Commissione pari opportunità: Addamiano scrive al sindaco

Un fiore di speranza. Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, gesto galante di Raffaele Addamiano, consigliere di minoranza a Belluno (Obiettivo Belluno – Fratelli d’Italia). Ieri mattina ha consegnato una stella di natale (rossa) al vicesindaco Lucia Olivotto. «Un fiore che ha un duplice significato – spiega Addamiano -. Innanzitutto significa fiducia, quella che devono provare reciprocamente donne e uomini. E poi speranza, in un mondo che riconosca fino in fondo il valore delle donne. Certo non basta una giornata per cambiare le cose, ma in questo giorno è giusto ricordare che sono ancora troppe le donne vittime di abusi di ogni tipo. Solo nel 2020 ci sono stati finora 92 femminicidi».

Il 25 novembre per Addamiano è stata anche l’’occasione per chiedere un’accelerazione dell’iter di creazione della Commissione per le pari opportunità. «È un organismo previsto nello statuto comunale e nel regolamento del consiglio comunale, ma che finora non è mai stato istituito. Già il 9 maggio – continua Addamiano – avevo scritto al sindaco chiedendo che venisse creata la commissione».

Da lì è nata una proficua collaborazione. «Pur se su sponde politiche opposte, tra giugno e luglio io e Francesco Rasera Berna, il presidente del consiglio comunale, abbiamo lavorato a quattro mani alla stesura del documento fondante della commissione. Poi lo abbiamo spedito ai capigruppo, che in estate lo hanno valutato. Si è deciso, il 15 ottobre, che ad occuparsi della cosa sarebbe stata la neo ricostituita III Commissione consigliare. Ecco, con la mia lettera odierna ho chiesto che l’iter prosegua di buona lena. Sono certo che verrò ascoltato».

 

«No alla riorganizzazione degli istituti comprensivi», il Pd convoca la commissione

No alla riorganizzazione degli istituti comprensivi di Belluno. Il gruppo consiliare del Pd, per voce del capogruppo Paolo Bello, si allinea alle preoccupazioni sollevate da sindacati e operatori scolastici per la decisione della Commissione di Distretto formativo (su proposta dei sindaci di Belluno, Borgo Valbelluna

e Limana) di sopprimere l’istituto comprensivo di Trichiana, con l’accorpamento dell’asilo, la scuola elementare e le medie di Limana all’Ic3. Una decisione che spingerà la giunta comunale di Belluno a spostare, di conseguenza, 2 plessi scolastici (l’asilo Cairoli e le scuole Gabelli) dall’Ic3 all’Ic 2. 
 
«Il gruppo consiliare del Pd esprime con forza o rischi di tale riorganizzazione», scrive Bello (che ha chiesto sul tema la convocazione urgente della III Commissione). Diversi i motivi alla base della contrarietà, elencati nella lettera. «L’operazione non è stata concordata con le dirigenze scolastiche. Inoltre la soppressione riguarda l’Istituto con il più elevato numero di alunni e non trova riscontro alcuno a livello regionale e meno ancora a livello provinciale». 
 
Le preoccupazioni del Pd riguardano sia il sovradimensionamento dei nuovi istituti comprensivi («con numeri di alunni che si aggira intorno ai 1200, cioè doppi rispetto alla norma regionale (600) e tripli rispetto alla deroga (400) concessa per le zone di montagna dove da sempre si cerca di contrastare la dispersione territoriale anche attraverso il mantenimento di plessi ed istituti»), ma soprattutto le ricadute a livello occupazionale. «Vi sarà un’automatica riduzione del personale scolastico Ata (collaboratori scolastici) con conseguente riduzione di servizi fondamentali (vigilanza, assistenza, pulizia) che inevitabilmente torneranno in capo ai comuni con il rischio concreto della chiusura dei plessi più piccoli e periferici. Inoltre sarà ridotto anche il personale docente. Nell’immediato una riduzione di 5 docenti di potenziamento e successivamente una riduzione dei docenti di posto comune a seguito dell’aumento degli alunni nelle classi. Infine, verranno depauperate le funzioni della dirigenza scolastica, sempre più costretta dagli elevati numeri ad occuparsi di questioni burocratiche ed organizzative e sempre meno di quelle educative». 
 

 

Lega: «A Belluno manca un piano d’assetto della mobilità»

 

«Apprendiamo con piacere che i lavori di collegamento del percorso ciclopedonale, da Salce verso il centro storico, stiano terminando. O comunque vedranno presto la fine. Questo è un fattore positivo per la nostra cittadinanza: fattore che però nel 2020 non è ancora sufficiente per una realtà come Belluno che ricopre il ruolo di capoluogo di provincia».

Lo affermano Paolo Luciani (segretario della Lega ‘Città di Belluno’) e Luciano Da Pian, capogruppo leghista a Palazzo Rosso: «Anche nel caso preso in esame - riprendono - l’amministrazione guidata da Jacopo Massaro opta per l’affiancamento dell’asse ciclopedonale alle carreggiate della viabilità principale. Una scelta che come Lega - Salvini Premier non condividiamo». 

Luciani e Da Pian indicano una loro traiettoria: «Anche sulla spinta di quanto giunto in consiglio su proposta delle associazioni (come la bicipolitana della Fiab), riteniamo che il Comune dovrebbe andare andare oltre la semplice realizzazione di piste ciclabili ricavate ai margini delle strade e delle arterie urbane cittadine. Il nostro è quindi un commento che intende spronare la giunta nel continuare su questa strada e poter fare meglio e soprattutto di più. Magari aderendo ai bandi regionali sulla mobilità sostenibile. Se la mobilità di domani sarà quella a basso impatto, allora serviranno infrastrutture adeguate e non semplici ‘strisce d’asfalto’ dedicate al settore».

