«L’amministrazione Massaro spaccia per straordinarie opere ordinarie»

 

«Largo Ugo Neri illuminata? Alla buon’ora». Il gruppo consiliare legato alla “Lega – Salvini Premier”, con il segretario Paolo Luciani, critica l’amministrazione Massaro. 

«La prima riflessione utile - prosegue Luciani - è quella legata alle tempistiche: è di questi giorni, quindi a fine estate 2020, la conclusione dei lavori in oggetto per la posa e l’avvio dell’illuminazione della stessa strada. Posa che quindi avviene con largo ritardo rispetto alle previsioni, non certo imputabili alla stringente crisi sanitaria tuttora presente dato che la promessa era di concludere l’opera entro l’anno 2019 per l’appunto. La seconda riflessione, invece, è legata alla capacità di questa giunta comunale di individuare le priorità. Soprattutto se si considera che ci sono voluti otto anni, quindi quasi un mandato e mezzo di amministrazione, per portare l’illuminazione pubblica in una di quelle vie divenute strategiche nell’assetto della mobilità urbana di Belluno». 

Luciani allarga i confini della critica: «Questa giunta e il suo sindaco non hanno un disegno per la nostra città, ma soprattutto per i quartieri meno fortunati come quelli dell’Oltrardo (Cavarzano, Cusighe, Sargnano, Fiammoi e Safforze) più volte abbandonati in questi anni. C’è il dubbio che l’ordinaria amministrazione, come portare l’illuminazione nelle strade pubbliche o la riasfaltatura delle strade secondarie e non, venga poi venduta alla cittadinanza come opera straordinaria e dettata da chissà quali circostanze. La verità purtroppo a noi appare ben diversa: ovvero, un certo immobilismo a trecentosessanta gradi su molte tematiche, prime fra tutte l’urbanistica».

 

«Seggiovia fondamentale»: anche il Pd crede nel rilancio del Nevegal

Momento d’oro per il Nevegal. La località piange, immersa nella nebbia e sprofondata nelle incertezze. Ma impazza la campagna elettorale e tutti si dicono pronti al rilancio del secolo. Il Partito Democratico, ad esempio, punta sull’Agenda strategica “NevegalDomani”, preparata insieme agli operatori un anno fa e rimasta al palo. E fa leva sulla disponibilità di Unifarco di acquisire gli impianti di risalita (disponibilità confermata dagli stessi Dem in un incontro con gli operatori del Colle, andato in scena martedì scorso). Perché seggiovia e skilift sono fondamentali, «per lo sci, ma non solo» dice Maria Teresa De Bortoli, candidata Pd alle regionali. «Il Nevegal è meta anche di turismo naturalistico e sportivo, con un’attrattività che copre tutte le stagioni, a maggior ragione in questa fase di convivenza con il Covid che ha fatto riscoprire agli italiani la bellezza degli spazi aperti e l’ariasalubre della montagna».

Dello stesso avviso anche gli altri candidati, Adis Zatta e Cristina De Donà. Quindi? «Èora che le istituzioni facciano la loro parte per far ripartire il Nevegal, punta di diamante dell’area prealpina che arriva fino al Feltrino e che ha grandi potenzialità turistiche - dice Edi Fontana, capolista alle prossime regionali -. Il Bellunese ha bisogno di rappresentanti in Regione che siano presenti sul territorio e attenti alle istanze dei cittadini». 

 

 

Carta d’identità elettronica: ecco le novità dal Comune di Belluno

 

Novità per ottenere o rinnovare la Carta d’identità elettronica, con operazioni più semplici per prenotare un appuntamento con l’Ufficio Rilascio Documenti – CIE di via Mezzaterra 45, 

Basterà collegarsi all’indirizzo https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/cittadino/n/sc/loginCittadino/sceltaLogin nel sito del ministero dell’Interno: per prima cosa sarà necessario effettuare l’accesso o con lo Spid, il sistema unico di accesso ai servizi online della pubblica amministrazione, per chi ne sia già in possesso, oppure previa semplice registrazione da farsi inserendo alcuni dati personali.

Conclusa la registrazione o inserite le credenziali dello Spid si potranno scegliere una data e un orario tra quelli liberi. Il sistema proporrà un agevole riepilogo della documentazione da portare con sé all’atto della richiesta in Comune e invierà tramite email un promemoria con la data e l’orario prescelti.

In merito al costo da sostenere, il sistema propone la somma senza diritti di segreteria: per il Comune di Belluno l’importo totale è di 22,21 euro, da pagare con bancomat al momento dell'emissione, oppure anticipatamente, tramite bonifico, indicando nella causale “Carta di Identità Elettronica di Nome Cognome” (Banca Unicredit S.P.A. – piazza dei Martiri, 41 – 32100 Belluno – Conto corrente: 000003465348 - ABI 02008 - CAB 11910 - CIN J - IBAN: IT 81 J 02008 11910 000003465348). 

Non sarà possibile pagare in contanti.

Tutto quello che serve per la richiesta si trova anche nella scheda “Carta d’Identità elettronica” nel sito Internet istituzionale del Comune di Belluno a questo link: https://www.comune.belluno.it/myportal/C_A757/dettaglio/contenuto/carta-didentita-elettronica.

 

«Belluno recuperi il suo ruolo di capoluogo»: Gamba pungola l'amministrazione Massaro

«Con una Provincia sempre più spogliata di competenze, il Comune di Belluno, città capoluogo, deve diventare il catalizzatore di tutto il territorio». Paolo Gamba, capogruppo di “Belluno è di tutti”, batte ancora una volta sul tasto dell’autorevolezza della giunta Massaro. «Che non c’è – commenta – né per quanto riguarda i temi strettamente cittadini né per i grandi temi che investono l’intera provincia».

