Provincia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del professor Giovanni Campeol (docente di Valutazione ambientale strategica e di incidenza, presso la Facoltà di Architettura di Venezia) al coordinatore del Gruppo di Azione 4 in Eusalp

 

Lettera aperta al giovane Patrick (Skoniezki), coordinatore del Gruppo di Azione 4 di EUSALP 

di Giovanni Campeol 

Caro Patrick, in relazione al convegno della Cisl-Unioncamere del Veneto del 14 febbraio 2020 dal titolo “Il Veneto nelle nuove rotte economiche globali. Porto di Venezia e Autostrada A27”, leggo da un quotidiano italiano una tua affermazione che recita: «La A27 non subirà alcun potenziamento in quanto la Convenzione delle Alpi non permette la costruzione di altra viabilità veloce transalpina, e tale progetto non troverà alcuno spazio nella progettualità di Eusalp. Questa è una certezza»

Se ciò che ti viene attribuito è vero (mi auguro di no) mi permetto, educatamente, farti presente alcune questioni di metodo e altre di merito. 

Nel metodo. Caro Patrick, ti ricordo che ad Alpeuregio (entità geografica composta da Trento, Bolzano e Tirolo) è stato dato il compito di coordinare il lavori del Gruppo di Azione 4 “Promuovere l’intermodalità e l’interoperabilità per il trasporto passeggeri e merci” di Eusalp e non di decidere quali strategie possono essere ammesse e quali vanno escluse. 

Come ben sai, a causa dello scorretto comportamento gestionale (oltre che istituzionale) attuato fin dal 2016 da Alpeuregio (allora il coordinatore non eri tu ma Ewald Moser), prevalentemente nei confronti del Veneto, dovette intervenire il rappresentante della Commissione Europea Marco Onida che ha pesantemente redarguito il vostro modus operandi

L’oggetto del contendere era in primis la possibilità che il Veneto potesse presentare una propria strategia trasportistica nel gruppo di Azione 4 di Eusalp. 

Nel merito. Caro Patrick, la tua affermazione sul fatto che “la Convenzione delle Alpi non permette la costruzione di altra viabilità veloce transalpina” è totalmente destituita di fondamento. Leggiamo alcuni articoli del “Protocollo Trasporti”, annesso alla più generale Convenzione delle Alpi. 

Articolo 1 - Finalità 

1. Le Parti contraenti si impegnano ad attuare una politica sostenibile dei trasporti tesa a: 

a) …. 

b) contribuire allo sviluppo sostenibile dello spazio vitale e delle attività economiche, come premesse fondamentali per l'esistenza stessa delle popolazioni residenti nel territorio alpino per mezzo di una politica dei trasporti organica e concertata tra le Parti contraenti che coinvolga tutti i vettori

c) …. 

d) garantire il traffico intraalpino e transalpino incrementando l'efficacia e l'efficienza dei sistemi di trasporto …

Ciò significa che l’art. 1 del Protocollo Trasporti auspica che nell’arco alpino tutti i vettori di trasporto vengano attivati e che venga garantito il traffico intraalpino e transalpino, usando tutti i mezzi di trasporto. Quindi non è possibile, secondo la finalità dell’art. 1, escludere alcun mezzo e sistema di trasporto (principio di coerenza).

Ma veniamo all’art. 11 del Protocollo Trasporti (Trasporto su strada): 

1. Le Parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino

2. Dei progetti stradali di grande comunicazione per il trasporto intraalpino possono essere realizzati solo a condizione che: 

a) gli obiettivi stabiliti all'articolo 2, comma 2, lettera j della Convenzione delle Alpi possano essere raggiunti tramite appropriati interventi di precauzione o di compensazione realizzati in base ai risultati di una valutazione dell'impatto ambientale, e 

b) le esigenze di capacità di trasporto non possano essere soddisfatte né tramite un migliore sfruttamento delle capacità stradali e ferroviarie esistenti, né potenziando o costruendo infrastrutture ferroviarie e di navigazione, né migliorando il trasporto combinato o adottando altri interventi di organizzazione dei trasporti, e 

c) dalla verifica di opportunità risulti che il progetto è economico, che i rischi sono controllabili e che l'esito della valutazione dell'impatto ambientale è positivo, 

d) si tenga conto dei piani/programmi di assetto territoriale e dello sviluppo sostenibile. 

3. Dato che le condizioni geografiche e la struttura insediativa del territorio alpino non permettono dovunque un efficiente servizio da parte dai trasporti pubblici, le Parti contraenti riconoscono tuttavia la necessità di creare e mantenere un livello sufficiente di infrastrutture di trasporto che garantiscano il funzionamento del trasporto individuale nelle aree periferiche. 

Caro Patrick, ciò significa che se “le esigenze di capacità di trasporto non possano essere soddisfatte né tramite un migliore sfruttamento delle capacità stradali e ferroviarie esistenti, né potenziando o costruendo infrastrutture ferroviarie e di navigazione, né migliorando il trasporto combinato o adottando altri interventi di organizzazione dei trasporti, vuol dire che è consentito realizzare le infrastrutture stradali mancanti (principio di non contraddittorietà)! 

La strategia trasportistica del prolungamento dell’autostrada A27 fino in Austria, essendo una viabilità intraalpina, è quindi pienamente coerente con il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi

Va tuttavia ricordato che qualsiasi Convenzione quando è troppo datata va rivista, soprattutto alla luce delle mutate esigenze socio economiche derivanti dalla pesante crisi economica che ancora non siamo riusciti a superare. 

 

niq multimedia s.r.l.s.

Via degli Agricoltori, 11
32100 BELLUNO

Codice Fiscale e Partita IVA: 01233140258

Testata registrata al Tribunale di Belluno n.4/2019