Alpago Sky Super 3: in 400 per ricordare Maudi, David e Andrea

 

Quattrocento concorrenti hanno arricchito l’ottava edizione di Alpago Sky Super 3, la sky race nata per onorare la memoria di Maudi De March, David Cecchin e Andrea Zanon: i tre ragazzi del Soccorso Alpino caduti sul Monte Cridola nell’estate del 2012. 

Un successo di partecipazione, a Chies, per un evento andato in scena su un tracciato leggermente ritoccato rispetto al passato: 20,7 chilometri di sviluppo (1,9 in più rispetto gli anni scorsi) e 1.950 metri di dislivello positivo (100 in più). 

A primeggiare è stato Alex Oberbacher, gardenese di Ortisei: l’azzurro dello sci alpinismo ha affrontato la salita su altissimi ritmi. E questo gli ha permesso di acquisire un notevole vantaggio sugli avversari: vantaggio che poi ha amministrato in discesa. Alla fine il riscontro cronometrico è di tutto rispetto: 2h14’44”. Sul podio pure Simone Costa, trentino del Team La Sportiva, staccato di 2h17’32”, e il veronese classe 2000, Mattia Tanara, terzo a 5’12”.

«Era la prima volta che correvo la Alpago Sky Super 3 - ha affermato il vincitore - e devo dire che è una gara durissima. Resa ancor più difficile dal caldo. Sono davvero soddisfatto».

Tra le donne, successo per la friulana Maria Dimitra Theoharis, anche lei azzurra dello sci alpinismo: 2h41’46”. In seconda e terza posizione, Martina Cumerlato (a 21’22”) e Anna Dal Farra (a 39’58”).

«Il bilancio non può che essere positivo - sono le parole del coordinatore dell’organizzazione, Vittorio Romor -. Abbiamo voluto fortemente questo evento, anche come segnale di ripartenza dopo tanti mesi di stop. Non è stato facile allestirlo ma ce l’abbiamo fatta, rispettando le normative sanitarie. Un grande grazie a chi ci ha dato fiducia: gli sponsor, l’amministrazione comunale di Chies, le associazioni di volontariato e, naturalmente, i concorrenti, arrivati da tante regioni d’Italia e pure dall’Austria». 

 

I giovani e la Land Art: un maestoso cavallo spicca nell’oasi naturalistica

 

Quando arte e natura si incontrano, il risultato è assicurato. Soprattutto se la maestria dell'artista Giorgio Vazza alimenta la creatività del Gruppo operativo giovani (Gog). 

Così, nell’oasi naturalistica del lago di Santa Croce, trova posto ora una nuova opera, nata dalle mani dei partecipanti al Gog. Accanto alle creazioni degli anni precedenti (il nido, il pesce e l’uccello) ecco dunque il cavallo, ultimo prodotto del percorso formativo di Land Art: l’arte che nasce dal contatto diretto con il territorio. E che, di quello stesso territorio, vuole trasmettere un’espressione figurativa, ma anche le suggestioni.

L’opera è stata realizzata in continuità geografica con quelle degli scorsi anni, lungo il sentiero che collega Bastia a Farra.

«Anche quest’anno - afferma la vice sindaca di Alpago, Vanessa De Francesch - il progetto Gog è partito con il laboratorio artistico, appuntamento atteso dai giovani partecipanti e, in generale, da tutta la cittadinanza». Immancabile il ringraziamento a Giorgio Vazza: «Ancora una volta si è messo a disposizione. regalandoci il suo tempo e la sua arte. Ed è riuscito a sorprenderci, dando vita a una creazione che non è solo testimonianza delle sue capacità e di quelle dei nostri giovani, ma rappresenta un vero e proprio oggetto di arredo artistico, un’ulteriore occasione di attrattività per il nostro territorio».

Lo stesso artista ha sottolineato la grande empatia fra i protagonisti coinvolti dal progetto: «Il cavallo, animale con cui fin dall’antichità l’uomo ha sviluppato un rapporto quasi simbiotico, diventa il simbolo di una libertà ritrovata e della voglia di vivere. Un’opera collettiva, tante mani al lavoro. Adulti e ragazzi insieme, in un dialogo tra generazioni, riscoprono il valore delle abilità manuali e della creatività che rendono l’uomo libero». 

 

A servizio del territorio, divertendosi: riparte il progetto Gog

 

Divertirsi, coltivare le relazioni interpersonali. E mettersi al servizio della propria comunità: sono i tre pilastri del “Gog - Gruppo Operativo Giovani”, il progetto promosso dal Comune di Alpago, in collaborazione con la Pro loco di Puos e il volontariato locale. 

La proposta è rivolta a ragazzi (fino a un massimo di 60), nati tra il 2002 al 2006. E abbraccia le tre settimane comprese tra il 20 luglio e l’8 agosto: dal lunedì al sabato, in orario mattutino (ore 9-12). 

Nello specifico, lavoreranno due gruppi formati da un massimo di dieci partecipanti, seguiti da un tutor adulto, adeguatamente formato: ognuno di questi due gruppi sarà collocato in luoghi lontani, per evitare il contatto, e svolgerà attività il più possibile all’aperto. Non è previsto alcun costo, né onere per le famiglie. 

