De Menech: «Estendere il bonus edilizia per rilanciare il settore»

 

«Rendere strutturali e permanenti nel tempo gli incentivi e gli strumenti previsti dal cosiddetto bonus edilizia». A chiederlo è Roger De Menech, che ha presentato un ordine del giorno nell’ambito della conversione in legge del decreto ‘rilancio’.

«La norma - sottolinea il deputato - rappresenta un necessario intervento per il rilancio di tutto il settore edilizio nazionale e lo strumento per garantire, soprattutto in questo particolare momento storico, lo sviluppo del settore in chiave di efficientamento energetico e di messa in sicurezza del territorio nazionale». 

Il bonus prevede una detrazione pari al 110 per cento delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici sostenute dal 1. luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, nonché incentivi per il fotovoltaico e le colonnine di ricarica di veicoli elettrici. 

«In questa ottica - afferma ancora De Menech - particolare valore assume la norma per i territori dei piccoli comuni e di aree interne di montagna. È certamente positivo che il bonus sia stato da subito esteso alle seconde case: in un’area come il Bellunese, con decine di migliaia di emigranti che mantengono l’abitazione di famiglia nei paesi di origine, questo strumento contribuirà a evitare il depauperamento del patrimonio edilizio. Abbiamo comunque chiesto di rendere permanente oltre il 2021 la misura per tre motivi: sostenere il settore dell’edilizia; recuperare i centri storici dei piccoli borghi alpini ed evitare nuove colate di cemento e consumo di suolo».

 

La Lega punge Massaro: «La città vive in uno stato di ibernazione»

 

«Massaro è al 56.8% del gradimento? Si tratta del 6.4% in meno rispetto a quando è stato eletto, nel 2017. Il nostro primo cittadino esulta per questo risultato “brillante”, ma la città è ferma, immobile e vive in uno stato di ibernazione totale». La Lega attacca il sindaco del Comune capoluogo.

E lo fa con il segretario Paolo Luciani e il capogruppo in consiglio, Luciano Da Pian: «Non sono state rispettate le promesse in materia di viabilità. Il progetto di completamento del Fio2 è fermo, la nuova rotatoria in via Vittorio Veneto rischia di congestionare il traffico, la progettualità del ponte sul Piave appare come un sogno tanto bello quanto irrealizzabile. Anche la punta di diamante di questa amministrazione lascia il tempo che trova: la tanto sbandierata rigenerazione urbana, infatti, procede lenta. Manca quella cabina di regia comunale che, da molto tempo, chiediamo. E fortunatamente viene supplita dalle realtà associative del terzo settore bellunese».

I leghisti chiedono progetti di rilancio: «Le periferie sono lasciate al degrado, così come i cimiteri e quelle aree che, alle porte della città, sono un pessimo biglietto da visita. Anche il centro storico è lasciato a se stesso: ancora una volta il merito di una dignitosa presentazione delle nostre piazze va dato ai commercianti». 

Non manca un accenno al turismo: «L’estate è ormai in corso, il salvataggio del Nevegal è arrivato, con un tocco che osiamo definire magico dopo anni di immobilismo e un inutile rimpallo di accuse verso la Regione Veneto, dimostratasi sempre collaborativa sulla questione degli impianti». Luciani e Da Pian bocciano, quindi, l’amministrazione Massaro: «La città è ferma al 2012, anno in cui il sindaco vinse per la prima volta. In politica si è soliti dire che, nel secondo mandato di un primo cittadino, si vedono i progetti introdotti, si vedono le opere, si vedono i risultati. Ebbene l’impressione è ben altra». 

 

Gradimento dei sindaci: Jacopo Massaro è secondo in Veneto

 

Jacopo Massaro è il secondo sindaco più amato in Veneto. E guadagna venti posizioni a livello nazionale: cresce il gradimento dei cittadini nei confronti del primo cittadino di Belluno. A testimoniarlo è il “Governance Poll 2020”, pubblicato oggi dal Sole 24 Ore e realizzato da Noto Sondaggi.

Dopo aver conquistato la ventisettesima posizione assoluta, su 105 sindaci in graduatoria, Massaro entra per la prima volta fra i primi trenta. E, in regione, è secondo solo a Luigi Brugnaro di Venezia. 

Proprio il sindaco del capoluogo non nasconde la sua soddisfazione. Anche perché, rispetto all'ultima edizione del sondaggio (gennaio 2017), ha scalato ben 20 posizioni e guadagnato quasi il 3 per cento dei consensi: «È un risultato che ci soddisfa e ci onora - commenta -. È il frutto di un lavoro di squadra che in questi anni ha dovuto superare grandissime difficoltà, come per esempio la tempesta Vaia che ha reso impegnativo cercare di soddisfare tutte le aspettative dei nostri concittadini. Ma non ci riposeremo sugli allori, anzi: lavoreremo con ancora più impegno per ricambiare la fiducia che ci è stata data dai bellunesi».

