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Storia, arte e Natale: la proposta di Limana per il week-end

Doppio appuntamento a Limana. Arte, storia e Natale si intrecciano nella proposta per domani, sabato 7 dicembre. Una proposta quanto mai interessante. Perché per tutta la mattina e fino al primo pomeriggio sarà aperta la chiesa di Santa Barbara nella frazione di Pieve. Uno scrigno di enorme valore, già sede arcipretale e soprattutto una delle più antiche chiese dell’intera Valbelluna. Tra l’altro, la chiesetta, tra '400 e '500 ebbe come pievano Pierio Valeriano Bolzanio, umanista e teologo di fama, collaboratore del tipografo veneziano Aldo Manuzio e segretario personale di papa Clemente VII. Pierio Valeriano poi fu tra i primi a diffondere in Europa la coltura dei fagioli, visto che ne riportò a Belluno alcuni, sbolognatigli dal papa che li aveva ricevuti in dono dai reali spagnoli e non sapeva che farsene. Insomma, la visita alla chiesetta di Santa Barbara diventa un vero e proprio tuffo nella storia bellunese e non solo, del Cinquecento. 

La proposta arriva dal gruppo Fai giovani di Belluno. Le visite, una ogni mezzora, andranno avanti dalle 9 alle 12 e poi dalle 13.30 alle 14.30. 

Ma non finisce qui. Perché basterà spostarsi nel centro del paese per illuminare il Natale. Nel vero senso della parola: alle 17, davanti al municipio, verrà acceso l’albero che i bambini delle scuole materne ed elementari del Comune stanno allestendo proprio in questi giorni. 

 

Ritrovamenti a Pian de la Gnela: in vetrina grazie a nuove sale museali

Appassionati della storia locale antica e del mondo dell’archeologia, ma non solo. La due giorni organizzata a Pieve d’Alpago sugli importanti ritrovamenti di Pian de la Gnela ha richiamato l’attenzione di moltissime persone.

In sala Placido Fabris, un pubblico attento e numeroso ha assistito alla presentazione del volume "Le signore dell'Alpago", alla presenza del Soprintendente Vincenzo Tinè, dei curatori del volume e di altri esperti del settore, coordinati dall’archeologo Luca Zaghetto, esperto dell’arte delle situle. «E proprio la "Situla Alpago", come è stato definito il reperto trovato nel sito di Pian del la Gnela - ha rimarcato lo stesso soprintendente - rappresenta un reperto di straordinario valore. Un vero e proprio unicum a livello internazionale». La vice sindaca Vanessa De Francesch, invece, si è soffermata sul ruolo determinante degli “Amici del Museo dell’Alpago”, nelle recenti scoperte. E ha confermato le intenzioni dell’amministrazione comunale rispetto alla realizzazione di alcune sale museali per l’esposizione permanente dei reperti legati alla nella necropoli preromana. Reperti che sono collocabili tra l’ottavo e il quinto secolo avanti Cristo. Il progetto potrebbe interessare l’utilizzo di un piano dell’attuale sede municipale di Pieve. 

Nello stesso palazzo municipale, fino al prossimo 12 gennaio, si può visitare una mostra fotografica, arricchita da pannelli con una serie di foto: alcune legate ai reperti, altre ai momenti di scavo nel sito di Pian del Gnela. L’esposizione potrà essere ammirata dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12, ma anche il sabato, la domenica e festivi, dalle 10 alle 12, e dalle 15.30 alle 17.30.

 

Sessanta voglia di Mig: tutti in fiera per il gelato artigianale

Longarone è l’ombelico del mondo. Almeno per quanto riguarda il gelato artigianale. Perché si è aperta l’edizione numero 60 della Mig, la Mostra internazionale legata al dolce freddo per eccellenza. E, come da tradizione, i padiglioni fieristici sono stati presi d’assalto.

