Pioggia di euro per le imprese turistiche: 9,5 milioni dalla Regione

Periodo d’oro per il turismo. Nel vero senso della parola: dalla Regione arrivano 9 milioni e mezzo di euro per le imprese della ricettività. Si tratta di due bandi diversi, che hanno un unico obiettivo: rendere l’offerta turistica sempre più al passo con i tempi.

Il primo bando (da 6 milioni e mezzo di euro) guarda all’internazionalizzazione. E prevede l’erogazione di contributi alle aggregazioni di piccole medie imprese del settore per l’attuazione di interventi che fortifichino l’orientamento alla domanda anche in campo internazionale. In particolare, il bando si propone di favorire due tipologie di interventi: progetti rivolti alla valorizzazione di destinazioni turistiche, favorendo aggregazioni di imprese fortemente rappresentative dei territori interessati; e progetti studiati per la promozione di prodotti turistici trasversali a più destinazioni nella regione, con priorità a quelle che includono uno o più siti Unesco (in questo caso, Dolomiti le montagne di Venezia può giocare un ruolo importantissimo). Le domande di partecipazione al bando potranno essere presentate dal 5 novembre prossimo fino al 25 febbraio 2021.

Il secondo bando invece guarda all’innovazione. E prevede 3 milioni di euro per sostenere la ripresa post-Covid attraverso la riqualificazione delle strutture ricettive. In questo caso, i contributi saranno erogati perl’acquisto o la consulenza relativi a hardware/software per videoconferenze, sistemi e soluzioni per lo smartworking e il telelavoro, internet, cyber security e compagnia. Ma anche per interventi volti a favorire la connettività a banda ultra larga e per abbattere le barriere architettoniche informatiche. 

 

Biblioteca chiusa, Addamiano interroga: «Ripristinare i servizi culturali»

 

«Dopo molti, troppi mesi di attesa e di grave incertezza, cosa si intende fare per garantire i servizi culturali offerti dalla Biblioteca?». A chiederselo è Raffaele Addamiano.

Il consigliere di minoranza, legato alla lista Obiettivo Belluno-Fratelli d’Italia, ha presentato una specifica interrogazione al sindaco Massaro e all’assessore Perale: «La Biblioteca civica - si legge - offre due sale di lettura, un'emeroteca, una sala con opere di consultazione generale, una sala dei cataloghi e una di distribuzione-informazione, un patrimonio librario antico e moderno per la consultazione e il prestito a domicilio di oltre 100mila documenti, l'accesso al prestito inter-bibliotecario e alla riproduzione nazionale e internazionale dei documenti posseduti da altre biblioteche e tanto altro». Ma tutto è sospeso: «E lo è dal lontano 16 dicembre 2019, a seguito dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Crepadona e della mancata apertura di una alternativa sede provvisoria, nonostante le pubbliche rassicurazioni al riguardo da parte dell’amministrazione del capoluogo». 

Addamiano chiede di agire: «La scuola è iniziata per 22.994 studenti della provincia dolomitica. E, poiché il diritto costituzionale allo studio trova coerente applicazione anche attraverso l’accesso e l’utilizzo dei vari servizi bibliotecari, chiediamo di conoscere quali effettivi interventi, pur nell’era della pandemia mondiale, siano previsti per il ripristino dei servizi culturali». 

 

Parola alle urne: 163mila bellunesi al voto per regionali e referendum

Silenzio, parlano le urne. Dopo un mese di appelli al voto, di promesse elettorali e di “chi offre di più”, tocca agli elettori.

Sono 163.138 i bellunesi chiamati al voto. La maggior parte riceverà due schede, quella per le elezioni regionali e quella per confermare o respingere la modifica costituzionale (il referendum sul taglio dei parlamentari). Alcuni bellunesi (cadorini e agordini) riceveranno anche la terza scheda, quella per il rinnovo del consiglio comunale.

URNE COMUNALI 

Vanno a elezioni otto Comuni (dovevano essere nove, ma a Lozzo non si è presentato nessun candidato e quindi sarà commissariamento).