Un esempio? Il prolungamento autostradale. «Alle regionali voteremo per la lista Veneto autonomia, l’unica che si è esposta chiaramente per il sì - spoilera le sue intenzioni di voto il gruppo consiliare – ma è possibile che dal sindaco di Belluno non arrivi una parola sul tema? Eppure il nodo delle infrastrutture tocca da vicino Belluno e il suo ruolo centrale in Valbelluna».

Oppure, altro esempio, l’Acc di Mel. «Nel prossimo consiglio comunale presenteremo una mozione, che poi farò pervenire anche ai nostri rappresentanti in Parlamento, nel quale solleciteremo Massaro ad assumere un ruolo forte per evitare che si ripeta la situazione di sei anni fa. Acc è a un bivio. O c’è un progetto per un vero rilancio, oppure bisogna avere il coraggio di impedire che si perdano ancora soldi e tempo nel farla vivacchiare. Naturalmente, salvaguardando al 100% i lavoratori. Ecco perché chiediamo che il sindaco di Belluno si faccia promotore dell’apertura di un tavolo permanente sull’andamento della situazione economica e sulle prospettive future».

Già, perché, per Gamba, ci aspetteranno tempi duri. «Lo vado ripetendo da mesi, l’economia è stata stravolta dalla pandemia e i frutti li vedremo dall’autunno in avanti. Per evitare un tracollo dal punto di vista economico e sociale è necessario muoversi per tempo, anticipare le mosse, programmare gli interventi. Ma Massaro e la sua maggioranza, su questo, ci propongono solo un assordante silenzio».

 

«Si scierà ancora in Nevegal?»: Addamiano interroga Palazzo Rosso

Interrogazione sul Nevegal. Domanda: ci sarà una stagione invernale? A chiederlo è Raffaele Addamiano. Perché è vero che calendario alla mano siamo ancora in estate. Ma è altrettanto vero che i tempi per programmare lo sci – ammesso che si voglia ancora farlo sul Colle – sono stretti. E al momento non c’è nulla di concreto, a parte l’annuncio del sindaco Massaro, che nel cuore di agosto ha detto «in inverno si scierà». Pacifico, quindi. A oggi, però, tutto tace. E la seggiovia ferma per tutta l’estate necessita di manutenzioni importanti per poter essere rimessa in moto.

«Tra poco scollineremo la metà di settembre e ancora non sappiamo nulla» premette Addamiano, consigliere comunale di minoranza. Che vuole leggere il report fatto fare da Palazzo Rosso e contenente prospettive e costi annessi e connessi. «Chiediamo di conoscere il contenuto completo dello studio commissionato alla società di consulenza Paragon Advisory di Zola Predosa (Bologna, ndr). E quali effettive azioni l’amministrazione comunale intende porre in essere in Nevegal in vista della stagione invernale 2020/2021». L’impressione è che sarà un autunno caldo per il Colle. L’ennesimo. E non c’entra il riscaldamento globale.

 

«Palazzo Rosso sembra Fort Knox: il sindaco riapra il Comune»

 

«La perizia della società bolognese sul Nevegal sembra custodita a Fort Knox, non a Palazzo Rosso. A dieci giorni dalla mia richiesta agli uffici, ancora non sono riuscita a prendere visione del documento». È sarcastica la consigliera comunale Roberta Olivotto, legata al gruppo di minoranza “Belluno è di tutti”. 

«Il 21 agosto - prosegue - di mattina presto, chiedo una copia all'indirizzo comunicato dalla segreteria dei consiglieri - prosegue Olivotto -. Nessuna risposta. Il 26 agosto, e solo dopo essermi rivolta al segretario generale, con una mail mi si chiede di "pazientare", considerate le "ferie e vari adempimenti in corso". Replico che ho chiesto l'inoltro di documentazione già esistente, cosa che avrebbe dovuto richiedere qualche minuto. Da allora niente. Il silenzio. E non è la prima volta. Il Comune di Belluno sembra un fortino inaccessibile».

La consigliera si concentra poi sugli orari di apertura degli uffici: «Lo Sportello del cittadino, per esempio, in pochi anni è passato da 30 a 12 ore settimanali. Ed è ancora chiuso al pubblico, nonostante tutto o quasi, sia stato riaperto. E che dire della biblioteca civica, in tempi normali accessibile per appena 24 ore e mezza, contro le 50 di quella di Vittorio Veneto e l'orario continuato fino alle 19 di quella di Feltre? Da tempo leggo diverse testimonianze di cittadini che faticano a dialogare con l'amministrazione, anche a causa delle mail senza risposta e dei telefoni sempre occupati, con finestre orarie per le chiamate molto risicate». 

E ancora: «Un Comune deve essere un punto di riferimento per i cittadini, aperto e accessibile, e qui si sta lavorando in "direzione ostinata e contraria". Un Comune richiuso in se stesso, imploso, distante dai cittadini e che vuole chiudersi sempre di più. In merito allo smart working, pensiamo alle conseguenze sulla vitalità, economica e sociale, di un centro storico che si sta svuotando e dove diverse attività stanno chiudendo. Cosa succederebbe se una gran parte dei lavoratori degli enti pubblici e dei servizi che vi hanno sede venissero impiegati a distanza? I bellunesi - conclude Roberta Olivotto - meritano certo una amministrazione aperta e una città viva. Sindaco, riapri il Comune e riapri la città». 

 

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