Alpago, Longarone e Ponte: patto di collaborazione con vista sul futuro

 

Un tridente affiatato per permettere ai giovani calciatori di divertirsi sul rettangolo verde. E andare in gol: è quello formato da Alpago, Longarone e Ponte nelle Alpi. 

Le tre società hanno deciso di unire le forze. E di dare vita a un patto di collaborazione: il progetto è ancora in itinere, ma i club, di fatto, operano in sintonia da almeno un paio d’anni. E ora hanno deciso di compiere l’ultimo passo, sancendo anche in via ufficiale un accordo orientato al domani. 

Non si tratta di una fusione, nel senso che ognuno manterrà la propria identità. Ma Alpago, Longarone e Ponte nelle Alpi lavoreranno in modo sinergico per affrontare le prossime sfide: sul campo e non solo. 

Bilanci sani, strutture sportive all’avanguardia, un bacino d’utenza di assoluto rilievo: la programmazione in vista del futuro poggia su basi solide. E non c’è nemmeno il rischio che i tre soggetti calcistici si pestino i piedi, visto che i gialloverdi navigano in Prima categoria, i granata in Seconda e i gialloblù in Terza. 

Il vero obiettivo, comunque, è legato al vivaio. E alla capacità di intercettare il maggior numero di bambini e ragazzi, per offrire la possibilità a chiunque di potersi esprimere con un pallone fra i piedi: indipendentemente dalla categoria o dalla fascia d’età. Perché sono sempre meno i giovani che si avvicinano al mondo dello sport. E, in questo senso, il calcio non fa eccezione. 

Insomma, la rotta è tracciata. Tanto è vero che in un incontro avvenuto ieri, i vertici societari hanno definito anche gli ultimissimi dettagli. 

Per Alpago, Longarone e Ponte nelle Alpi il futuro è adesso. 

 

La storia continua: Corbanese e il Belluno avanti insieme

 

Dopo il primo acquisto (Halil Gjoshi), arriva anche la prima conferma: Simone Corbanese rimane al Belluno. 

Nonostante le sirene di alcuni club legati al calcio professionistico, il capitano e bomber gialloblù non si schioda da piazzale Resistenza: «La priorità della società è sempre stata quella di ripartire dal nostro capitano - dichiara il presidente Alberto Lazzari -. Le offerte che ha ricevuto Simone erano tante, ma ancora una volta il nostro capitano ha dimostrato il suo attaccamento a questa maglia e a questa società. Siamo felici e orgogliosi di avere un capitano come lui». 

E il Cobra? Scalpita: «La maglia del Belluno me la sento cucita addosso. Nonostante abbia ricevuto alcune telefonate, nelle ultime settimane, ho sempre messo al primo posto questa società. Sono felice per l’accordo raggiunto con i miei dirigenti, da entrambe le parti c’era la volontà di proseguire insieme. Dopo tanti mesi fermi, non vedo l’ora di tornare in campo e di iniziare a preparare la prossima stagione». 

 

San Giorgio Sedico: la guida tecnica a mister Ferro, il vice è Da Riz

 

Il San Giorgio Sedico è una squadra di Ferro: Alessandro Ferro. 

Per il tecnico, reduce da un’esperienza nel settore giovanile dell’Union Feltre, si tratta di un ritorno. Perché proprio a Sedico il mister era approdato nel 2016, sfiorando la promozione in serie D (fatale lo spareggio con la Clodiense). Quella serie D che, a meno di sorprese, Ferro vivrà da protagonista in plancia di comando. Ma non sarà solo, visto che al suo fianco ci sarà Ivan Da Riz. Dopo un anno lontano dal calcio, l’ex direttore sportivo del Belluno ha deciso di tornare in pista. O meglio, in panchina, nel ruolo di vice. 

Nel frattempo, non ci sono novità sul fronte ripescaggio: «Non si svolgerà mercoledì 3 - si legge in una nota della società - come programmato, ma lunedì 8 giugno il Consiglio federale della Figc che deciderà le sorti del calcio dilettantistico regionale. Tra una settimana, infatti, dovrebbe finalmente conoscersi il futuro, con riferimento ai criteri relativi a promozioni e retrocessioni, del massimo campionato dilettantistico nazionale (serie D) e, a cascata, di quelli regionali. Cresce, quindi, l’attesa di sapere quale campionato andrà a svolgere l’Union San Giorgio Sedico per la stagione calcistica 2020-2021. E se sarà premiata la grande annata interrotta forzatamente. Continuiamo a sperare». 