In Agordino, lotta a Gosaldo: Stefano Da Zanche contro Morena Dal Don.commissario invece a Voltago dove Giovanni Soppelsa è l’unico candidato, contro il quorum. Grande alleanza in quel di Colle Santa Lucia: Paola Frena è certo del bis, visto che contro ha una lista civetta.

Zoppè: lista "Bronze squerte” a sostegno di Paolo Simonetti da una parte, e Igor Simonetti di “Insieme per Zoppè” dall’altra.La sfida vera è in Valboite, dove tutti i Comuni vanno al voto. A San Vito, Franco De Bon tenta il bis contro Emanuele Caruzzo. A Borca, Sala corre per il terzo mandato, ma deve vedersela con Luigi Schiavone. A Vodo, tre liste: Domenico Belfi per il bis, contro Elio Marchini ed Eugenio Tartaglia.Duello vero a Valle. La sindaca uscente Marianna Hofer vivrà il duello più entusiasmante: lo sfidante è Matteo Toscani, già sindaco e vice presidente del consiglio regionale fino al 2015. E a sostegno di Hofer ieri sera sono arrivati i pezzi da novanta della Lega a chiudere la campagna elettorale: endorsement di Bottacin, Gidoni e il senatore Saviane, accompagnati da lady Angela Colmellere. 

URNE REGIONALI

In Regione è Zaia contro tutti. Il governatore uscente schiera cinque liste, una “grosse koalition” con Forza Italia e Fratelli d’Italia. E alcuni nomi di spicco di Lega e Centrodestra.

Per il Pd corre Arturo Lorenzoni, docente universitario di Padova, scortato da bellunesi Dem e verdi.

E gli altri? C’è il partito dei veneti di Antonio Guadagnini. C’è il M5S di Enrico Cappelletti. E c’è Italia Viva, che corre con Daniela Sbrollini appoggiata dai socialisti dolomitici. Corrono per il posto da governatore anche Paolo Benvegnù e il simbolo falce e martello (Solidarietà Ambiente Lavoro), Patrizia Bertelle (Veneto Ecologia Solidarietà), Simonetta Rubinato (Veneto per le autonomie), Indipendenza noi Veneto e il Movimento 3 V (contro l’obbligo vaccinale). 

DUBBIO ASTENSIONE

Si vota domenica 20 dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Il punto interrogativo riguarda l’affluenza. Il periodo dell’anno non agevola. Le norme anti-Covid neppure. 

Per conoscere tutti i candidati bellunesi alle regionali, leggi qui Le regionali entrano nel vivo: ecco tutti i nomi dei bellunesi in lizza

 

Aziende orofrutticole escluse dall’esonero contributivo: appello di Coldiretti

 

«L’esonero straordinario dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro? È un intervento indispensabile a sostegno delle filiere agroalimentari, duramente colpite dalla crisi innescata dalla pandemia». Lo ribadisce Coldiretti Veneto, secondo cui, oltre alle aziende agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole (nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura), devono rientrare nella misura anche le realtà ortofrutticole. 

Sono 12mila i produttori dell’ortofrutta veneta che hanno registrato perdite del 30% a causa dell’emergenza coronavirus: «Solo nel primo trimestre - ricorda Coldiretti - il blocco dell’export e la chiusura delle frontiere ha piegato il comparto regionale causando un calo rilevante dei prezzi dei prodotti stagionali come radicchio e lattughe (-30%), mentre per gli asparagi la percentuale saliva dal 50 fino al 70% rispetto alle annate precedenti. A questo si è aggiunto il problema della manodopera straniera ferma ai Paesi d'origine per le ordinanze sanitarie». 

Ecco perché il Decreto Rilancio, che riconosce la decontribuzione relativa ai primi sei mesi del 2020, andrebbe esteso «a tutte le imprese agricole colpite dagli effetti della pandemia e dal maltempo - insiste Coldiretti Veneto -; il cambiamento climatico ha aggravato una situazione già difficile provocando diminuzioni di reddito e costi maggiori che gli imprenditori devono ora fronteggiare». 

