Il Bard ci crede: «Zaia ha stravinto, ora ci porti l'autonomia»

Un mandato forte e chiaro per Zaia: autonomia. La chiede il Bard alla luce delle ultime elezioni regionali. Nel frattempo sono passati quasi tre anni dal plebiscito per l’autogoverno indetto dalla Regione Veneto. E i risultati concreti latitavano anche quando al governo, a Roma, c’erano le sponde leghiste di Erika Stefani (ministro agli affari regionali) e Matteo Salvini (vice premier). Chissà cosa fa pensare che adesso, con un esecutivo diverso, la partita possa cambiare…

Tant’è: «Il voto di domenica e lunedì ha di fatto creato un partito territoriale autonomista - commenta il presidente Bard, Andrea Bona -. I veneti e i bellunesi vogliono il riconoscimento costituzionale della loro autonomia. Bisognerà vedere se Zaia avrà il coraggio di portare avanti con decisione le richieste dei veneti, scardinando l’attuale sistema che non porterà alcuna autonomia al Veneto e tanto meno alla provincia di Belluno. Se dovesse finalmente intraprendere la strada che porta all’autonomia bellunese, siamo pronti a collaborare». 

Ad analizzare il voto a livello provinciale è Marinella Piazza. «La nostra partecipazione a questa tornata è stata un grande esempio di democrazia: visti i tempi ristretti, credo non si potesse fare di più - afferma la candidata nella lista di Simonetta Rubinato -. Nonostante tutto, abbiamo ottenuto il miglior risultato tra tutte le province venete e abbiamo raccolto consensi in quasi tutto il Bellunese, fatta eccezione per soli due Comuni. Grande riscontro abbiamo ottenuto in Cadore, nello Zoldano e in Agordino, cioè in quella montagna meno “sponsorizzata” ma che vive quotidianamente i problemi e i disagi delle terre alte. È un risultato dal quale ripartire con la consapevolezza che c'è ancora spazio per una politica realmente vicina al territorio».

 

Comuni di confine, approvati i programmi di intervento

Approvati ieri dal comitato paritetico del Fondo per i Comuni confinanti, secondo le nuove modalità previste con la delibera n. 3 dello scorso 14 maggio, i progetti finanziati con i 500mila euro annui destinati ai 48 comuni che confinano con le Province di Trento e Bolzano.

L’emergenza Covid ha spinto il comitato ad adottare un percorso semplificato per l’accesso ai finanziamenti, non più basato sulla procedura a bando. In via sperimentale le amministrazioni comunali hanno potuto presentare una semplice istanza riferita ad un “programma di interventi” (fino a 4 per comune) rientranti in 8 ambiti definiti: gli stessi dei precedenti avvisi più un’area specifica collegata alla gestione dell’emergenza Covid.

Tra i vari progetti presentati sono stati proposti interventi di miglioramento della viabilità comunale; la realizzazione di parcheggi e strutture a servizio della comunità; la riqualificazione degli impianti sportivi; azioni volte a potenziare il settore turistico e interventi a sostegno della comunità per fronteggiare l’emergenza sanitaria, per un totale di 23 milioni di euro. Di questi, sono 7,5 milioni quelli destinati al Bellunese. «Per semplificare e aiutare ancor di più tutti i Comuni – spiega il presidente del fondo, Roger De Menech – con le nuove modalità che abbiamo approvato, daremo subito il 30% di anticipo delle risorse oggetto dei progetti ad ogni singola amministrazione, in modo che possa progettare e realizzare gli interventi con maggior tranquillità».

 

«No ai privati sugli scuolabus»: appello della Cgil

 

«No ad accordi privati per il potenziamento degli scuolabus»: la Cgil rivendica la natura pubblica del trasporto scolastico. E chiede di discutere subito i nodi della questione, in un periodo a dir poco particolare per la scuola e per tutto quello che ci ruota intorno.