 

«Trasporto pubblico: sanificazioni costanti, i nostri mezzi sono sicuri»

 

«Stiamo monitorando la situazione del trasporto pubblico, dopo l’entrata in vigore del nuovo orario estivo. Auspichiamo di migliorare ulteriormente il servizio». È quanto afferma il consigliere provinciale delegato ai trasporti, Dario Scopel, all’indomani della riattivazione del servizio urbano di Belluno, Feltre e Auronzo, che arriva a brevissima distanza dal ripristino di nuove linee extraurbane.

«Ci rendiamo conto che il servizio presenta ancora carenze e siamo al lavoro per migliorare ulteriormente la situazione - continua il consigliere Scopel -. Purtroppo il lockdown ha messo in luce un problema che finora non si era mai presentato, quello del crollo dell’utenza. Ma in queste ultime settimane abbiamo visto una piccola inversione di tendenza, che può fare ben sperare. Lo dice anche un recente sondaggio nazionale». Il riferimento è a un’analisi condotta da Swg relativa alla percezione di sicurezza dei cittadini nell’andare a fare la spesa, nell’entrare in bar e ristoranti, e anche nell’usare i mezzi pubblici.

A maggio l’uso di bus e corriere era avvertito come sicuro dal 17% degli intervistati, nell’ultima settimana il valore è cresciuto fino al 32%. «Si tratta di un dato nazionale, ma riscontrabile anche a livello locale - continua il consigliere Scopel -. È ancora un dato basso, purtroppo, che rende misura della paura della popolazione. I nostri mezzi sono sicuri e gli utenti possono cominciare a recuperare fiducia nell’utilizzarli. Chi saliva abitualmente su bus e corriere prima del coronavirus e ora non lo fa più, può sentirsi sicuro. Le sanificazioni sono costanti e non ci sono problemi di nessun genere. Tra l’altro, l’aumento dei passeggeri potrà essere la chiave per spingere ulteriormente verso il ritorno alla normalità e la riattivazione di ulteriori corse».

 

Scarzanella: «Il traffico bloccato danneggia anche le nostre imprese»

 

«Le code? Non fanno solo il male del turismo: danneggiano anche la competitività delle nostre imprese». Ad affermarlo è la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella, all’indomani dell’ennesimo episodio di traffico bloccato sulla strada verso il Cadore e Cortina.

«Alla lunga i turisti che impiegano oltre quattro ore per percorrere i 150 chilometri tra Cortina e Venezia si stancheranno e sceglieranno altre località. E per questo vanno risolti subito i nodi che creano le code - continua la presidente Scarzanella -. I lavori attivi sono indispensabili, e ben vengano: erano anni che li chiedevamo. Dobbiamo, però, trovare le soluzioni più adeguate per fare in modo che i cantieri siano messi in condizione di ridurre al minimo i rallentamenti, per esempio attraverso l’impiego di movieri. Nel breve periodo, in un’estate che sarà di grande rilancio per la montagna, non possiamo permetterci di perdere l’occasione di intercettare i flussi dalla pianura. In questo senso, l’esenzione dal pedaggio autostradale, soprattutto durante i fine settimana, potrebbe essere il modo giusto per incentivare i turisti ad arrivare nel Bellunese». 

Il problema infrastrutturale è sotto gli occhi di tutti: «E non emerge solo nei fine settimana, ma ogni giorno, perché sta costando caro anche alle nostre imprese, che già scontano la marginalità geografica. Serve un intervento risolutivo. Anche perché con i collegamenti si può combattere lo spopolamento delle terre alte». 

 

«Aumentare ulteriormente i fondi per le paritarie»: Forza Italia guarda alla scuola

Raddoppiano i fondi a sostegno delle scuole paritarie. «Ma si può e si deve fare di più: per le famiglie, soprattutto nel nostro territorio, gli istituti paritari sono fondamentali per garantire istruzione e formazione primaria». A dirlo è Dario Scopel, coordinatore provinciale di Forza Italia.

La richiesta arriva subito dopo l’approvazione di un emendamento al Dl Rilancio da parte della Commissione Bilancio della Camera (a firma del bellunese Dario Bond).

«Le risorse disponibili passano in questo caso da circa 150 a quasi 300 milioni di euro: si tratta di un’autentica boccata di ossigeno in un momento tanto difficile quanto cruciale per il futuro della scuola, soprattutto nei territori periferici, come la gran parte di quello bellunese - commenta Scopel -. Tanto più che nella nostra provincia, ma anche in Veneto, la maggior parte delle scuole materne sono paritarie, garantite da soggetti che suppliscono alla carenza del servizio pubblico. Che sarebbe delle nostre comunità locali senza la presenza di questi asili? Quante famiglie deciderebbero, anche in base a questa ulteriore carenza, di “scendere a valle”?».

La domanda è legittima. E allora, ecco la richiesta: «Il fondo di sostegno alle paritarie dovrà essere ulteriormente implementato, proprio a vantaggio delle materne presenti nelle aree marginali dove meno garantita è la presenza del servizio pubblico».

 

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