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Manifesto per la ripartenza: nasce l'iniziativa #RipartiamodaquiBVB

Patto sociale per il rilancio. E gioco di squadra. Sono i due pilastri su cui poggia #RipartiamodaquiBVB, l’ultima iniziativa di Borgo Valbelluna per superare senza troppi intoppi il post-Covid. Un contenitore di iniziative che fa leva sul darsi una mano. E proprio la collaborazione è alla base del progetto, visto che nasce dalla condivisione di idee del Comune, delle quattro Pro Loco (Trichiana, Zumellese, Lentiai, Stabie e Canai), e dei due Auser di Borgo Valbelluna.

«#RipartiamodaquiBVB è un manifesto per la ripartenza - fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa -. Possono aderire tutte le associazioni del territorio che vogliono proporre, nel prossimo futuro, iniziative e momenti di incontro che abbiano una ricaduta diretta sul tessuto commerciale, sulle guide ambientali e turistiche, e sui professionisti della cultura del nostro territorio».

Manifesto sì. Idee pure. Ma il sostegno è concreto. L’amministrazione comunale, infatti, metterà in campo una serie di misure fiscali volte ad alleviare le attività economiche e le associazioni da incombenze che potrebbero risultare gravose dopo il Covid. Inoltre, avvierà una campagna di promozione per sensibilizzare la cittadinanza alla spesa “a chilometro zero”, privilegiando quindi i negozi del territorio. Non solo, destinerà i contributi per le attività di sfalcio prati e summer job sotto forma di voucher spendibili esclusivamente negli esercizi commerciali di Borgo Valbelluna. L’obiettivo è quello di creare un circolo virtuoso che possa rimettere in moto la microeconomia. 

E le associazioni? Danno il loro contributo attivo. Organizzeranno manifestazioni ed eventi così da continuare la promozione territoriale.

«#RipartiamodaquiBVB è aperto a tutti - concludono gli organizzatori -. Vuole essere un messaggio di condivisione con tutta la comunità dei principi di solidarietà e attenzione verso il territorio. Chi è interessato a partecipare può scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. e sarà ricontattato».

 

«La vera maturità? È stata quella di dover affrontare un anno così»

Dodici giorni all’esame di Stato. Ma il vero esame i ragazzi l’hanno già superato. «Aver gestito il carico di un programma normale in un anno difficile, anche con modalità stranianti, è la vera maturità». Parola di Maddalena Barzolai, insegnante di latino e italiano al liceo Lollino. 

In effetti, per gli studenti dell’ultimo anno di liceo, il programma è stato necessariamente normale. Una corsa per arrivare all’esame pronti. «Anche perché fino a qualche settimana fa pareva che la maturità fosse quella “canonica”, con le due prove scritte e l’orale - continua Barzolai -. Al Lollino abbiamo portato avanti i programmi in maniera rigorosa fin dall’inizio della pandemia e devo dire che ho visto ragazzi impegnati. Ho notato una differenza abbastanza importante tra i ragazzi più piccoli e quelli dell’ultimo anno. La maturità ha fatto la differenza nell’approccio. L’incertezza totale rispetto a una tappa fondamentale per la carriera di uno studente è stata difficile da gestire. Anche emotivamente».

Adesso, però, bando all’incertezza. Esame solo orale, in presenza. Con la discussione di un elaborato che tenta - almeno nelle intenzioni - di sostituire lo scritto (la traduzione di greco e latino, per il classico). «È una tesina a tutti gli effetti, che può comprendere anche il commento di una parte testuale - spiega Barzolai -. Non credo sarà un problema per i nostri ragazzi. Temo invece che sarà difficilissimo tarare i tempi. Ci vorrebbe un’ora e mezza per sentire adeguatamente ogni candidato. Rispetto alla mole di programma, l’esame rischia di essere riduttivo e di non valorizzare le preparazioni». 

