Capodanno "silenzioso": niente botti nel capoluogo, c'è l'ordinanza

Coprifuoco: fino al 3 gennaio niente petardi, botti o fuochi d’artificio. Con buona pace di chi festeggia l’ultimo dell’anno con spettacoli pirotecnici. È in vigore da martedì 31 l’ordinanza ad hoc firmata dal sindaco di Belluno, Jacopo Massaro. Ordinanza che vieta petardi e simili negli spazi pubblici. «Contrariamente agli scorsi anni, non siamo in un periodo di allerta siccità, ma questo non vuol dire che non esistano rischi di incendio - spiega Massaro –. Per questo, e per garantire l'ordine pubblico in occasione della grande festa che animerà Piazza dei Martiri, per tutelare l'incolumità delle persone, la quiete delle persone anziane, dei malati e dei bambini, per difendere il benessere degli animali domestici e selvatici e per prevenire l'inquinamento abbiamo voluto riproporre questa ordinanza anche per questo Capodanno».

L'ordinanza impone il divieto di lancio di petardi, botti e altri artifici pirotecnici «nei luoghi affollati e nelle immediate vicinanze - si legge nel documento -; nelle aree a rischio di propagazione di incendi; nelle piazze, nelle strade o in altri luoghi pubblici o di uso pubblico o in adiacenza a tali luoghi; in prossimità dell’ospedale, delle case di cura o di riposo, dei luoghi di culto o comunque nelle vicinanze di monumenti, edifici o aree a valenza storica, archeologica, architettonica, naturalistica o ambientale». Ci sono poi le raccomandazioni per l'uso dei fuochi negli spazi privati. «Per una questione di sicurezza, è fondamentale che riportino la marcatura Ce e che siano in regola con le norme in materia - aggiunge Massaro –. Dopodiché, con un po' di buon senso, sarebbe consigliabile limitarne l'uso proprio per tutelare i più deboli».

Quindi nessun petardo, nessun fuoco d’artificio allo scoccare della mezzanotte? L’ordinanza dice così. Poi bisognerà vedere come si fa a controllare tutti su tutto il territorio comunale. Ma questo è un altro discorso.

 

Più servizi per le zone montane: il patto Uncem-Poste Italiane prosegue anche nel 2020

Nel 2019 il patto tra Uncem e Poste Italiane ha portato Postamat e wifi negli uffici postali, per dare un servizio ai territori. Il 2020 dovrebbe essere l’anno giusto per allargare il servizio. Così dice l’Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani. Che poi il servizio nei piccoli centri delle terre alte sia effettivamente migliorato, è tutto da dimostrare. Nel 2019, come nel 2020.

«Il 2019 è stato l'anno nel quale si è concretizzato il patto di Poste Italiane con i piccoli Comuni - dice Marco Bussone, presidente Uncem -. L'abbiamo riconfermato anche per il 2020».

A un anno dall'avvio del Piano di Poste, i risultati secondo l'Unione nazionale dei Comuni e degli Enti montani sono positivi. Nessun ufficio postale chiuso, 1 ufficio centrale a supporto dei piccoli Comuni, 5.690 spot wi-fi (impegno completato al 100%), 5.491 nuove cassette postali presenti in 3.018 Comuni, 735 nuovi Postamat Atm installati in 735 Comuni, 687 barriere architettoniche eliminate dagli uffici in 658 Comuni, 4.011 impianti di videosorveglianza installati in 1.730 Comuni, 219 Uffici Postali rafforzati in 211 Comuni turistici, in particolare montani. Numeri in cui compaiono anche i territori bellunesi.

«Per il 2020 Uncem sarà partner di Poste nell'attuare pienamente il Contratto di affidamento statale del Servizio postale universale, in fase di rinnovo - evidenzia Bussone -. Digitalizzazione e sostenibilità ambientale le cifre dell'impegno. Nuovi programmi di educazione finanziaria, nuovi servizi di pagamento e Pos gratuiti per i Comuni che Uncem ha chiesto di dare gratuiti anche agli esercizi commerciali delle zone montane. Puntoposte nei Comuni, nuove cassette postali smart, servizi di informazione migliorati, nuovi programmi di tesoreria e flotta green per ridurre le emissioni. Fronti sui quali già stiamo lavorando con i sindaci. Dobbiamo vincere il gap di sviluppo nei territori montani e impegnare le imprese a investire».