 

Annullata la Transpelmo: l’appuntamento slitta a settembre 2021

 

L’edizione 2020 della Transpelmo è annullata.

Il comitato organizzatore ha valutato attentamente ogni possibilità. E, alla fine, ha alzato bandiera bianca. «A malincuore, dobbiamo rinunciare - spiegano Andrea Cero ed Eris Costa, coordinatori dello staff organizzativo di trail running, nata nel 2008 e capace di abbracciare i sentieri attorno al Monte Pelmo -. L’emergenza Covid 19 ci ha messo di fronte a una situazione senza precedenti. Dopo aver atteso l’evolversi del quadro sanitario e normativo, considerata la rigidità degli standard di sicurezza richiesti ed esplorata ogni possibilità per evitare l’annullamento, siamo arrivati alla decisione di rinviare al prossimo anno. Si tratta di una scelta molto sofferta ma crediamo che questa sia la soluzione più responsabile nei confronti di concorrenti (oltre 800 nell’edizione dello scorso anno) e di volontari (più di 200)».

L’appuntamento, quindi, è per il 5 settembre 2021: «Per l’estate ormai imminente non ci sarà la Transpelmo - concludono Cero e Costa - ma non vogliamo comunque rimanere fermi. Tanto è vero che stiamo mettendo a punto, insieme al nostro main sponsor Salomon, alcune iniziative per far vivere agli appassionati del trail, anche se in maniera diversa dal solito, le nostre belle montagne».

 

Da Feltre al Belluno: Halil Gjoshi è il primo acquisto gialloblù

 

Da giocatore simbolo dell’Union Feltre a primo acquisto gialloblù: Halil Gjoshi è un nuovo giocatore del Belluno. 

Dopo sette in verdegranata (anche se tre vissute col neroverde del Ripa Fenadora), il venticinquenne nativo di Pristina ha deciso di accettare la proposta del presidente Alberto Lazzari: «Gjoshi è un giocatore che vive a Belluno - afferma il massimo dirigente - con tanti anni di esperienza in serie D. E rappresenta il profilo di calciatore ideale per iniziare il nostro nuovo corso». La duttilità è il suo valore aggiunto: «Stiamo parlando di un atleta in grado di ricoprire più ruoli in campo. Nonostante abbia solo 25 anni, è un veterano di questa categoria». 

Anche Halil è entusiasta: «In cuor mio sapevo che prima o poi sarei venuto al Belluno. Abito a 200 metri dallo stadio polisportivo e, non appena è arrivata la chiamata del presidente Lazzari, ho accettato con entusiasmo. Conosco gran parte della rosa e tutti mi hanno sempre parlato molto bene di questa società. Così come conosco mister Lauria per averlo avuto sia al Cavarzano, sia a Feltre: lo reputo un allenatore di assoluto livello. A Feltre ho vissuto anni importanti, ma adesso non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura in gialloblù». 

 

La Spes femminile vola in serie D: «Traguardo meritato»

 

Giusto così. Anzi, sacrosanto. La Spes Belluno vola in serie D anche con la sua squadra femminile. Nonostante la stagione 2019-2020 sia stata bloccata dal Coronavirus. 

Piccolo passo indietro: la compagine guidata dal tecnico Diego Pezzei stava dominando il torneo di Prima divisione. In testa, con un bilancio di 12 vittorie in 13 partite, le gialloblù avevano accumulato un vantaggio di 9 lunghezze sulla più diretta fra le inseguitrici. Ovvero, lo Spresiano. Nove, come le giornate che mancavano alla linea del traguardo. Poi è scoppiata la pandemia. E il volley è passato in secondo piano. Ma non il merito sportivo acquisito dalla Spes. 

Ecco perché, il Comitato territoriale della Fipav ha tenuto conto della classifica avulsa. E ha reintegrato il sestetto bellunese nell’organico della serie D femminile per la stagione 2020-2021. «Siamo molto felici - afferma la presidente Fabiana Bianchini -. Abbiamo lavorato a lungo per questo obiettivo e, nonostante sia mancata la festa, siamo consapevoli di esserci guadagnati la promozione».

Pochi i cambiamenti in vista del salto di categoria: «Coach Pezzei è confermato, come il resto del gruppo. Avremo solo qualche promozione in prima squadra dal settore giovanile e forse un paio di integrazioni per le universitarie». 

La Spes ripartirà quindi da due squadre sul palcoscenico regionale: a livello maschile. E ora anche femminile. 

 

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