Anche un esame solo orale rischia di essere riduttivo, dopo cinque anni di liceo. Eppure, i ragazzi sembrano sollevati dal non dover fare la seconda prova. «L’orale è comunque una prova secca, o la va o la spacca - continua la professoressa Barzolai -. D’altro canto, viene dato molto peso al percorso del triennio. Un cambio in corsa che può penalizzare qualcuno, ma che giustamente è utile a valorizzare la carriera scolastica». 

Come si valorizza la maturità? È un rito di passaggio piuttosto importante. O meglio, lo è sempre stato... prima del Covid e dell’esame “d’emergenza”. «Mi sento di dare un consiglio ai miei studenti, quello di ritagliarsi almeno uno spazio interiore per pensare che quanto studiamo serve soprattutto a metterci in contatto con la bellezza - sottolinea Barzolai -. Una bellezza a cui potremmo non avere più la possibilità di dedicare così tanto tempo ed energie». La didattica a distanza non ha cancellato parte di questa bellezza? «L'emergenza Covid ci ha tolto l'aspetto più bello della scuola, cioè il contatto umano con i ragazzi. Quindi, è stato quindi ancora più importante portare avanti la didattica a distanza sentendo di far parte di una scuola che è anche comunità, in primis di relazioni, sia fra colleghi che con gli studenti. È stata una dimensione diversa, ma non meno intensa. E credo che diversi strumenti della didattica online torneranno buoni anche in futuro».

 

Valigie di libri per bambini e ragazzi: la biblioteca riempie l'estate di lettura

Ancora tre giorni di scuola, poi comincia l’estate. Come riempire le vacanze? Ci pensa la biblioteca di Sospirolo. Come da tradizione, fa la valigia per bambini e ragazzi. Non la riempie di vestiti, giocattoli, costumi e infradito. Solo libri. 

La biblioteca propone per il terzo anno consecutivo delle bibliografie create appositamente per le classi dalla prima alla quinta elementare; e dalla prima alla terza media. Liste di libri che possano soddisfare la curiosità e i gusti dei giovani lettori, in base alle diverse fasce d’età, agli argomenti di interesse e alle ultime novità librarie acquisite. Non si tratta di semplici elenchi di lettura: il gran numero di libri proposti valorizza il patrimonio librario della biblioteca, offre ai bambini maggiore possibilità di scelta garantendo la qualità delle letture e, tramite la prenotazione telefonica o online, anche l'abbattimento dei tempi di attesa e del numero di prenotazioni sullo stesso libro.

Le valigie possono essere scaricate dal sito della biblioteca (e sulla pagina Facebook “Amici della biblioteca di Sospirolo”). Ce n’è una pensata appositamente per i bambini dai 6 ai 10 anni, e un’altra per i ragazzi dagli 11 ai 14. 

 

Anziani a lezione di informatica. Torna il progetto delle Scuole in Rete

I ragazzi insegnano agli anziani. Nessuna rivolta generazionale: è il progetto “Giovani contro il gap digitale”, organizzato e curato dalle Scuole in Rete. Una tradizione, ormai, nel panorama estivo. Perché durante le vacanze gli studenti bellunesi si mettono a disposizione già da qualche anno delle persone più anziane. E spiegano loro come si fa a usare un computer o uno smartphone. Quest’anno, però, c’è la novità. Il coronavirus ha cambiato i piani. E quindi anche i nonni dovranno adattarsi alla didattica a distanza. In più, ci sono altre idee, che coinvolgono anche i ragazzi delle scuole medie.
Tre le attività che saranno proposte. La produzione di tutorial per anziani sull’uso degli smartphone da trasmettere sulle tv locali, sui social network e sul sito delle Scuole in rete. La cosiddetta “peer education” attraverso l’organizzazione di classi virtuali, suddivise per livello e dedicate agli studenti delle medie che a causa di difficoltà nell’uso degli strumenti informatici o per carenza degli stessi non siano stati in grado di seguire proficuamente le attività della didattica a distanza. Infine, il trashware, vale a dire il recupero e ringiovanimento di hardware dismesso dalle aziende da fornire principalmente agli studenti e alle famiglie non sufficientemente fornite di strumenti utili per la didattica a distanza. 