 

Firme contro i vincoli paesaggistici: il gazebo di Fratelli d'Italia fa il pieno

I vincoli su Auronzo e il Comelico non piacciono a nessuno. Non si spiegano altrimenti le  firme raccolte da Luca De Carlo e Fratelli d’Italia. Sono bastati un gazebo, un tavolino e una penna per mettere insieme un centinaio di sottoscrizioni in appena un’ora, un normale sabato mattina di fine dicembre, a Belluno. Chissà cosa ne pensano Ministero e Soprintendenza…

«Anche sotto le feste, siamo in prima linea per difendere il nostro territorio - commenta il deputato e sindaco di Calalzo, Luca De Carlo -. In poco più di un'ora, abbiamo raccolto oltre 100 firme nella sola piazza del capoluogo: è un segnale forte lanciato dai bellunesi, che testimonia la nostra voglia di resistere e di lottare per poter continuare a vivere in montagna. Se oggi possiamo godere di questo meraviglioso patrimonio ambientale e paesaggistico, è merito dei nostri genitori, dei nostri nonni, di chi ha vissuto e curato questa terra: i vincoli sono solo uno strumento ritorsivo per impedire ai montanari di fare economia e costringerli ad andarsene».

 

2020 ad alta velocità con la fibra ottica: quasi completati i lavori

Sarà un 2020 ad alta velocità a Seren del Grappa. Almeno per ciò che riguarda il collegamento alle reti digitali. Open Fiber ha infatti completato la posa della fibra ottica in tutto il territorio comunale. Circa 1.850 le unità immobiliari già collegate alla rete ultraveloce, grazie agli investimenti pubblici stanziati nell’ambito del piano Bul di Infratel (società del Ministero per lo Sviluppo Economico) per la copertura delle aree “bianche”. Oltre 400 milioni di euro per il Veneto.

LA RETE

La nuova infrastruttura interamente in fibra ottica, in modalità Ftth (Fiber To The Home, fibra fino a casa), si sviluppa per circa 22 chilometri sul territorio comunale. Gran parte del progetto, quasi l’80%, è stato realizzato mediante il riutilizzo di reti esistenti, aeree o interrate. La posa del resto dei cavidotti, con la tecnica della mini trincea, ha però causato qualche disagio alla popolazione, soprattutto a causa del ripristino provvisorio in malta cementizia, necessario al corretto assestamento del terreno ma soggetto a deterioramento in caso di pioggia e neve. La buona notizia è che in primavera, non appena le condizioni meteo lo consentiranno, Open Fiber procederà al ripristino completo e alla riasfaltatura. Così, dal prossimo anno Seren del Grappa potrà contare sulla rete ultraveloce. Non appena sarà completata la centrale di Fonzaso i cittadini cominciare ad attivare i servizi fino alla velocità di 1 Gigabit al secondo. attraverso i vari operatori di mercato. L’utente non dovrà far altro che contattare un operatore, scegliere il piano tariffario e navigare ad alta velocità. Open Fiber, infatti, n qualità di operatore “wholesale only” non vende il servizio all’utente finale ma solo all’ingrosso.

Soddisfatto il sindaco Dario Scopel: «Fin dal nostro insediamento nel 2014 ritenevamo la fibra ottica un’opera importantissima, un servizio necessario per le famiglie e imprese. Sono tra i servizi di cui la montagna e le aree periferiche hanno bisogno per guardare al futuro. Ci sono stati alcuni problemi come a volte capitano in tutti i grandi cantieri, ma con Open Fiber vi è stata sempre massima sintonia per risolvere le problematiche». Problemi per i quali Mirco De Cia, Field Manager Open Fiber, si scusa con la popolazione: «Stiamo lavorando sodo per far sì che anche in questi comuni, più piccoli e più isolati dal punto di vista geografico, si possa presto navigare fino a 1 Gigabit al secondo. Ci scusiamo con la popolazione se ci sono stati dei disagi nel corso delle lavorazioni, ma siamo convinti del valore strategico della nostra opera. Nel Bellunese con Infratel abbiamo già aperto circa 30 cantieri, grazie a investimenti pari a oltre 6 milioni e mezzo di euro».

