Belluno

La leggenda racconta che nella conversione dell’imperatore Costantino due furono i fattori principali. Paralleli ed efficaci allo stesso modo il sogno avuto prima della battaglia del Ponte Milvio (con la visione della croce e la famosa frase “in hoc signo vinces”), e la fede incrollabile della madre. Vista la vasta serie di racconti su Sant’Elena (che si festeggia oggi, 18 agosto), c’è da scommettere che l’influenza della madre fu più forte di ogni altra cosa, sogno compreso. L’agiografia infatti assegna a Sant’Elena una scoperta sensazionale, in grado di far convertire al cristianesimo migliaia di romani. 

La madre di Costantino si trovava in pellegrinaggio in Terra Santa per espiare le numerose colpe del figlio (altro che santo, come lo ha dipinto la storiografia cristiana: l’imperatore dell’editto di Milano è stato quello che ha ucciso più rivali al soglio imperiale in tutta la storia romana). Salita al Golgota per purificare il luogo sacro dagli edifici pagani fatti costruire dai romani, scoprì gli strumenti della Passione, la corona di spine, il flagello e altre reliquie. Ma soprattutto, rinvenne la vera croce di Cristo. Così racconta la tradizione. E per provare che si trattava davvero del legno su cui era stato inchiodato Gesù, venne fatto un esperimento: fu portato un cadavere e venne messo sulla croce; in pochi minuti la salma risuscitò. Ecco perché nella simbologia della santa c’è sempre la croce.

Anche la statua di Sant’Elena presente a Belluno la raffigura con la croce. Campeggia sulla fontana di piazza Santa Maria dei Battuti (una copia del Novecento; l’originale, cinquecentesca, è conservata al museo civico).

 

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