Tante conferme e qualche novità: Canottieri e Sedico pronte a tornare in campo

Estate di conferme. Il futsal è pronto a ripartire da dove aveva interrotto la stagione scorsa. Proprio da lì. Dalle stesse squadre e dagli stessi uomini. Sedico e Canottieri Belluno stanno incassando in questi giorni le dichiarazioni d’amore dei loro talenti. E quindi, anche le prospettive saranno le stesse dello scorso anno: Giorik equipaggiata per tentare la scalata alla serie A2, e Bortolini boys disponibili a recitare il ruolo di “guastafeste”, squadra ostica per tutti, come hanno dimostrato le ultime prestazioni prima del Covid.

Sul fronte sedicense, la notizia più attesa è quella della conferma di Christian Dos Santos. La macchina da gol carioca (oltre cento reti in maglia Giorik) ha deciso di farsi la quarta stagione consecutiva al Palaricolt. Con lui anche tutti gli altri della banda, più Gabriel Focosi Eller (brasiliano classe ’98, che vanta esperienze di A2) e Andrea Rossi (talentuoso ex Carrè Chiuppano e Villorba).

Conferme importanti anche in casa Canottieri. Juan Moreno, uno che ha fatto svoltare la stagione scorsa, ha deciso di restare ancora diverse settimane fa. In più, c’è il gradito ritorno di Mati Florez, argentino arcigno con il vizietto del gol. Se ci si aggiungono i tre giovani di belle speranze passati dalla Primavera alla prima squadra (Bortolini, Di Donato e Dall’O), il gioco è fatto.

 

Bellunoatletica: medaglia d’argento ai tricolori giovanili di Malonno

 

Corsa in montagna: il primo appuntamento del 2020 regala la medaglia d’argento a Bellunoatletica M.G.B. 

A Malonno (Brescia), nel suggestivo sito minerario, si è svolto il campionato italiano giovanile di staffetta e la società presieduta da Elio Dal Magro ha conquistato il secondo posto nella gara Cadette: merito di Chiara Pedol e Lucia Arnoldo, brave a salire sul podio al termine di una gara durissima, corsa su pendenze notevoli e con temperature sopra i 30 gradi. Per Bellunoatletica è arrivata anche la seconda posizione nella classifica per società, data dalla combinazione del secondo posto di Arianna Fontanella e del tredicesimo di Irene Zampieri.

Per la spedizione bellunese, da sottolineare anche la top ten nella gara Allievi dell'Atletica Dolomiti, al settimo posto con la squadra formata da Samuel Mazzucco e Patrick Da Rold.

«Lo scorso anno abbiamo ottenuto l’argento con i Cadetti a Saluzzo, questa volta con le Cadette: ricominciare così, dopo i tanti mesi di stop, è davvero bello - dice il presidente di Bellunoatletica, Elio Dal Magro -. Ora ci attende un importante appuntamento organizzativo: domenica 9 agosto, a Valpiana di Limana proporremo infatti il campionato regionale di corsa in montagna». La manifestazione si svolgerà a cronometro e sarà valida anche come selezione per la rappresentativa veneta Cadetti.

 

Pedalonga: edizione spettacolo, Mirko Tabacchi è quarto

 

Pedalonga, che spettacolo: la prima edizione dopo la pandemia ha richiamato in Comelico 220 coppie di biker, lungo un percorso selettivo e immerso in un contesto paesaggistico mozzafiato. 

Per quanto riguarda la competizione, il cadorino Mirko Tabacchi ha sfiorato il podio e si è piazzato in quarta posizione, mentre a trionfare sono stati Toni Longo e Daniele Mensi. I due atleti del Soudal Lee Cougan Racing Team hanno avuto il merito di completare i 61 chilometri (con 2600 metri di dislivello) del tracciato più lungo in 3h33’07”. 

Considerate le condizioni meteo della mattinata, la gara è diventata ancora più impegnativa e sfidante. Non a caso, i numerosi atleti Élite si sono dati battaglia sulle dure salite del Comelico e sulle discese tecniche che scendono dal Monte Spina e dal Quaternà. 

Terza piazza per il campione del mondo di Mountain-bike Marathon Leonardo Paez (Team Giant Polimedical), in coppia con Massimo Rosa. E, subito dietro, la coppia Jacopo Billi-Stefano Valdrighi sempre della Soudal Lee Cougan Racing Team. 

Per le classifiche complete, www.pedalonga.it

 

Pallavolo Belluno, altro colpaccio: arriva lo schiacciatore Seveglievich

 

Chiusura col botto anche per il mercato della B maschile: la Pallavolo Belluno, legata al marchio Da Rold Logistics, ha deciso di rafforzare il reparto schiacciatori con Nicolò Seveglievich.

Classe 1996, è cresciuto nelle giovanili della Pallavolo Padova, salvo poi approdare al Motta, in B, e in A2, in maglia Tuscania. L’ultima esperienza è nella B lombarda, al CappuVolley.

Insomma, un rinforzo di qualità per la compagine di Diego Poletto: «Nicolò è giovane, ma già con una discreta esperienza in campionati di alto livello - spiegano dalla società - e in grado dunque di alzare il tasso tecnico del gruppo».

Il neo arrivato è già carico: «Questa è una società ambiziosa, dinamica e in continua evoluzione, con una solida base a cui si aggiunge molta passione, oltre alla voglia di divertirsi in un contesto totalmente sano. Già dall’esterno mi ero fatto una buona impressione, poi confermata durante la trattativa. Le mie aspettative personali? Inserirmi all'interno del gruppo il prima possibile. E dare il mio contributo: sia in campo, sia fuori».