Da qui, l’appello: «Non si intervenga straordinariamente e in modo riservato solo verso alcuni comparti, serve una misura strutturale per garantire redditività a tutte le aziende agricole. È essenziale ridurre il costo del lavoro per le imprese, in modo da colmare il divario con il resto dell’Union europea e recuperare lo svantaggio competitivo con Paesi come la Germania, la Francia e la Spagna, dove le imprese agricole si avvantaggiano di costi molto più bassi dei nostri per dare lavoro agli stagionali». 

 

«L’amministrazione Massaro spaccia per straordinarie opere ordinarie»

 

«Largo Ugo Neri illuminata? Alla buon’ora». Il gruppo consiliare legato alla “Lega – Salvini Premier”, con il segretario Paolo Luciani, critica l’amministrazione Massaro. 

«La prima riflessione utile - prosegue Luciani - è quella legata alle tempistiche: è di questi giorni, quindi a fine estate 2020, la conclusione dei lavori in oggetto per la posa e l’avvio dell’illuminazione della stessa strada. Posa che quindi avviene con largo ritardo rispetto alle previsioni, non certo imputabili alla stringente crisi sanitaria tuttora presente dato che la promessa era di concludere l’opera entro l’anno 2019 per l’appunto. La seconda riflessione, invece, è legata alla capacità di questa giunta comunale di individuare le priorità. Soprattutto se si considera che ci sono voluti otto anni, quindi quasi un mandato e mezzo di amministrazione, per portare l’illuminazione pubblica in una di quelle vie divenute strategiche nell’assetto della mobilità urbana di Belluno». 

Luciani allarga i confini della critica: «Questa giunta e il suo sindaco non hanno un disegno per la nostra città, ma soprattutto per i quartieri meno fortunati come quelli dell’Oltrardo (Cavarzano, Cusighe, Sargnano, Fiammoi e Safforze) più volte abbandonati in questi anni. C’è il dubbio che l’ordinaria amministrazione, come portare l’illuminazione nelle strade pubbliche o la riasfaltatura delle strade secondarie e non, venga poi venduta alla cittadinanza come opera straordinaria e dettata da chissà quali circostanze. La verità purtroppo a noi appare ben diversa: ovvero, un certo immobilismo a trecentosessanta gradi su molte tematiche, prime fra tutte l’urbanistica».

 

Via libera dalla Regione: contributo di 700mila euro al Soccorso alpino

 

Anche per il 2020, il Soccorso alpino e speleologico Veneto avrà il sostegno della Regione Veneto: stanziato in questo senso, sono stati stanziati 700mila euro come contributo annuale all’attività.

«Attuiamo con piacere e riconoscenza - sottolinea l’assessora alla sanità Manuela Lanzarin - la convenzione triennale 2019-2021 in atto con Sasv-Cnsas, che prevede un importo massimo di 700 mila euro l’anno. Abbiamo scelto di erogare il massimo perché il Soccorso alpino, che opera nell’ambito del sistema di urgenza-emergenza Suem 118, è uno dei pilastri della sicurezza e del soccorso in montagna, in ambiente ipogeo e in tutti gli ambienti ostili e impervi del territorio”.

 «Arrivano dove pochi avrebbero il coraggio di avventurarsi - aggiunge Gianpaolo Bottacin, l’assessore alla Protezione civile - sono coraggiosi e preparati, rischiano la vita per salvare vite, troppo spesso messe in pericolo da comportamenti imprudenti ai quali la montagna può non lasciare scampo. La gratitudine della Regione per questi uomini e donne deve essere quella di ogni cittadino che frequenta la nostra montagna e anche di chi ci vive».

Le attività per le quali è stato disposto il finanziamento sono molteplici: la preziosa formazione degli operatori, il soccorso vero e proprio con tutti i suoi aspetti organizzativi, tecnici e logistici, gli aspetti amministrativi, organizzativi e tecnici per l’attività del personale, l’adeguamento, ammodernamento e manutenzione delle dotazioni strumentali.

Il contributo regionale sarà erogato per il 70% (490mila euro) a seguito della pubblicazione della delibera sul bollettino ufficiale della Regione Veneto e per il rimanente 30% (210mila euro) a seguito di una relazione sull’attività svolta da presentarsi a cura del Soccorso Alpino e Speleologico entro il 21 febbraio 2021.

 

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