Sale l'indennità dei sindaci: 500 euro in più per i piccoli Comuni

 

Forse le elezioni amministrative non saranno più una mission impossibile nei piccoli Comuni di montagna. Perché dovrebbe essere più facile trovare qualcuno di buona volontà disposto a fare il sindaco. La “paga” non è dorata, ma in aumento. 

Da qualche giorno infatti è ufficiale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell'Interno per l'incremento dell'indennità di funzione per l'esercizio della carica di sindaco nei Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti. Che sono la maggior parte in provincia di Belluno: su 61 Comuni, 42 hanno meno di 3mila abitanti (addirittura 17 non arrivano a quota mille). 

Le indennità dei sindaci di questi Comuni sono incrementate fino all'85% della misura dei “colleghi” primi cittadini di territori con popolazione fino a 5.000 abitanti (che prendono 1.952 euro lordi al mese). Tradotto, significa che nei Comuni fino a mille abitanti l'indennità aumenta di 497,35 euro al mese; nei Comuni da 1.001 abitanti a 3.000, l'indennità di funzione aumenta di 357,91 euro al mese.

«Si tratta di un provvedimento positivo - commenta Marco Bussone, presidente Uncem (Unione nazionale Comuni ed enti montani) - che ridà piena dignità agli enti e li impegna a lavorare insieme per lo sviluppo economico del territorio».

 

I partiti scaldano i motori. E ci sono già i primi nomi per le regionali

Pd tra vecchi e nuovi. Lega con il dubbio terza lista. Comincia a prendere forma la bagarre delle regionali. Un po’ in sordina, forse; ma il periodo balneare non agevola certo la corsa della campagna elettorale (Covid e strapotere del governatore uscente neppure). Per la presentazione delle liste c’è ancora qualche giorno di tempo. E ruoterà tutto attorno a un dubbio amletico in casa Lega: terza via sì o no? Confermatissime la lista di partito e la lista Zaia, resta sospesa la lista degli amministratori, che nel Bellunese potrebbe portare qualche sindaco a correre per il terzo mandato del presidente uscente. Si fa strada, ad esempio, il nome di Silvia Cestaro (primo cittadino di Selva di Cadore), mentre tra le altre due liste sembrano certi di un posto sia Franco Gidoni che Gianpaolo Bottacin.

In casa Fratelli d’Italia resta da capire cosa farà Luca De Carlo. Pare sempre più probabile la rincorsa alle suppletive di Verona: c’è in ballo un posto al Senato. Per Venezia, invece, dovrebbero correre i bellunesi Pierluigi Svaluto Ferro e Serenella Bogana. Restando nel Centrodestra, correrà sicuramente il coordinatore provinciale di Forza Italia, Dario Scopel.

E il Pd? La lista è chiusa. Per un posto a Palazzo Ferro Fini correranno Edi Fontana (vice sindaco a Limana), Adis Zatta (assessore a Feltre), Cristina De Donà (insegnante), Maria Teresa De Bortoli (già sindaco di Pedavena) e Fabio Candeago (psichiatra). 

 

Raccolta firme contro il Governo Conte: Fratelli d’Italia a Sedico

 

Per la prima volta, Fratelli d’Italia Belluno-Dolomiti porta il proprio gazebo anche in piazza a Sedico: lo scopo? Promuovere una raccolta firme con cui chiedere le dimissioni del Governo Conte. 

Quella sedicense è solo la prima tappa di un vero e proprio tour, che toccherà anche Agordo, Feltre, Pieve di Cadore e ovviamente Belluno. 

Tornando all’attualità più stretta, in occasione del mercato settimanale il gazebo sarà presente questo giovedì (domani) nei pressi del municipio, dalle 9 alle 12:30. Sarà possibile firmare per la petizione, ma anche scambiare qualche opinione con i militanti, ricevere informazioni o effettuare il tesseramento al partito. 

Per chi volesse firmare, ma non riuscisse ad arrivare negli orari previsti, l’iniziativa verrà replicata il giovedì successivo. In alternativa, si può contattare Fratelli d’Italia Belluno-Dolomiti dalla pagina Facebook, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;o contattando la responsabile dell’organizzazione, Monica Mazzoccoli, al numero 04371956508. 

 

Trasporto pubblico locale: nuovi orari pensati per il cicloturismo

 

Il servizio di trasporto pubblico si amplia. 

Da oggi (venerdì 7) saranno aggiunti nuovi orari a beneficio del cicloturismo. La Provincia, infatti, ha dato il via libera all’attivazione di una coppia di corse in andata e ritorno sulla linea 31 (Tai-Auronzo-Tre Cime). I collegamenti saranno effettuati nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, fino al 13 settembre; sempre con autobus dotato di carrello porta-biciclette. 

«Si tratta di una risposta concreta alle richieste avanzate dal Comune di Auronzo - spiega Dario Scopel, il consigliere provinciale delegato alla mobilità e ai trasporti -. Soprattutto nel mese di agosto, diventa fondamentale garantire un servizio di supporto alla mobilità turistica. In questo caso, verso Misurina e le Tre Cime, ma senza dimenticare altre zone e senza dimenticare neppure le esigenze delle comunità locali. Motivo per cui dall’inizio del mese abbiamo ampliato alcune corse extraurbane, con un aggiunta di quasi 3.300 chilometri settimanali».