LA PIÙ ANTICA D’EUROPA
I marchi aziendali in vetrina sono oltre 200, con la conferma delle realtà leader in fatto di macchine, attrezzature, semilavorati, materie prime, arredamenti e accessori per la gelateria artigiana. Sul fronte degli operatori, invece, hanno raggiunto le Dolomiti diverse delegazioni provenienti da ogni angolo d’Europa, ma anche da Cina, Argentina, Giappone. Per la soddisfazione di Gian Angelo Bellati, presidente di Longarone Fiere: «Siamo internazionali. Tanto è vero che sono rappresentati più di 40 Paesi del mondo. Grazie alle Camere di commercio all’estero, distribuite in tutto il mondo, abbiamo creato una rete affinché individuasse aziende interessate alla filiera del gelato». Bellati rivendica con orgoglio il prestigio della Mig: «Questa è la fiera più antica d’Europa e non solo commerciale. Per questo speriamo che le istituzioni aiutino i gelatieri a diventare ambasciatori di un’eccellenza italiana, mentre dal canto nostro continueremo con la formazione e la valorizzazione del territorio e del gelato artigianale».

DIFENDERE IL GELATO
Già, il gelato: il vero protagonista della rassegna longaronese. Da promuovere. E tutelare: «I gelatieri sono i nostri ambasciatori - ha affermato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, intervenuto al taglio del nastro -. Tra loro, ventiduemila lavorano in Germania: pur essendo partiti senza alcuna sicurezza, hanno dimostrato forza e dignità. E si sono fatti rispettare per la laboriosità, tanto da essere riconosciuti da Confartigianato in Germania quale associazione di categoria. Un onore, oltre che un gran biglietto da visita per il Veneto. Siamo qui per difendere il gelato. In mezzo alle persone. Il prossimo anno, la Regione può anche raddoppiare, triplicare lo stand e farvi la presentazione. Con un microfono, un’asta e poi subito in mezzo alla gente. È questa la strada da percorrere». 

IL FUTURO
Rispetto ai dubbi sul domani della Mig, è il sindaco di Longarone e presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, a spazzare ogni dubbio: «Qualcuno va in giro a dire che la Mig è morta e non vale la pena andare a visitarla. Non vorrei che tutto ciò fosse ispirato da alcune aziende che hanno deciso di non venire come espositori. Sessant’anni di storia non possono e non devono essere buttati via. Finché sarò sindaco, con tutte le mie forze, farò in modo che la Mig rimanga il riferimento del mondo del gelato artigianale. E lo farò anche per le persone che l’hanno fatta nascere e crescere».

 

Ripristino dei sentieri dopo Vaia: oltre 1200 ore di lavoro

Una quarantina di volontari per più di 1200 ore di lavoro: Vaia ha lasciato il segno anche ad Auronzo. Ma la locale sezione del Cai (Club alpino italiano) non si è persa d’animo. E, grazie ai suoi soci, si è rimboccata le maniche con un obiettivo ben preciso: riportare i sentieri di montagna all’antico splendore. «Vaia ha influenzato quasi totalmente l’attività relativa alla sentieristica, programmata per il 2019 - spiega Stefano Muzzi, presidente del Cai di Auronzo -. All’indomani della tempesta, abbiamo il monitoraggio dei sentieri di nostra competenza. I più colpiti? Il 119 della Val d'Onge, il 1104 del Vallon Lavaredo e il 1107 della Val di Cengia, in Alta Val Marzon; il 270, 272 e273 della Val da Rin; il 268 e il 1262 nella zona di Monte Agudo; il 120 e il 120 C nella zona di Maraia; il 226 e il 260 nella zona della Marmarole». 

PERCORSO ALTERNATIVO
In questo senso, si è provveduto al tagli di piante schiantate, non di grandi dimensioni e in zone non particolarmente a rischio, alla rimozione di piccoli smottamenti e allo spostamento di modeste quantità di materiale: «Risolta l’emergenza - prosegue Muzzi - ci siamo adoperati in sinergia con diversi volontari, per il ripristino della Val Giralba, chiusa da ormai tre anni. Ed è stato realizzato un percorso alternativo a quello originario, che si sviluppa lungo dei vecchi sentieri pre-esistenti, in zone geologicamente più stabili per una sicura fruibilità nel tempo».
Il tracciato è stato completamente risegnalato fino a Pian de la Salere: «L’impegno è consistito anche nell’acquisto di tabelle in metallo, piantane in legno e vernice. Un lavoro enorme, per il quale ringrazio i tanti volontari che, nell'anonimato e con abnegazione, si sono adoperati. Un grazie anche alla sezione del Soccorso alpino, con la quale da sempre collaboriamo in maniera proficua, e ai componenti la stazione dei Carabinieri forestali». 

