Ance tutela i lavoratori edili: pronta la nuova assicurazione anti-Covid

Prevenzione e sicurezza: Ance Belluno lancia l’assicurazione anti-Covid per le imprese edili della provincia. «Non possiamo permetterci una ripresa dell’infezione. Per contribuire a una maggiore tutela dei nostri lavoratori abbiamo deciso di fare qualcosa di più» spiega Antonio Olivotto, presidente della sezione costruttori edili di Confindustria Belluno Dolomiti.

Il qualcosa in più è un’assicurazione in grado di garantire un supporto economico ai lavoratori e alle famiglie in caso di contagio da coronavirus. Targata Ance, visto che gli altri soggetti (ente bilaterale in primis) non si sono mossi.

«Questa è un’idea della prima ora che avremmo voluto concretizzare ed estendere a tutti gli operai della provincia, ma la parte sindacale che governa con noi l’ente bilaterale preposto alla tutela della sicurezza, non ha forse colto la gravità del momento e l’urgenza di azioni immediate e concrete - continua Olivotto -. Il miglioramento generale, l’adozione di modelli e protocolli di sicurezza sono essenziali, ma questo era il momento di lanciare un segnale che potesse superare gli schemi abituali. Lo dico con rammarico, ma di fronte all’inerzia di certe posizioni, abbiamo deciso di fare da soli, con un contributo della sezione e con l’aiuto degli imprenditori associati che hanno aggiunto la differenza economica per coprire l’assicurazione di tutti i loro operai e tecnici. Credo sia un segnale doveroso verso le nostre maestranze, anche se l’auspicio più grande è che tutto ciò non serva a nulla. Con la Cassa Edile e la Scuola Edile stiamo programmando l’uso di parte delle riserve economiche per l’acquisto di strumenti atti a migliorare la sicurezza, promuovendo corsi di formazione e soprattutto una cultura della sicurezza tra tutte le imprese e gli operai. Questo è fondamentale».

 

«Buttati dalla finestra 15 milioni di euro: questo è il frutto della non-politica»

 

Paolo Gamba attacca il sindaco Jacopo Massaro: nodo del contendere? La gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas. 

Il capogruppo di “Belluno è di tutti” va dritto al punto: «Massaro dice di aver fatto il possibile per approfondire la questione sotto il profilo politico, ma non è così. Lo avrebbe fatto se avesse aderito alla richiesta dello scorso 22 dicembre dei sindaci dei Comuni. I quali in assemblea, forti delle maggioranze previste dalla convenzione, hanno richiesto un approfondimento utile a chiarire i motivi per cui il Comune di Belluno, stazione appaltante, per calcolare il valore del rimborso delle reti del gas da cedere al vincitore della gara ha applicato il prezzario della Regione Veneto, anziché quello della Camera di Commercio. Il danno per i bellunesi è quantificabile in circa 15 milioni di euro». 

Gamba chiede un’assunzione di responsabilità: «Non si tratta di una mera questione tecnica, ma di un vero spreco di denaro. Assurdi i tentativi di far passare tale svendita come un guadagno per il territorio, ipotizzando fantomatiche ricadute in termini economici, come ha dichiarato qualche assessore in consiglio comunale con parole che ora, guarda caso, trovano eco in quelle del numero uno di Italgas, Paolo Gallo. Singolare identità di vedute».

La chiosa finale è al vetriolo: «È un dato di fatto, continuiamo a dire che i Comuni non hanno soldi e poi li buttiamo dalla finestra. Grazie, sindaco Massaro». 

 

Flash mob della Lega: appuntamento al piazzale della stazione

 

Flash mob in sicurezza: in occasione della festa della Repubblica, la sezione bellunese della Lega si ritroverà al piazzale della stazione. 

Alle ore 11, infatti, rappresentanti istituzionali e amministratori locali daranno vita a una manifestazione simbolica: «Per l’orgoglio italiano - spiegano -. E perché l’Italia e il Veneto non si arrendono. Aspettando il 4 luglio, il flash mob si svolgerà nel pieno e rigoroso rispetto del distanziamento e delle norme di sicurezza». 

 

"Belluno autonoma": è nato il nuovo gruppo che ammicca al Bard

Endorsement al Bard. E una parola sola: autonomia. È nato un nuovo gruppo, misterioso al momento. Segno che è ufficialmente partita la campagna elettorale per le regionali. 

Il nome è programmatico, “Belluno autonoma”. «Siamo un gruppo di persone  che si è formato spontaneamente, indirizzato dalla stessa idea di base: perseguire l’autonomia della provincia di Belluno» scrivono in un comunicato bilingue (italiano e tedesco) i membri del nuovo gruppo. «Per questo ci siamo incontrati, abbiamo deciso di mettere in comune le nostre esperienze e abilità per perseguire l’autonomia, che può solamente preservare la progressiva scomparsa della montagna bellunese».

