Provincia

«Eccezionale e inaspettato». E se lo dice il commissario provinciale, significa che neanche la Lega si aspettava un risultato simile alle ultime regionali. Ma vietato adagiarsi sugli allori. Perché il Carroccio non si ferma: pensa già alle prossime urne, quelle delle amministrative. E il pensiero corre al 2022, quando andranno al voto Belluno e Feltre.

«Il risultato che noi abbiamo raccolto è sicuramente eccezionale e inaspettato: Belluno è la seconda provincia del Veneto dopo Treviso per dimensione della vittoria» commenta il consigliere regionale uscente e non riconfermato Franco Gidoni. Che non fa distinzioni tra Lega e lista Zaia, quasi a voler mettere le mani avanti. «È una vittoria che nasce all’interno del partito, dal partito. Il vincitore è la Lega, con i suoi militanti che hanno pedalato in tutta la provincia, con più di 50 gazebo sparsi su tutto il territorio. A questi militanti va il nostro ringraziamento. Nella consapevolezza che la gente che ha pedalato torna sul territorio per portare avanti il progetto politico. A differenza di quanto hanno fatto i nostri competitor, che in questo momento stanno spostando l’obiettivo, noi siamo sul pezzo: abbiamo una scuola di formazione politica, fatta di amministratori. E l’esempio è Marianna Hofer riconfermata a Valle di Cadore. Oggi la soddisfazione per le regionali è già stata messa via: cominciamo a pedalare per i prossimi appuntamenti».

Una pedalata dal sapore di autonomia. Perché il grande tema non è sopito. Anzi. Al governo non c’è più il ministro amico (come la Stefani, saldamente al dicastero affari regionali, subito dopo il referendum zaiano), ma la voglia di autogoverno resta intatta. A portarla avanti, per Belluno, saranno “mister preferenze” Gianpaolo Bottacin e Silvia Cestaro, pronta a portare a Venezia la voce delle “terre alte”.

«Dopo molto tempo, torna a palazzo Ferro Fini una voce della montagna dolomitica – dice Cestaro, già sindaco di Selva -. Durante la campagna elettorale mi sono resa conto che le difficoltà che vivo quotidianamente a Selva si possono riscontrare in tutti i territori di montagna. Il mio obiettivo è proprio quello di dare una voce a tutte le persone che vivono in questi territori». 

«La vittoria di Zaia è un segnale politico evidente: i bellunesi vogliono l’autonomia – riassume Bottacin -. La specificità di cui parlano tanto i nostri competitor è una non questione: un conto è l’autonomia amministrativa, che Belluno ha già. Altro conto è l’autonomia legislativa».

Bottacin glissa sulla prosecuzione dell’incarico da assessore. «Sono a disposizione di Zaia, decide lui. Del resto, anche da consigliere regionale ho portato a casa risultati per Belluno e per il Veneto».
E gli strali di Roberto Marcato? Il consigliere regionale di Padova (il più votato nella sua provincia) se l’è presa in diretta tv su Antenna 3 contro «i leghisti che hanno voluto a tutti i costi essere candidati in lista Zaia». «Uno sfogo territoriale e non certo ad personam – taglia corto Gidoni -. Bottacin non c’entra».

 

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