Le aggiunte interessano principalmente la linea Caprile-Arabba, Caprile-Colle S.Lucia-Pescul, Longarone-Forcella Staulanza, Tai-Padola-Danta, Belluno-Puos-Valdenogher, Belluno-Chies-Lamosano, Masarè-Cortina-Tre Cime e Cortina-Giau-Pescul.

 

Piccoli interventi sulle scuole: la Provincia ricava nuovi spazi per settembre

Linee guida e muratori. Il rientro sui banchi di scuola, a settembre, non sarà un problema. La Provincia sta lavorando alacremente per l’avvio del nuovo anno scolastico. Con piccoli interventi di “edilizia leggera”, in modo da ricavare gli spazi adeguati alle nuove esigenze della didattica post-Covid.

«Stiamo lavorando principalmente alla sistemazione di quegli spazi inutilizzati che ogni plesso scolastico ha e che torneranno a essere utili alle attività didattiche - spiega la consigliera provinciale delegata, Serenella Bogana -. In questi giorni, magazzini, scantinati usati come ripostiglio e altre stanze vengono liberati dal materiale e bonificate. In questo modo si ricavano aule in più. Inoltre, stiamo riconvertendo alcune aule, con l’installazione di pareti mobili e piccoli lavori in cartongesso. La spesa finale supererà quella coperta dai Fondi Pon, 500mila euro arrivati in Provincia proprio per far fronte alla ripartenza post-Covid. Per settembre, in ogni caso, potremo partire senza problemi, con spazi adeguati e rispetto del distanziamento».

Tra gli interventi di “edilizia leggera”, la sistemazione dell’ex appartamento del custode al Galilei (quasi completato, per circa 40mila euro), il ripristino dell’aula di musica del Segato (circa 35mila euro), e la realizzazione di un’aula sotto i portici del Catullo (poco meno di 20mila euro). Senza contare una lunga serie di adeguamenti e lavori di importo inferiore, come l’acquisto di un capannone per assicurare la ricreazione al Brustolon e al Segato (circa 24mila euro). «Nel frattempo, proseguono anche altre tipologie di intervento che non c’entrano con gli adeguamenti richiesti dal Covid - sottolinea Bogana -. Come ad esempio l’installazione di alcuni sanificatori d’acqua a servizio dei laboratori di cucina del Dolomieu, o sistemazione di infissi e tinteggiature interne. I nostri ragazzi troveranno a settembre luoghi adatti allo studio e alla formazione. Sappiamo che sarà un anno non semplice, ma contiamo in una ripartenza il più regolare possibile».

 

«Manca il confronto, la maggioranza prende tutto con leggerezza»

 

«O troviamo le energie morali e intellettuali per trasformare il dramma in opportunità e produrre un cambiamento epocale, oppure ci abbandoniamo senza reagire a una deriva dalla quale sarà difficile tornare a riva». Ad affermarlo è Paolo Gamba, capogruppo di “Belluno è di tutti”, a Palazzo Rosso. 

«In una città ben amministrata - prosegue - l’indirizzo strategico è quello che risponde alle domande “chi siamo?”, “dove siamo?” e “dove vogliamo andare?”. Per arrivare a questo, però, non si può prescindere dal proficuo confronto tra le componenti di maggioranza e di minoranza. È necessario raccogliere il contributo di tutte le forze sociali e culturali per costruire un progetto da sottoporre al giudizio dei cittadini. Amministrare una città capoluogo di provincia non è un gioco. Oggi, purtroppo, ci sembra che manchi questa consapevolezza e che ogni iniziativa sia messa in campo solo per zittire qualcuno o dare un contentino a qualcun altro. Tutto viene preso con estrema leggerezza». 

Fari puntati sul Nevegal: «È fermo e tutto ricade sulle spalle degli operatori. Il Comune ha fatto fallire la società e con essa sono falliti pure il primo cittadino e la sua amministrazione. Ma gli esempi sono tanti: il pressapochismo sul fronte Inlab, l’attesa lunga anni del Ponte Bailey, le manutenzioni, la scuola, le categorie economiche, il turismo…». 

Gamba ripensa al 2008: «Allora c'è stata un'accelerazione dei processi innovativi e si è assistito allo sviluppo di imprese basate sulle tecnologie digitali. Oggi? Siamo nella stessa situazione: ci aspetta un nuovo boom delle imprese che sapranno innovare, accentuando così le già forti differenze di performance in atto, in relazione alle caratteristiche dei diversi comparti, alle dimensioni dell’impresa e al contesto nel quale questo Comune opera. Se questa battaglia verrà affrontata solo in un’ottica di sopravvivenza, lascerà nel nostro tessuto economico e produttivo ferite non rimarginabili. Se sapremo invece cambiare mentalità, allora metteremo la nostra comunità nella condizione di uscire da un declino altrimenti certo». 

 

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