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Annullata l’Ex tempore di scultura in centro: «Arrivederci al 2021»

 

Martelli e scalpelli fermi: anche la XXXV edizione dell’Ex Tempore si arrende al Covid. Lo ha annunciato oggi, nel primo pomeriggio, il consorzio Belluno Centro storico attraverso le pagine social. Non è stato solo l’ultimo decreto a far riflettere gli organizzatori, ma anche la piega delicata che sta prendendo la situazione della pandemia. 

Il profumo e i tronchi di cirmolo posizionati lungo le vie del centro avrebbero attirato sicuramente diverse persone. I bambini, in modo particolare, si sarebbero fermati anche ore a guardare gli scultori alle prese con scalpelli e sgorbie. In tempo di coronavirus, però, non è possibile.

«Un sentito ringraziamento per la grande disponibilità e sensibilità a scultori, giuria, sponsor, enti e collaboratori tutti» le parole di congedo dei commercianti del centro storico. L’appuntamento slitta all’autunno 2021, nella speranza di poter “celebrare” al meglio la famosa settimana di San Martino che nel cuore di novembre riscalda il capoluogo bellunese.

 

Girasole d'autunno, dal sapore di carciofo. Il topinambur fa brillare le grave del Piave

Stanno sfiorendo in questi giorni. Ma per settimane hanno colorato di giallo l’autunno. Un tocco d’estate e di sole nel cuore di ottobre. Ma il loro scrigno di bontà sta sotto, ben nascosto dai raggi solari. Sono i topinambur (Helianthus tuberosus) che, non per niente, vantano una stretta parentela con il girasole (Helianthus annuns). E in Valbelluna se ne vedono parecchi, lungo le grave del Piave, a bordo strada. Anche nei posti più impensabili. Piante dai fiori controcorrente: mentre la natura va a morire sfumando verso l’inverno, i topinambur sbocciano.

Sono un’erbacea perenne, che vive per molti anni e può diventare infestante. I fiori crescono su steli che svettano fino a 2-3 metri di altezza. Quando la pianta si secca, è ora di raccogliere il tubero, che ha un sapore simile al carciofo (non per niente viene chiamato anche “carciofo di Gerusalemme”, e “rapa tedesca”).

Si cucina come le patate. Ottimo lessato e conservato sott’olio. In Piemonte, ad esempio, è una delle leccornie preferite da intingere nella bagna cauda. Il sole nel piatto.

 

Manifestazione in piazza dei Martiri: lo sport bellunese si mobilita

 

Lo sport bellunese si mobilita. Ed è pronto a far sentire la sua voce dopo le restrizioni per contenere il contagio, emerse nell’ultimo Dpcm. 

In maniera spontanea, su Whatsapp e in generale sui social network, è partito un tam tam destinato a sfociare in una manifestazione: «Alle 17 di oggi - affermano i promotori dell’iniziativa - facciamo sentire il virtuale abbraccio al nostro impianto sportivo del cuore. Ci troveremo in piazza dei Martiri, davanti ai giardini, con mascherina e divisa della squadra o qualcosa che la rappresenti: bisognerà mettersi a distanza di un metro dal proprio vicino e immaginare di abbracciare l’impianto sportivo». 

E ancora: «È bene ricordare di seguire tutte le regole del distanziamento, come hanno insegnato gli allenatori, ai quali va la nostra solidarietà per come hanno saputo organizzare il nostro ritorno a fare sport in massima sicurezza». 

 

Arredamont spostata a Natale: «Occasione per le festività»

 

L’ultimo dpcm parla chiaro: le fiere sono vietate fino al prossimo 24 novembre. E, di conseguenza, salta anche Arredamont.

O meglio, slitta. A Natale, come conferma il presidente di Longarone Fiere, Gian Angelo Bellati: «Il rammarico è evidente, ma un riposizionamento può essere l’occasione per nuove iniziative legate alle festività di fine anno». 

Bellati non nasconde il suo disappunto: «Abbiamo investito molti soldi per garantire la sicurezza e la salute dei nostri espositori e visitatori, ma inutilmente a causa di un decreto che ci mette in estrema difficoltà e provoca ingenti danni economici. La cosa che ancor più ci rattrista è la totale mancanza di programmazione e strategia che questo dpcm dimostra, dato che solo una settimana prima, con il precedente dpcm, era stata consentita la possibilità di realizzare la fiera, dandoci quindi il via a importanti spese e investimenti». 

