Film sotto le stelle: il Nevegal diventa un cinema a cielo aperto

 

Cinema all’aperto per la prima volta in Nevegal. 

Domani sera (sabato, ore 21) il Colle sarà il teatro a cielo aperto di una proiezione davvero speciale, come quella del film “Antropocene - L'epoca umana”. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Comune di Belluno e il Cinema Italia.

«Far rivivere il rito del cinema nella location del Nevegal - commenta il gestore dell'Italia, Manuele Sangalli – è una grande opportunità. Senza considerare che il film in questione parla di ambiente: quindi, quale miglior scenario dell'Alpe? Sarà una situazione particolare, sono rarissime le occasioni in cui vengono effettuate proiezioni in contesti naturali. Speriamo che il tempo regga, potrebbe essere un buon segnale per riproporre l'iniziativa anche il prossimo anno. Ringrazio il Comune e la Protezione civile per il supporto».

Niente posti a sedere, solo un immenso prato all'Agriturismo Faverghera che potrà ospitare al massimo 200 persone: per tutti gli spettatori, l'invito è di portarsi una coperta. Ogni spazio sarà distanziato di circa 1,20 metri da quelli circostanti, in modo da rispettare le norme sul distanziamento.

Soddisfazione per l'iniziativa viene espressa dall'assessore comunale a manifestazioni ed eventi, Yuki D’Emilia, che sottolinea come «in tempi di ripresa post Covid il cinema all'aperto sia un segnale positivo per un ritorno verso la normalità. E come ancor più positiva sia la possibilità di offrire delle proiezioni in Nevegal, oltre a quelle programmate in centro città».

 

Acquaforte al sapore di Venezia: i grandi vedutisti in mostra al Fulcis

Venezia vista dalle Dolomiti. Tra le Dolomiti. Con decine e decine di punti di vista. Quelli dei più grandi vedutisti del Settecento, e quella delle stampe. Un tesoro di Palazzo Fulcis che raramente viene mostrato al grande pubblico e che verrà svelato nella prima rassegna dopo la riapertura del museo civico.

“Venezia dalle Dolomiti” è una mostra incentrata sulle stampe di riproduzione di vedute della città lagunare. E vuole essere un momento di riflessione sull’importanza della raccolta grafica, e in particolare sulla collezione di incisioni del Fondo Alpago-Novello. Artisti e personalità poco note forse, ma che risultano spesso essere tra i massimi interpreti dell'acquaforte nel "secolo del rame", il Settecento.

La mostra, a cura di Denis Ton, con la collaborazione di Enrico Tonin, sarà visitabile a Palazzo Fulcis dal 1° agosto al 20 settembre. Esposte al pubblico, 45 stampe di Giambattista Brustolon, Antonio Sandi, Marco Sebastiano Giampiccoli, Antonio Baratti, tutti spesso alle prese con le meravigliose invenzioni di alcuni dei più grandi vedutisti del secolo, fra i quali il Canaletto, e capaci di dare un contributo fondamentale alla diffusione dell’immagine di Venezia nel mondo degli amatori e dei viaggiatori del Grand Tour.

Un viaggio in laguna, creato da artisti che pur venendo dalla vicina montagna hanno dato forma a ricordi e sogni di chi ha amato e vagheggiato Venezia.

Il vernissage è fissato per venerdì 31 luglio, alle 17, nella corte del museo, con visita a cura del conservatore Denis Ton. I posti sono limitati e l’accesso alla mostra avverrà per piccoli gruppi (prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure 0437 956305).

 

Cinque sensi e un museo: il Fulcis apre le porte ai bambini

 

Due appuntamenti per coinvolgere e stimolare i bambini, dai 7 ai 12 anni. Dove? Al Museo di Palazzo Fulcis. Quando? Sabato 25 luglio e il 1. agosto.

Nelle due mattinate, dalle ore 10 alle 12, Paola Nard e Valentina Gregato di Tadalab guideranno i partecipanti alla scoperta del Museo: lo faranno attraverso il gioco e utilizzando non solo la vista, ma anche il tatto, l’olfatto, l’udito e il gusto.

Ogni sala offrirà lo spunto per immergersi in dettagli e particolari inediti, grazie anche a uno speciale libretto che si completerà durante la visita. Alla fine, tutti saranno messi alla prova con la modellazione della ceramica. 

I bambini potranno partecipare a entrambi gli appuntamenti, fino a un massimo di dieci per mattinata; dovranno indossare la mascherina e verranno suddivisi in due gruppi di cinque elementi ciascuno, rispettando le indicazioni e precauzioni necessarie. 

Informazioni e iscrizioni, entro il 22 luglio, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il costo per la partecipazione a ogni incontro è di 5 euro, mentre i giovani protagonisti dovranno portare astuccio con forbice, bandana o sciarpa per bendarsi, scatola da scarpe, acqua e merenda.

 

Francesca Mussoi selezionata al “Torneo letterario di Robinson”

 

C’è anche un’autrice bellunese fra i protagonisti di un concorso di respiro nazionale: il “Torneo letterario di Robinson”. Ovvero, la sezione culturale del quotidiano “La Repubblica”. 

È la “nostra” Francesca Mussoi, selezionata dal giornalista Giorgio Dell’Arti per “La bambina con le infradito” (Infinito edizioni). Indipendentemente dall’esito finale del concorso, essere inseriti in un contesto letterario di questo tipo è un privilegio che spetta a pochi. E un motivo di grande soddisfazione per una scrittrice conosciuta ormai ben oltre i confini provinciali: dopo “I bambini raccontano”, “Il gallo e gli amici del bosco”, “La balena Gelsomina” e “Storie fra le nuvole”, Francesca Mussoi si è concentrata sulla biografia “Ho fatto centro”. E, di recente, ha dato vita ai racconti "Pane e marmellata” e “Nome in codice Covid-19”. 

