Arrivato a Belluno negli anni Novanta, da "perpetuo" di don Fabio Cassol nella parrocchia di Pez, è stato il fondatore dell’associazione Alba azione di Gioia, prima associazione di immigrati della provincia di che ha gestito gli informa immigrati di Alpago, Belluno e Feltre. Dal 2000 al 2005, invece era responsabile dell’ufficio Informaimmigrati di Feltre.

Grazie anche al vice ministro, il ponte tra l’Albania e il Bellunese è sempre più solido.

 

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