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«No ad accordi privati per il potenziamento degli scuolabus»: la Cgil rivendica la natura pubblica del trasporto scolastico. E chiede di discutere subito i nodi della questione, in un periodo a dir poco particolare per la scuola e per tutto quello che ci ruota intorno.

Lunga la lista di richieste di Filt (sezione trasporti), Fillea (sezione edilizia), Flc (lavoratori della cultura) e Spi (pensionati). Le categorie infatti hanno recapitato ai sindaci un protocollo da condividere in materia di trasporto pubblico e di edilizia scolastica. Un percorso per l’immediato ma anche per il futuro.

«Nell’immediato serve rivedere l’articolazione del trasporto degli scuolabus: va definito il tema dell’accoglienza a scuola, del tempo di permanenza a bordo da parte dei bambini - i 15 minuti delle linee guida sono difficilmente gestibili -, degli assistenti a bordo e degli orari - scrivono dalla Cgil -. Parimenti vanno risolti i nodi del trasporto pubblico locale: chiediamo ai Comuni di non sottoscrivere accordi con privati per il potenziamento del servizio ma, piuttosto, di avviare un percorso per un eventuale subaffido da parte del gestore di Dolomiti. Il trasporto non può vedere snaturata la propria natura pubblica e ai cittadini non deve essere applicato alcun rincaro».

Al di là dell’anno pandemico, lo sguardo corre alle scelte future. «Nel medio termine chiediamo di discutere con attenzione i bandi di gara per l’affidamento degli scuolabus: la qualità prevalga sull’economicità del servizio - continua la Cgil -. È necessario fissare un limite ai chilometri di ogni pulmino, per evitare che i bambini trascorrano ore a bordo. E chiediamo che ai lavoratori si applichi il ccnl di settore, autoferrotranvieri, e non quello di multiservizi o pulizie».

Ultima richiesta, riguardante gli appalti dei lavori legati all’edilizia scolastica, con l’appello ad applicare il contratto di riferimento ed evitare il massimo ribasso.

 

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