Tornando al torneo letterario, la scrittrice bellunese fa parte di un nobile contesto in cui spiccano nomi del calibro di Vittorino Andreoli, Maurizio De Giovanni e Nicolai Lilin, solo per citarne alcuni. 

«Dicono che per andare lontano servano delle scarpe adeguate - è il commento dell’autrice -. E invece, a volte, basta un paio di infradito. Quelle di Mery, la protagonista del romanzo. E dei tanti lettori che hanno contribuito a portare questo libro davvero lontano». 

Per sostenere “La bambina con le infradito”, basta un click: il sito di riferimento è https://torneoletterariodirobinson.blogautore.repubblica.it/

 

A metà strada tra Berlino e Roma: Villa Gaggia e quel giorno di luglio 1943

Molti la conoscono come teatro di un incontro storico della Seconda guerra mondiale. Pochissimi sanno che ha ospitato anche il primo re dell’Egitto. Di fatto, è un autentico libro di storia. E si trova a un tiro di schioppo da Belluno. Anzi, giusto a metà strada tra Berlino e Roma: per questo Villa Pagani-Gaggia (nota solo con il secondo nome) fu scelta da Hitler e Mussolini per il loro incontro dell’estate del 1943.

È una delle ville più complesse e interessanti della provincia di Belluno. L’impianto è secentesco e difatti la costruzione è opera della nobile famiglia Pagani. Ma quello che si vede oggi è frutto di un ampliamento di fine Settecento, a firma di Alexandre Poiteau le Terrier, architetto-giardiniere di Versailles e di Fontainebleau, arrivato a San Fermo al seguito delle truppe napoleoniche; fu lui a costruire l’ala porticata e la cappella, e soprattutto a introdurre nel parco della villa il viale d’accesso, contornato di carpini.

L’imponente costruzione venne quasi completamente distrutta nella Prima guerra mondiale, ma risorse dalle sue ceneri grazie al nuovo proprietario, il senatore Achille Gaggia (da cui il nome noto ancora oggi).

Nel 1927 la villa ospitò re Fuad, sultano e sovrano d’Egitto, del Sudan, di Nubia, Kordofan e Darfur, insieme al vice primo ministro inglese lord Anthony Eden. Ma è citata nei libri di storia soprattutto per il cosiddetto “incontro di Feltre”, tra Hitler e Mussolini. 

È il 19 luglio 1943. La guerra sta cambiando volto, perché le truppe tedesche hanno perso malamente la decisiva battaglia di Stalingrado sul fronte orientale, e da qualche giorno in Sicilia sono sbarcati gli Alleati, pronti a risalire la Penisola con l’appoggio dei partigiani. La Germania sta arretrando e in Italia il fascismo è in caduta libera (pochi giorni dopo, nella notte del 25 luglio, il Gran Consiglio sfiducerà Mussolini e il re lo farà arrestare). Come se non bastasse, a Villa Gaggia arriva la notizia del primo bombardamento di Roma, avvenuto la mattina stessa. Le fonti raccontano di un duce visibilmente provato, silente e imbarazzato di fronte all’alleato tedesco. Mussolini, sprofondato in una poltrona nel salone nobile della dimora Gaggia, tenta di chiedere aiuto a Hitler, spiegando dell’attacco alla capitale. Infastidito, il führer risponde che le città tedesche sono bombardate tutti i giorni e sbotta con un «duce, so ghet es nicht» (duce, così non va bene per niente). È uno degli ultimi atti dell’incontro. Che sarebbe finito in maniera completamente diversa - e così anche la guerra - se fosse andato in porto l’attentato che era stato preparato nei minimi dettagli da alcuni alpini reduci dalla campagna di Russia. Le penne nere erano state preallertate per il servizio d’ordine. Alla fine, però, vengono sostituite dalle camicie nere e agli alpini viene imposto uno stop dal Regio Esercito (forse perché già si sapeva della notte del 25 luglio e dell’intenzione di arrestare il duce). 

Se le pareti di Villa Gaggia potessero parlare…

 

Da stasera “Estate in villa”: alla scoperta dell’arte e del gusto

 

L’arte in mezzo all’arte, tra cinema, storia, architettura, accoglienza. Ed eccellenze enogastronomiche. In tre parole, “Estate in villa”. 

Prende il via la rassegna itinerante (organizzata dal Consorzio turistico Dolomiti Prealpi con il supporto di Feel3 Srls) che punta a valorizzare lo straordinario patrimonio architettonico delle ville venete della Valbelluna: dimore dal ruolo fondamentale in un passato più o meno lontano, e che oggi conservano intatto il fascino e l’eleganza dell’architettura storica. 

Autentici tesori da scoprire o riscoprire, attraverso una serata di svago in contesti d’eccezione. Accolti negli eleganti giardini dove poter degustare un calice di vino accompagnato da squisiti cicchetti. Oppure una raffinata cena, allietata dai racconti e le descrizioni di proprietari e gestori, capaci di far rivivere antiche emozioni e regalare un’ospitalità signorile ma discreta. 

Si comincia stasera, tra le suggestioni del parco storico di Villa Miari Fulcis. La serata in villa (con aperitivo, al costo di 12 euro; con cena, 30 euro. Previsti sconti per gli under 25) sarà accompagnata, alle ore 21.30, dalla proiezione del film “La prima cosa bella” di Paolo Virzì. 

Si replica domani, ma questa volta sul grande schermo scorreranno le immagini di “Vicky Cristina Barcelona”, firmato da Woody Allen. 

Iscrizioni online dal sito www.eventbrite.it/e/113071991370. Per informazioni, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Mascherina d’obbligo, per garantire la sicurezza di tutti.

 

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