Lunga la lista di richieste di Filt (sezione trasporti), Fillea (sezione edilizia), Flc (lavoratori della cultura) e Spi (pensionati). Le categorie infatti hanno recapitato ai sindaci un protocollo da condividere in materia di trasporto pubblico e di edilizia scolastica. Un percorso per l’immediato ma anche per il futuro.

«Nell’immediato serve rivedere l’articolazione del trasporto degli scuolabus: va definito il tema dell’accoglienza a scuola, del tempo di permanenza a bordo da parte dei bambini - i 15 minuti delle linee guida sono difficilmente gestibili -, degli assistenti a bordo e degli orari - scrivono dalla Cgil -. Parimenti vanno risolti i nodi del trasporto pubblico locale: chiediamo ai Comuni di non sottoscrivere accordi con privati per il potenziamento del servizio ma, piuttosto, di avviare un percorso per un eventuale subaffido da parte del gestore di Dolomiti. Il trasporto non può vedere snaturata la propria natura pubblica e ai cittadini non deve essere applicato alcun rincaro».

Al di là dell’anno pandemico, lo sguardo corre alle scelte future. «Nel medio termine chiediamo di discutere con attenzione i bandi di gara per l’affidamento degli scuolabus: la qualità prevalga sull’economicità del servizio - continua la Cgil -. È necessario fissare un limite ai chilometri di ogni pulmino, per evitare che i bambini trascorrano ore a bordo. E chiediamo che ai lavoratori si applichi il ccnl di settore, autoferrotranvieri, e non quello di multiservizi o pulizie».

Ultima richiesta, riguardante gli appalti dei lavori legati all’edilizia scolastica, con l’appello ad applicare il contratto di riferimento ed evitare il massimo ribasso.

 

Internet super veloce a Seren: «Servizio indispensabile, ce l’abbiamo fatta»

 

«È stato un percorso lungo e, a tratti, non agevole, ma ce l’abbiamo fatta». Non nasconde la sua soddisfazione il sindaco di Seren del Grappa, Dario Scopel, dopo il completamento della posa a terra della fibra ottica per la diffusione della banda ultra larga nel territorio. 

«La rete internet costituisce ormai l’infrastruttura immateriale per eccellenza, non solo nelle grandi aree urbane e industriali, ma anche nei territori periferici come il nostro. Lo sanno molto bene le nostre aziende, per le quali è indispensabile poter contare su un collegamento internet stabile e veloce; ma lo sanno bene pure le famiglie e gli studenti di ogni ordine e grado, la cui formazione è sempre più demandata a fonti e strumenti informatici. E l'emergenza sanitaria legata all'epidemia da Covid-19 ha mostrato in maniera ancora più evidente come la banda larga rappresenti oggi non più un surplus, ma un servizio di prima necessità». 

Dai primi giorni del mese di ottobre, i cittadini e le aziende di Seren potranno così prendere contatti con i vari operatori commerciali presenti sul mercato: «Open Fiber, la società che ha realizzato la posa della fibra ottica, è infatti proprietaria della rete infrastrutturale ma non commercializza direttamente i servizi collegati».

 

«Regionali risultato eccezionale»: la Lega punta già le amministrative

«Eccezionale e inaspettato». E se lo dice il commissario provinciale, significa che neanche la Lega si aspettava un risultato simile alle ultime regionali. Ma vietato adagiarsi sugli allori. Perché il Carroccio non si ferma: pensa già alle prossime urne, quelle delle amministrative. E il pensiero corre al 2022, quando andranno al voto Belluno e Feltre.