E concludono: «L’impressione, ancora una volta, è che manchi un piano d’assetto generale della mobilità urbana, leggera e pesante, che dovrebbe emergere in questi mesi col Pat. Ma c’è una totale mancanza di un pensiero più profondo alle spalle, capace di impostare la Belluno di domani, la Belluno dei nostri figli. La nostra visione è quindi quella di una maggiore necessità di confronto con i quartieri, le frazioni e i privati che operano nelle aree interessate». 

 

Intimidazioni nazifasciste al webinar Cgil: arriva la solidarietà della Cisl

Solidarietà della Cisl Belluno Treviso alla Cgil bellunese, vittima di intimidazioni di stampo nazifascista durante un webinar organizzato dallo Spi, il sindacato dei pensionati (Intimidazioni nazifasciste durante il webinar. La Cgil: "Deriva preoccupante").

«Offese e minacce inaccettabili - dichiara il segretario generale della Cisl territoriale Massimiliano Paglini -. Esprimiamo la nostra vicinanza ai colleghi e amici della Cgil: la difesa dei valori della democrazia e del diritto di espressione rimane il baluardo per tutte le organizzazioni sindacali». 

Paglini, neo eletto segretario, coglie l’occasione per stigmatizzare un episodio che non è isolato. «Le derive neofasciste a cui spesso si assiste in questo periodo anche nei nostri territori sono un segnale allarmante - dice -. Non dobbiamo mai abbassare la guardia nella difesa di ideali troppo spesso dati per scontato in questo Paese, come la libertà, la solidarietà, la pace e il diritto al lavoro».

 

Intimidazioni nazifasciste durante il webinar. La Cgil: "Deriva preoccupante"

«Una deriva preoccupante». Mauro De Carli, segretario della Cgil Belluno, non nasconde la sua rabbia. E all’ennesimo episodio di intimidazione ai danni dello Spi Cgil (il sindacato dei pensionati) prende carta e penna e denuncia «un gruppo di personaggi, che non esito a definire fascistoidi, che intendono oscurare la libertà di espressione ogniqualvolta si parli di integrazione, di immigrazione, di solidarietà tra i popoli».

L’ultimo spiacevole episodio è avvenuto online, mercoledì scorso. «All’inizio della conferenza “Tra 800 e 900” – descrive De Carli – un’iniziativa dello Spi Cgil di Belluno, sono comparse una serie di icone di partecipanti sconosciuti, che tra lo stupore degli organizzatori hanno pronunciato frasi di minaccia e di pura intimidazione fascista. E quando la segretaria dello Spi CGIL di Belluno, Maria Rita Gentilin e il relatore del convegno  Giancarlo Guadagnin, si sono resi conto di quanto stava accadendo, è comparso un simbolo  pseudonazista accompagnato da brutali imprecazioni e altre intimidazioni. Il tema che si voleva trattare riguardava il rapporto delle comunità ebraiche inseritesi  nell’impero austro-ungarico con la cultura tedesca delle comunità ospitanti Si sarebbe parlato soprattutto di cultura, del grande apporto culturale ebraico, in vari settori, che in quell’epoca storica aveva facilitato l’integrazione  di quel popolo  nel contesto mitteleuropeo».

Allo Spi Cgil stanno arrivando, in ogni caso, molti attestati di solidarietà, da associazioni e semplici cittadini. «E vogliamo far sapere – chiude De Carli – che presto riproporremo l’iniziativa, perché siano tutelati  i diritti democratici della libera espressione».

 

Dal Fulcis alla scuola, passando per la biblioteca: Addamiano incalza il sindaco

Scuola, cultura, sociale. Temi caldi per Belluno. Talmente caldi da spingere Raffaele Addamiano a chiedere la convocazione urgente della Terza commissione consiliare. Il consigliere di minoranza ha scritto a Palazzo Rosso. E ha individuato quattro argomenti da trattare con assoluta priorità.

Il primo riguarda il progetto “Una comunità a sostegno della famiglia - l’operatività di strada e di comunità”, attinente alla cittadinanza attiva. «Tema di particolare rilevanza in questo momento, con i giovani che disattendono le norme in merito alla diffusione anti contagio, come si è visto nella festa abusiva sotto il ponte degli Alpini» dice Addamiano. Che però va oltre e chiede al sindaco di rispondere sulla situazione della biblioteca civica, oggi comunque ferma per l’ultimo Dpcm, ma chiusa al pubblico ormai da dicembre 2019.

Il terzo tema è quello della scuola. «La riproposizione della didattica a distanza per moltissimi dei 22.994 studenti della provincia dolomitica avrà verosimilmente in futuro su quelle ragazze e quei ragazzi degli impatti psicologici e formativi molto rilevanti - rileva Addamiano -. Urge quindi nella Terza commissione un aggiornamento approfondito sulle tante criticità ed esigenze della scuola bellunese e questo nel contraddittorio pieno con tutti i soggetti istituzionalmente coinvolti. Ciò, peraltro, senza dimenticare la attuale e dirimente questione del dimensionamento scolastico degli istituti comprensivi di Belluno, Limana e Borgo Valbelluna». 

Infine, spazio al Museo Fulcis. Insomma, carne al fuoco ce ne sarebbe. 

 

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