Inevitabili gli strascichi: «Auspichiamo che il Governo sappia affrontare l’emergenza economica tanto quanto quella sanitaria mettendo subito a disposizione i necessari e cospicui finanziamenti a fondo perduto indispensabili per compensare le enormi perdite generate da decisioni imprevedibili che danno l’idea della totale ‘non comprensione’ del nostro settore. Segnaliamo anche, che fino a oggi, nulla o quasi nulla è stato previsto dal Governo per dare un concreto aiuto al settore fieristico in un momento di così grave difficoltà». 

All’estero, sottolinea Bellati, la situazione è diversa: «Aiuti importanti, al contrario, vengono erogati dai Governi stranieri ai propri sistemi fieristici causando così ancora più difficoltà al nostro sistema fieristico; una situazione ‘non equa’ che ci rende impossibile competere sotto tutti i profili rischiando di farci cadere in una ‘voragine’ da cui ben difficilmente si riuscirà a risalire con il rischio di porgere il fianco a eventuali acquisizioni da parte di enti stranieri».

 

Ospitalità dolomitica ai tempi del Covid: parte il corso per gli operatori

 

Priorità fa rima con ospitalità. 

Decolla il corso organizzato dalla Fondazione Giovanni Angelini, insieme alla Fondazione Dolomiti Unesco. Corso che è rivolto agli addetti all’ospitalità: ovvero ai gestori di rifugi, alberghi, bed and breakfast, agriturismo con possibilità di pernottamento dell'area bellunese.

Le iscrizioni sono aperte e gli eventi si svolgeranno in modalità online il 3, 10 e 17 novembre a partire dalle 10. 

«Lo scopo dell’iniziativa - spiegano dalla Fondazione Angelini - è quello di stimolare gli operatori a trovare dei valori comuni legati al patrimonio mondiale Unesco. La comunicazione dei valori paesaggistici e culturali delle Dolomiti passa molto attraverso il lavoro degli addetti all’ospitalità: nelle loro mani l’opportunità di contare su un valore aggiunto naturale e “gratuito” ma anche la responsabilità di lavorare con sempre maggiore competenza, a fronte di una clientela che si va diversificando in modo direttamente proporzionale al tenore delle richieste».

 

Progetto “Terza opportunità”: giovani e anziani fanno squadra

 

Anziani e giovani attivi grazie al nuovo maxi-progetto “Terza Opportunità”, promosso dal Comitato d’Intesa e finanziato dalla Regione del Veneto nell’ambito del bando “Promozione e Valorizzazione dell’Invecchiamento Attivo 2019”.

Si tratta di laboratori di diverso tipo, che spaziano dalla conoscenza delle nuove tecnologie all'uso del telaio tradizionale, rivolti a over 65 e giovani under 35, residenti in provincia di Belluno.

«Il progetto nasce con l'obiettivo di coinvolgere le persone anziane nel loro tempo libero in modo consapevole, sano, attivo e creativo, e insieme trasferire ai giovani il loro ricco bagaglio di esperienze» spiegano i promotori. «Questo avrà una durata di un anno e si avvale del partenariato di attive associazioni bellunesi, alcune legate al mondo della terza età, altre al mondo giovanile». I partner sono Anteas Il Focolare, Antenna Anziani, Auser Al Castello, Anteas La Cometa, San Vincenzo De Paoli Belluno, Associazione nazionale pensionati anziani di Confartigianato Belluno, Bellunesi nel mondo, BellunoLaNotte, Cooperativa sociale Dumia.

Al via dunque una serie di laboratori interattivi ed intergenerazionali, tre di prossima partenza. Il primo è un Club di lettura, denominato “Terzo Libro”, e verterà su letture proposte dal Centro documentazione del Csv Belluno: si terrà dal 20 novembre al 15 gennaio, a cadenza settimanale, dalle 16,30 alle 18 a Belluno, alla Casa del volontariato di via del Piave 5.

A Feltre, invece, nella sede di Dumia (via Volturno 3), il laboratorio di tessitura con telaio tradizionale, denominato “Terza sciarpa”: dal 17 novembre al 19 gennaio dalle 9 alle 12, a cadenza bisettimanale.

Infine, vi sarà “Terza App”, corso base per imparare a usare smartphone e pc, dal 16 novembre al 25 gennaio in tre gruppi: il primo presso la Casa del volontariato di Belluno e, a seguire, a Feltre e San Gregorio nelle Alpi.

 

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