«Il risultato che noi abbiamo raccolto è sicuramente eccezionale e inaspettato: Belluno è la seconda provincia del Veneto dopo Treviso per dimensione della vittoria» commenta il consigliere regionale uscente e non riconfermato Franco Gidoni. Che non fa distinzioni tra Lega e lista Zaia, quasi a voler mettere le mani avanti. «È una vittoria che nasce all’interno del partito, dal partito. Il vincitore è la Lega, con i suoi militanti che hanno pedalato in tutta la provincia, con più di 50 gazebo sparsi su tutto il territorio. A questi militanti va il nostro ringraziamento. Nella consapevolezza che la gente che ha pedalato torna sul territorio per portare avanti il progetto politico. A differenza di quanto hanno fatto i nostri competitor, che in questo momento stanno spostando l’obiettivo, noi siamo sul pezzo: abbiamo una scuola di formazione politica, fatta di amministratori. E l’esempio è Marianna Hofer riconfermata a Valle di Cadore. Oggi la soddisfazione per le regionali è già stata messa via: cominciamo a pedalare per i prossimi appuntamenti».

Una pedalata dal sapore di autonomia. Perché il grande tema non è sopito. Anzi. Al governo non c’è più il ministro amico (come la Stefani, saldamente al dicastero affari regionali, subito dopo il referendum zaiano), ma la voglia di autogoverno resta intatta. A portarla avanti, per Belluno, saranno “mister preferenze” Gianpaolo Bottacin e Silvia Cestaro, pronta a portare a Venezia la voce delle “terre alte”.

«Dopo molto tempo, torna a palazzo Ferro Fini una voce della montagna dolomitica – dice Cestaro, già sindaco di Selva -. Durante la campagna elettorale mi sono resa conto che le difficoltà che vivo quotidianamente a Selva si possono riscontrare in tutti i territori di montagna. Il mio obiettivo è proprio quello di dare una voce a tutte le persone che vivono in questi territori». 

«La vittoria di Zaia è un segnale politico evidente: i bellunesi vogliono l’autonomia – riassume Bottacin -. La specificità di cui parlano tanto i nostri competitor è una non questione: un conto è l’autonomia amministrativa, che Belluno ha già. Altro conto è l’autonomia legislativa».

Bottacin glissa sulla prosecuzione dell’incarico da assessore. «Sono a disposizione di Zaia, decide lui. Del resto, anche da consigliere regionale ho portato a casa risultati per Belluno e per il Veneto».
E gli strali di Roberto Marcato? Il consigliere regionale di Padova (il più votato nella sua provincia) se l’è presa in diretta tv su Antenna 3 contro «i leghisti che hanno voluto a tutti i costi essere candidati in lista Zaia». «Uno sfogo territoriale e non certo ad personam – taglia corto Gidoni -. Bottacin non c’entra».

 

Tari: sconto del 25% per le attività economiche colpite dal Covid

 

Uno sconto del 25 per cento sulla quota variabile della Tari per le attività economiche costrette alla chiusura a causa del Covid-19: è la la proposta che arriverà in discussione, a fine mese, nel corso del consiglio comunale del capoluogo.

Il provvedimento interessa le unità non domestiche “soggette alla sospensione o chiusura obbligatoria dell’attività superiore a 20 giorni per effetto di provvedimenti governativi o locali emanati a seguito dell’emergenza” identificate dai codici Ateco. 

«In questo modo - spiega la vice sindaca, Lucia Olivotto - cerchiamo di dare un segnale di sostegno nei confronti della attività che hanno affrontato pesanti difficoltà durante il lockdown. Con lo sconto del 25%, riconosciamo in pratica tre mesi di mancata produzione di rifiuti».

In generale, confermate per il 2020 le identiche tariffe Tari del 2019: «Lo sconto peserà sulle casse comunali per 170mila euro – aggiunge la vice sindaca – che registreremo con una apposita variazione di bilancio che discuteremo nel corso della stessa seduta».

Questo intervento si aggiunge alla cancellazione per diverse mensilità della Cosap e alle agevolazioni per gli ampliamenti e l'occupazione del suolo per i locali pubblici, oltre alle proroghe dell'imposta di soggiorno, dell'Imu e l'imposta di pubblicità: «Nonostante in materia tributaria i Comuni abbiano limitata possibilità di movimento - conclude Olivotto - stiamo valutando anche ulteriori iniziative per sostenere le realtà piegate dalla crisi sanitaria».

 

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