SPORT E TURISMO
Per quanto riguarda lo sport, in agosto il Cai di Auronzo ha proposto la Camignada poi siè refuge, una delle gare di corsa in montagna di maggior tradizione, capace di richiamare tra Misurina e Auronzo 1200 persone: «A tutto ciò - conclude il presidente - va aggiunta l’opera svolta dai rifugi di proprietà della nostra sezione, Auronzo e Carducci. A proposito di strutture ricettive, per l’estate 2020 ci sarà l'apertura del nuovo bivacco Fanton sulle Marmarole».

 

Cortina Fashion Weekend: tre giorni di moda, musica ed eventi

L’acronimo ormai è noto: CFW. Chi ancora non lo conosce non deve far altro che  concedersi un giro tra le Dolomiti, all’ombra delle Tofane e del Cristallo, dal 6 all’8 dicembre. E scoprirà un mondo fatto di musica, cultura, sport, mondanità e molto altro. Perchéil CortinaFashion Weekend è molto di più. È l’evento ampezzano che apre ufficialmente la stagione invernale. Con un programma ricco che vede alternarsi per tre giorni incontri, inaugurazioni, presentazioni, performance, selfie ad alta quota e tante novità tutte da scoprire.

Già la location della manifestazione è una cartolina imperdibile: il centro di Cortina, “perla” delle Dolomiti patrimonio dell’umanità. La regia dell’evento è curata dall’associazione no profit “Cortina for Us”, che lavora alla valorizzazione e promozione del territorio. Per l’edizione 2019, la nona, ci sono novità di forte richiamo. Una su tutte? I Fashion Globe, giganti igloo trasparenti, allestiti lungo Corso Italia, dove sarà possibile entrare per bere un drink, fare selfie o ammirare le ultime novità della stagione moda, sotto una romantica nevicata. Per l’occasione l’etichetta discografica inglese Rehegoo Music, ha creato l’inedita colonna sonora che accompagnerà le attività di tutto il weekend. A dare il via alla kermesse, venerdì pomeriggio, nella struttura la Conchiglia (in Piazza Angelo Dibona), il taglio del nastro e l’accensione delle luci di Natale del Campanile. Il sabato mattina, invece, sarà dedicato allo sport: tendenze e novità moda e materiali tecnici e non solo, per la stagione 2019/2020.

Dallo scorso anno, infatti, è stato lanciato il “Cortina Fashion Weekend Sport”. E anche per questa edizione, nello Sport Village organizzato in cima al Monte Faloria, sarà possibile visionare e provare le ultime novità.

Lasciate le alte cime, dove sarà presente anche Corty, la mascotte ufficiale dei Mondiali di sci Cortina 2021, si riscende a valle, per ritrovarsi con il naso all’insù per l’atteso appuntamento con la compagnia artistica di danza verticale “Il posto”, la prima in Italia a essersi specializzata in performance che uniscono l’architettura e il paesaggio per svilupparci attorno la drammaturgia degli spettacoli.

Strizzando l’occhio alla mondanità, tra nuove inaugurazioni, esclusivi cocktail e tante feste, il CFW è l’occasione per tuffarsi nelle proposte più alla moda. Con la “Fashion Night” spazio allo shopping fino a tarda notte: la conca più glamour delle Dolomiti si trasforma in una passerella a cielo aperto, dove sfoggiare il capo di tendenza e scoprire le ultime novità del mondo della moda, tra aperitivi esclusivi e party imperdibili. Come quello dai toni caldi pastello organizzato al Grand Hotel Savoia: l’Enrosadira Dinner, ispirato ai tramonti mozzafiato delle Dolomiti.

Altra novità di questa edizione è la gara di sci per beneficenza che si svolgerà la domenica mattina sulla pista di Socrepes. Volti noti del piccolo e grande schermo, attori e sportivi: sci ai piedi e spirito di competizione per cimentarsi in uno slalom gigante. La “Sci-Attori”, è un progetto nato da una idea di Roberto Ciufoli, e Antonello Liberatore, con lo scopo di legare la passione per lo sci a quello di attività benefiche. Tra i partecipanti già confermati, a scendere con il pettorale n.1, Roberto Ciufoli, e poi Simone Colombari, Roberta Beta, Marco Bonini, Max Paiella, Fabio Ferrari, Antonello Liberatore e Paolo Genovese. 

 

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