«Il Gog rappresenta una tappa importante nell’avvicinamento dei nostri giovani alle istituzioni locali e all'impegno civico che l'amministrazione promuove da tempo - sottolinea la vice sindaca con delega alle Politiche giovanili Vanessa De Francesch -. Grazie al supporto organizzativo della Pro loco di Puos, al lavoro di Francesca Gaio, alla generosità dei tutor e alla parrocchia di Puos che ha messo a disposizione alla Casa della Gioventù, siamo riusciti ad avviare l’iniziativa. Il progetto si focalizzerà soprattutto sulla manutenzione del territorio e sulla pulizia dei parchi, ma comprenderà pure alcune iniziative di natura artistica. A tutti i nostri ragazzi auguro un’estate serena e ricca di gratificazioni». 

Il modulo di iscrizione dovrà essere inviato entro le ore 12 di mercoledì 15 luglio, all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o consegnato agli sportelli Spazio Alpago, nei municipi di Farra, Pieve e Puos. Ulteriori informazioni allo 0437-478086. 

Tutta la documentazione e la modulistica relativa è reperibile cliccando qui.

 

In ricordo di Maudi, David e Andrea: scatta l’Alpago Sky Super 3

 

Sarà una Alpago Sky Super 3 di alto livello quella che andrà in scena domani (domenica 9 agosto), a Chies d’Alpago.

La starting list ha preso forma e, tra gli iscritti, ci sono nomi di spicco del correre in montagna e dello sci alpinismo: da Dimitra Theocharis a William Boffelli, da Martina De Silvestro ad Alex Oberbacher, dall’eclettica Martina Valmassoi al giovanissimo Mattia Tanara. 

L’evento ricorda Andrea Zanon, David Cecchin e Maudi De March, i tre ragazzi del Soccorso alpino caduti sul Monte Cridola nell’estate del 2012. E andrà in scena su un tracciato leggermente ritoccato rispetto al passato: 20,7 chilometri di sviluppo (1,9 in più) e 1.950 metri di dislivello positivo (100 in più). Il “tetto” della corsa sarà il Monte Venal, con i suoi 2.212 metri di altitudine e alcun passaggi, sia in salita, sia in discesa, di particolare difficoltà tecnica. Ci saranno cinque partenze scaglionate, ognuna con 50 atleti, in modo da garantire il distanziamento fisico richiesto dalle normative anti Covid-19. Il primo "start" verrà dato alle 8.40, l’ultimo alle 9.

Non mancherà nemmeno la Mini Sky Race: in questo caso, i chilometri da percorrere saranno 10 e i metri di dislivello 650.

Per entrambe le prove, il ritiro dei pettorali è previsto domenica mattina dalle 7 a Lamosano, mentre le premiazioni, in piazza Roma (sempre a Lamosano), avverranno a partire dalle 13. Per informazioni e iscrizioni dell’ultim’ora, www.dolomitiski-alp.com. 

 

Prevenzione fa rima con inclusione: mascherine trasparenti alla Marchon

L’inclusione ha due elastici. E prende la forma di una mascherina. Trasparente, per l’esattezza. Come quella che Marchon ha predisposto per i suoi dipendenti. Motivo? Includere, ovviamente. Perché nello stabilimento di Puos d’Alpago ci sono alcuni lavoratori non udenti. Comunicano con i colleghi attraverso la lettura del labiale. E hanno avuto più di qualche difficoltà nell’epoca in cui la mascherina deve coprire il volto. Grazie all’interessamento dell’azienda.

Marchon, infatti, nel gestire gli strumenti sanitari posti a tutela della salute sul posto di lavoro post-Covid 19, ha provveduto a dotarsi anche di maschere protettive trasparenti, in modo da mantenere il luogo di lavoro confortevole anche per i dipendenti non-udenti.

Le particolari mascherine protettive, realizzate dalla Cooperativa “Il Filò” di Venezia, sono state fornite a lavoratori e relativi responsabili che sono in contatto con colleghi non-udenti, al fine di permettere la lettura del labiale e mantenere la massima interconnessione. 

«Salvaguardiamo così la protezione dal contagio e contemporaneamente preserviamo l’interazione tra colleghi senza lasciare indietro nessuno – spiega Adriano De Sandre, managing director dell’azienda, leader nella produzione di occhiali -. Questo è un aspetto di fondamentale importanza in linea con i nostri valori».

 

Amici dei pompieri: una donazione per spegnere il fuoco, non la solidarietà

 

Un dono graditissimo, fondamentale e commovente: è quello che hanno ricevuto gli Amici dei pompieri dell’Alpago.

Il mittente? L’A.P.S. "Associazione Emanuele - un Micro aiuto”: alla Trattoria Ciliotta, la presidentessa Eleonora Roffarè ha consegnato alla realtà alpagota una troncatrice Stihl e una scala telescopica. Si tratta di due strumenti molto importanti per gli interventi del distaccamento dei Vigili del fuoco volontari della conca, al quale verranno girati.

La donazione fa parte del progetto “Micro-aiuto”, iniziativa benefica a vantaggio di persone e gruppi, così chiamata giocando sul nome in codice del compianto militare dell’Arma, Emanuele Roffarè (fratello di Eleonora) al quale l’associazione è dedicata. «L’enorme piacere di essere stati scelti come destinatari della donazione - spiegano - è pari alla gioia di aver conosciuto una realtà come l'Associazione Emanuele che, seppur in diverso modo, è pronta ad accorrere in soccorso di chi ne abbia bisogno, proprio come vuole lo spirito pompieristico a cui gli "Amici" si ispirano».

 

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