 

Regalo di fine anno per i volontari dei Vigili del Fuoco: 150mila euro dalla Regione

Risorse fresche per i pompieri volontari: 150mila euro che serviranno a comprare attrezzature e mezzi. Una buona notizia anche per il Bellunese quella che arriva dalla Regione Veneto. La giunta, infatti, su proposta dell’assessore Gianpaolo Bottacin, ha varato ad una delibera che approva uno schema di convenzione con la Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e del Trentino Adige. Sul piatto, la concessione di un contributo speciale.

«I distaccamenti con personale volontario appartenente al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresentano per la Regione del Veneto un presidio fondamentale per il soccorso tecnico urgente, soprattutto in quei territori che sono più lontani dai principali centri urbani - sottolinea Bottacin -. Pensiamo, ad esempio, a tutte le aree montane del Bellunese, del Vicentino e del Veronese, ma non solo».

In Veneto sono presenti 30 distaccamenti di personale volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: 21 si trovano in provincia di Belluno.

«La sottoscrizione della convenzione che abbiamo approvato in giunta – precisa Bottacin – permetterà ai distaccamenti di usufruire di attrezzature e mezzi da assegnare ai distaccamenti. La ripartizione del contributo avverrà in base alle esigenze che la direzione interregionale dei Vigili del Fuoco evidenzierà. Ciò, oltre a rafforzare lo stretto legame di collaborazione della Regione e Vigili del Fuoco, permetterà al personale volontario di disporre di più adeguate attrezzature e moderni mezzi. Elementi che, visti gli scenari di intervento, sono sempre più essenziali a tutela della sicurezza di tutta la popolazione».

 

«Basta gossip: la legge di bilancio avrà ricadute positive sul Bellunese»

 

Quali sono gli effetti della legge di bilancio 2020 per il Bellunese e la montagna? Nell’incontro di fine anno con la stampa, Roger De Menech prova a dare una risposta. Anzi, più d’una. Ma non prima di essersi tolto un sassolino dalla scarpa: «Ultimamente ho sentito voci che servono solo ad alimentare il gossip - precisa il deputato bellunese del Partito democratico -. Questa legge di bilancio, invece, riporta il Paese alla normalità: smonta le clausole dell’aumento dell’Iva ed è ancorata alla concretezza».

FONDO DI SOLIDARIETÀ
De Menech rimarca le linee di finanziamento: «Aumenta il fondo di solidarietà comunale. E vengono potenziati i cosiddetti fondi destinati, in cui si passa dai 5 ai 10 milioni per quanto riguarda i Comuni montani, con un particolare occhio di riguardo per le realtà al di sotto dei 5mila abitanti. Sarà quindi rifinanziato il fondo sulle aree interne, che interessa Agordino e Comelico». I vertici del Pd bellunese non hanno dubbi: le politiche nazionali strizzano l’occhio alla montagna. E, di conseguenza, al Bellunese: «In particolare, le politiche orientate alla famiglia, grazie alla creazione di particolari capitoli che spaziano dal bonus bebè all’assegno universale di natalità. Così si agevolano le giovani coppie che intendono mettere al mondo dei figli. Se parliamo di spopolamento, è l’unica strada per invertire la tendenza».

INVESTIMENTI
A livello di investimenti, si punta soprattutto «sull’efficientamento energetico, oltre allo sviluppo territoriale e al dissesto. A questo proposito, saranno a disposizione risorse ingenti per Comuni, Province e città metropolitane. In generale, riconoscere le differenze tra territori, e poi finanziarle, è la chiave di volta». In ambito culturale, invece, è stato creato un fondo per i piccoli musei. Fari puntati poi sul miliardo di euro per le Olimpiadi invernali 2026: «Più o meno il 40 per cento arriverà in Veneto. E una buona parte della percentuale dovrà raggiungere la provincia di Belluno, affinché si possa finanziare una serie di opere infrastrutturali». De Menech cita poi la legge sul credito di imposta per gli impianti sportivi pubblici: «Grazie a questa legge, è stato possibile realizzare il campo in sintetico del San Giorgio Sedico». 
Insomma, il Partito democratico guarda al nuovo anno solare con fiducia: «L’obiettivo è quello di interrompere la stagnazione della nostra economia. E procedere lungo la strada di uno sviluppo sostenibile». 

 

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