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  • «Collegamenti intervallivi per risolvere il traffico della Alemagna». Così parlò Franco Gidoni
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Traffico in tilt tra Alemagna e A27? La soluzione potrebbe arrivare dai collegamenti intervallivi. Così la pensa Franco Gidoni. 

«Ormai sono decenni che ogni fine settimana, si vedono colonne di automobili che transitano a passo d’uomo dal casello autostradale di Cadola alle parti alte del Bellunese» dice il consigliere regionale leghista. Quindi, che si fa? A quanto pare i progetti ci sono, ma mancano i soldi. E se non li trova la Regione, diventa complicato. 

Come sarà possibile affrontare Cortina 2021 e le Olimpiadi 2026?

«La viabilità non potrà essere sconvolta o rimodernata completamente in meno di un anno. Bisognerà darsi da fare per apportare alcune migliorie alla sede stradale, ma per forza l’aspetto più importante sarà quello tattico. È impensabile che tutte le macchine arrivino a Cortina, quasi in pista. Sarà necessario progettare dei parcheggi scambiatori dove, lasciata la macchina, si salirà in un mezzo di trasporto pubblico e si arriverà direttamente sul posto».

Anche per le Olimpiadi bisognerà rinunciare all’allungamento dell’autostrada e affidarsi al trasporto pubblico?

«Sperare nell’allungamento dell’A27 fino a Tai di Cadore, entro il 2026, è quasi utopistico perché mancano i tempi tecnici, ma auspicare di arrivare fino a Longarone e non a Pian di Vedoia non è poi un pensiero così remoto. Se l’idea dell’autostrada è quasi da abbandonare, non è così per le cinque varianti della Statale 51. L’Anas dovrebbe consegnare le infrastrutture entro il 2024 e quindi la situazione attuale dovrebbe migliorare. Il problema di queste opere sta a monte, perché sin dagli anni ‘60 non si è mai pensato a realizzare dei collegamenti intervallivi. Che non per forza devono essere dei servizi completamente gratuiti, come ci insegna il modello austriaco». 

I costi?

«Se il Veneto riuscisse a ottenere maggiore autonomia, come spero e mi auguro, tutte queste parole potrebbero iniziare a prendere forma. Ad oggi la Regione “vive” con 2, massimo 3, miliardi all’anno su un totale di 15 miliardi prodotti. Se anche solo la metà restasse sul territorio, tutte queste difficoltà diventerebbero soltanto pensieri del passato. Anche perché - lo ripeto - i progetti e le idee non mancano».

 

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