Alpago

 

Grazie a un contributo di 8mila euro, il Comune di Alpago dà nuovo impulso alle ricerche archeologiche nel sito di “Pian de la Gnela”. E, in questo senso, l’associazione “Circolo Amici del Museo dell’Alpago” esprime grande soddisfazione per lo stanziamento. 

Due i progetti di ricerca archeologica: «Procederemo con un primo sondaggio stratigrafico nell’area situata lungo le pendici del Col Visentin - spiega il presidente Eugenio Padovan - dove lo scorso anno è stata ritrovata una lamina bronzea a pelle di bue, con iscrizione latina puntolinata. Lo scavo è finalizzato a verificare se, in quell’ambito, potesse trovarsi un luogo di culto di età romana, come presupposto dalla linguista Anna Marinetti della Ca' Foscari di Venezia». 

Il secondo progetto riguarda, invece, “L’indagine archeologica del territorio di Alpago attraverso Lidar Dtm”. Ovvero, elaborazioni e lettura di rilevazioni all’infrarosso, affidate al ricercatore dell’università inglese di Durham Paolo Forlin. A cosa puntano? A individuare le evidenze archeologiche complessive e di dettaglio dei siti delle necropoli di Pian del la Gnela (VII-V sec. a.C.) e di Staol di Curago (I-IV sec. d.C.) con gli insediamenti stabili di quelle popolazioni stanziate lungo le pendici del Monte Dolada a 1000 metri di altitudine. 

«L’amministrazione ha dedicato grande attenzione all'opera di promozione delle risorse rinvenute nel sito di Pian de la Gnela - sottolinea la vice sindaca del Comune di Alpago, Vanessa De Francesch -. Questi importantissimi siti potrebbero riservare in futuro ulteriori e positive sorprese ed è per questo che si è deciso di proseguire con il finanziamento di nuove indagini. Anche in previsione dell'allestimento di alcune sale museali nella sede del municipio di Pieve». 

Le ricerche verranno coordinate con il coinvolgimento del vicino Comune di Ponte nelle Alpi, che ha subito dimostrato interesse e sensibilità per l'iniziativa.

 

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