L’ambizione non manca: «Credo si possa fare un buon campionato, sfruttando al meglio il percorso svolto finora dalla squadra e provando a migliorarsi ancora. La serie B? In questi anni ho avuto la fortuna di giocare in più gironi, e posso confermare che in Veneto il livello è molto alto: difficilmente esistono partite facili sulla carta. Ma questo è uno stimolo in più per sfruttare ogni allenamento. Perché qualsiasi partita è fondamentale per arrivare in fondo. La differenza la faranno i dettagli». E magari, anche uno schiacciatore come Seveglievich.

 

La Spes Belluno approda in C maschile: «Una bella opportunità»

 

La Spes Belluno vola in serie C maschile.

Dopo una sola stagione in D, in cui la compagine gialloblù aveva destato un’ottima impressione (al momento del lockdown, Murer e compagni erano sesti con un bilancio in attivo: 7 vinte e 6 perse), è arrivata la più classica delle opportunità. E la società della presidente Fabiana Bianchini ha deciso di coglierla: «La Piave Volley ci ha proposto di scambiare la categoria, altrimenti loro avrebbero avuto due compagini in C. La mia prima risposta è stata un secco “no”. Poi, però, ci ho pensato e ripensato. E ne ho parlato prima con il mio staff, poi con i ragazzi. Ebbene, erano tutti entusiasti. Così abbiamo deciso di accettare». 

Il gruppo verrà affidato a coach Alberto Pavei: «Abbiamo ripreso ad allenarci in palestra, anche se novembre, quando inizierà il campionato, è lontano. La rosa deve ancora essere definita nel dettaglio: in questo senso, l’auspicio è quello di poter inserire un paio di elementi d’esperienza per affrontare la categoria con un pizzico di tranquillità». 

Ambizione e realismo si intrecciano: «Sappiamo che sarà dura - conclude la presidente Bianchini - che dovremo lottare con le unghie e con i denti per ottenere la salvezza. Ma, allo stesso tempo, siamo convinti che un’esperienza di questo tipo farà maturare i nostri giovani. Sono cresciuti a pane e pallavolo e non vedono l’ora di misurarsi a un livello più alto». 

 

Toni Tormen, una vita nel pallone: «I miei 47 anni di calcio»

 

Era il 1973, quando un giovane mediano, con grinta da vendere, temperamento e personalità, si affacciava nel calcio “dei grandi”: in prima squadra.

Da allora, non si è mai fermato. Mai, neppure per una stagione. Ha solo cambiato veste: prima calciatore, poi allenatore. Ora direttore sportivo all’Union Feltre. Quella di Antonio Tormen è davvero una vita nel pallone: «E l’entusiasmo è lo stesso di quando avevo 18 anni - afferma -. Ora ne ho 65, ma mi sento ancora un ragazzino». 

Chi era il Tormen calciatore? 

«Uno per il quale il calcio era passione, divertimento. E non un lavoro». 

E il Tormen allenatore?

«Sei responsabile di 20 ragazzi e di un intero staff, tutto è molto più pesante. A cominciare dalla sconfitta: da calciatore la vivi male, da tecnico peggio. La componente legata allo stress è maggiore». 

Ora il ruolo di dirigente. 

«Sono ds ormai da 12 anni, eppure sembra ieri. Vivo la partita, sento la responsabilità. Ma mi diverto come un tempo». 

Qual è il compagno più forte con cui ha condiviso lo spogliatoio? 

«Giancarlo Antognoni. Lo guardavo e mi chiedevo, “ma come fa a essere così bravo?”». 

E quello affrontato da avversario? 

«Potrà sembrare strano, però l’unico a cui non sono mai riuscito a prendere le misure è Gianfranco Matteoli (il regista dell'Inter dei record di Trapattoni, ndr)».

Il migliore mai allenato? 

«Andrea Intrabartolo, al Belluno. Dire che durante la settimana non dava il 110 per cento era quasi un eufemismo. Ma per lui non chiudevo solo un occhio: li chiudevo entrambi. E a volte pure le orecchie. Perché sapevo che, la domenica, mi faceva vincere le partite».   

A livello dirigenziale, l’acquisto che ha più alimentato il suo orgoglio? 

«Ce ne sono tanti. Senza presunzione, ma mi basta una gara per capire le caratteristiche tecniche e morali di un atleta. E se non lo vedo di persona? Mi baso sulle analisi di coloro che, questo calciatore, lo ha allenato: ovvero, i miei vecchi compagni di squadra. Di conseguenza, so che posso fidarmi: così ho una panoramica completa, che abbraccia tutta l’Italia». 

E il colpo che avrebbe voluto portare a termine, ma non le è riuscito? 

«Ne cito uno che, invece, ho appena centrato: Matteo Malagò. Lo inseguivo da anni e finalmente è dalla mia parte». 

Oggi si rivede in qualcuno? 

«In De Carli. Io forse ero più strutturato, ma Francesco ha la mia stessa grinta: è un motorino, non molla mai. Sì, uno come lui potrebbe raggiungere il professionismo». 

Chiudiamo con l’attualità: la sua Union Feltre è costruita per un campionato di vertice? 

«Sulla carta è una buona squadra, ma sono buone pure le altre. Il Trento, per esempio, è fuori categoria. E sono molto competitive anche Clodiense, Cjarlins, Adriese. Obiettivo? Rimanere nel gruppetto delle migliori 5 o 6. E davanti alle altre 2 bellunesi: sarebbe ipocrita affermare il contrario». 

 

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