“Belluno autonoma” mette subito le cose in chiaro. E sponsorizza il Bard. «A differenza delle zone autonome confinanti, noi non possiamo fare e decidere nulla. Siamo montagna di serie B. I cugini di Trento e Bolzano hanno le risorse e le possibilità che a noi sono precluse. Ed è quello il modello che dobbiamo seguire. Abbiamo il supporto delle due realtà autonome confinanti, perché una terza provincia autonoma contigua, può solo rafforzare la loro rappresentanza, con una maggiore autorevolezza. Per questo è necessario che i bellunesi si muovano e sostengano una progressione autonomista della provincia di Belluno. Noi siamo disposti con qualsiasi mezzo a perseguire questo obiettivo. Chiediamo ai bellunesi di supportare questa idea, che può profondamente cambiare la nostra vita in meglio. Attualmente l’unico movimento che persegue tale ideale è il Bard, che noi appoggiamo in toto. Invitiamo la popolazione a informarsi e a sostenere il movimento Bard, in modo che possa sentirsi rappresentante di tutta la provincia di Belluno». 

 

Confartigianato: «Servono misure concrete, non la lotteria del click day»

 

«La montagna esce ancora una volta sconfitta. Bisogna cambiare sistema, altrimenti il mondo dell’artigianato dovrà continuare ad arrangiarsi come ha fatto finora». È il commento della presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella, al rimborso sui Dpi da parte di Invitalia.

La procedura del “click day” infatti ha visto nettamente svantaggiate le imprese bellunesi. L’obiettivo era quello di assegnare a oltre 3mila aziende una somma a fondo perduto per l’acquisto di dispositivi di protezione per l’emergenza Covid-19. Solo che la modalità di invio delle domande si è rivelata «una lotteria in cui vince solo chi è più fortunato - sottolinea la presidente Scarzanella - o più veloce. Ovviamente le infrastrutture digitali della montagna non reggono il passo. L’auspicio è che in futuro le opportunità per le imprese siano offerte sulla base di altre modalità rispetto al click. Nel frattempo la struttura mette a disposizione altri strumenti a sostegno delle imprese. È fondamentale, soprattutto in questo momento, in cui la ripartenza presuppone costi enormi per garantire i protocolli di sicurezza dei luoghi di lavoro; penso soprattutto ai parrucchieri ed estetisti, al settore alimentare e alla ristorazione».

Il sostegno della cosiddetta fase 2 arriva in vari modi, da Sani.In.Veneto. Il fondo di assistenza sanitaria integrativa regionale della bilateralità artigiana ha attivato sei linee di intervento a favore degli aderenti per fronteggiante la crisi dovuta al Covid-19. Tra queste, anche il progetto #riapriresicuri, una campagna di prevenzione sanitaria straordinaria, con 2 milioni di euro per restituire parte della spesa sostenuta dai titolari delle aziende e dai datori di lavori per l’acquisto di mascherine protettive (Ffp2, Ffp3 o mascherina chirurgica), guanti di protezione, occhiali e visiere protettive, disinfettanti, gel per igienizzazione mani, altri detergenti adatti al Covid-19, termometri a distanza e altri dispositivi idonei.

 

Gidoni sul Nevegal: «Pronta una cordata di imprenditori, Massaro dov’è?»

 

«La giunta Massaro si è dimenticata del Nevegal».

A dichiararlo, attraverso un videomessaggio, è Franco Gidoni. Ospite del movimento “Belluno Sviluppo e Futuro”, il consigliere regionale ha espresso le sue perplessità sulla gestione del Colle: «Gli impianti, come sostiene ormai da tempo la Regione, vanno messi in gara. A quel punto, una cordata di imprenditori sarebbe pronta per rilevarli. Spiace che il sindaco Jacopo Massaro trovi 5,3 milioni per il parco di Lambioi e nulla per il Nevegal. A conferma che, se ci fosse la volontà, i soldi si troverebbero». 

Gidoni chiede un cambio di passo: «Ancor più disarmante è il fatto che la maggioranza del Comune capoluogo proponga operazioni di rilancio della città e si dimentichi clamorosamente del Colle. Dicono che ne parleranno in futuro? E allora speriamo che il futuro sia dietro la porta». 

 

niq multimedia s.r.l.s.

Via degli Agricoltori, 11
32100 BELLUNO

Codice Fiscale e Partita IVA: 01233140258

Testata registrata al Tribunale di Belluno n.4/2019