Gli studenti volontari saranno opportunamente coordinati e seguiti da tutor dell’associazione Amici delle Scuole in Rete. «Non sono necessarie competenze di informatica elevate - fanno sapere gli organizzatori -. Serve soprattutto la disponibilità ad adattare il proprio approccio». Tutte le informazioni sul sito www.studentibelluno.it.

 

Esplosione di centri estivi: il Comune li mette tutti in un unico manifesto

Centri estivi? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Chi aveva timore che il coronavirus potesse cancellare anche le attività di giugno, luglio e agosto si sbagliava di grosso. Solo a Sedico sono programmate 13 diverse attività, spalmate tra la prossima settimana e l’inizio di settembre. E il Comune ha pensato di metterle insieme in un unico manifesto, per consentire alle famiglie di scegliere il centro estivo preferito.

Le attività proposte spaziano dallo sport al grest parrocchiale, dalla scuola calcio all’equitazione, passando anche per il supporto compiti e la natura. La maggior parte dei centri estivi comincerà a metà giugno. Altri invece partiranno già la prossima settimana. I grest parrocchiali si concentreranno nel mese di luglio. Chi volesse sapere luoghi, tipologie di attività e costi, non deve far altro che entrare nel sito istituzionale del Comune di Sedico. Il manifesto è già scaricabile (e in divenire, visto che altre realtà potrebbero aggiungersi alla lista).

 

Larin Group, tutti lavoreranno da remoto: «È un modo per crescere»

 

Trasformare le difficoltà in opportunità: Larin Group lo fa da sempre. A maggior ragione, nell’epoca del Covid. 

Ecco perché, dopo aver formato il team, predisposto efficacemente lo smart working, digitalizzato il centralino e trasferito 10 tera di documenti su Cloud, l’azienda è pronta a un altro passo in avanti. 

A partire da questo mese, Larin Group diventa la prima “full remote company” della provincia di Belluno: questo significa che tutto il team lavorerà da remoto, mantenendo comunque alcuni uffici d’appoggio a Belluno, Padova, Bolzano e Milano per continuare a incontrare i clienti e organizzare appuntamenti “live” quando necessari.

«Siamo consapevoli di questa scelta audace - dichiara Marco Da Rin Zanco, Ceo di Larin Group - ma siamo fortemente convinti che per rimanere competitivi nel post Coronavirus sia necessario sganciarsi dai tradizionali schemi del passato. Le esperienze di altri Paesi, come Corea, Cina, Stati Uniti, ma anche la vicina Milano, dove da un anno siamo presenti con un ufficio, stanno tracciando la via. È una scelta pensata e studiata che crediamo porterà numerosi vantaggi: più efficienza, più organizzazione, più qualità del servizio, giusto per citarne alcuni».  

La scelta di diventare full remote company deriva anche dall’esperienza, intensa, maturata durante i mesi di picco della pandemia: gli uffici, in pieno smartworking, hanno gestito oltre 240 richieste di assistenza, con una valutazione media del servizio da parte dei clienti di 4,7 su 5 e una valutazione media sulla velocità del servizio di 4,6 su 5. 

«I primi effetti di questa scelta sono già tangibili, non solo nella soddisfazione dei clienti, ma anche nel team: da maggio sono entrati in squadra 6 nuovi sviluppatori dislocati in Spagna, Portogallo e India, che si uniscono alle altre risorse del gruppo dalla Svizzera, da Milano e da Roma. Abbracciare professionalità senza vincoli territoriali è sicuramente un modo per crescere, allargare la squadra e offrire di più ai clienti», prosegue Da Rin Zanco.

È una sfida importante, che assume ancora più valore per essere la prima esperienza di questo tipo in provincia di Belluno. Larin Group è pronto a tracciare un percorso mai affrontato prima.

 

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