I Miracoli di Val Morel: sotto la lente del liceo artistico diventano animazioni

 

Buzzati li aveva pensati come ex voto per Santa Rita, in virtù azioni straordinarie e taumaturgiche compiute nel Bellunese. Ma adesso i “Miracoli di Val Morel” diventano cartoni animati. Grazie agli studenti del liceo artistico Catullo.

Un mix di immagini e parole. Un insieme di animazione e sonoro, per far rivivere una delle magie letterarie di Buzzati, l’ultima pubblicazione datata 1971, incredibile nella capacità di «scrivere con il pennello la sua poesia più bella» come scrisse Indro Montanelli nella prefazione de “I Miracoli”.

I ragazzi dell’artistico cittadino si sono messi d’impegno. Hanno letto attentamente i racconti che stanno dietro ognuno degli ex voto buzzatiani. Poi hanno elaborato l’animazione. Un lungo lavoro che è iniziato nel mese di gennaio, in un’alternanza continua di lezioni di letteratura e momenti laboratoriali. «È un esempio di come nascano i soggetti cinematografici che spesso partono proprio dall’analisi di un libro, di un racconto per poi passare in fase creativa al montaggio vero e proprio - commentano i giovani creatori del progetto -. È stata un’esperienza da registi».

I lavori sono stati presentati al presidente dell’associazione Dino Buzzati, che dal 1988 promuove e coordina ogni iniziativa che possa contribuire allo studio e alla diffusione dell’opera dell’autore  bellunese. E non appena le condizioni post-emergenziali lo consentiranno, saranno oggetto di una presentazione allargata.

 

"Il Piave mormorava..." scolpito sulla pietra: ecco i segreti del Ponte della Vittoria

«Muti passaron quella notte i fanti. Tacere bisognava, e andare avanti...». 24 maggio 1915. L’Italia entra in guerra e aggredisce l’impero austrungarico. Con un richiamo aperto al Risorgimento e alla liberazione dallo straniero. Come dice la “Canzone del Piave”. E come recita anche il Ponte della Vittoria. Probabilmente sono in pochi a saperlo (anche perché il passare del tempo ha reso sempre meno leggibili le iscrizioni), ma sui pannelli decorativi della passerella più vecchia di Belluno c’è proprio il testo di E.A.Mario, il compositore del “Piave mormorava calmo e placido al passaggio...”. La prima frase della canzone è ancora ben leggibile. Ed è lì dal 1926. 

La costruzione cominciò nel 1923. Il 23 maggio del 1926 re Vittorio Emanuele III pose il concio di serraglia (la pietra che chiude la volta della campata). Poi, il 17 ottobre dello stesso anno, fu aperto al traffico. Il progetto porta una firma famosa. La stessa che c’è dietro i Ponti degli Scalzi e dell’Accademia (due dei tre passaggi - oggi quattro con Calatrava - che sormontano il Canal Grande a Venezia); la stessa del Ponte della Libertà, il grande collegamento tra Mestre e Piazzale Roma. Vale a dire Eugenio Miozzi.

Il progettista scelse la campata unica, un po’ ardita ma funzionale a evitare danni causati dalle piene del fiume (che all’epoca era spesso tutt’altro che calmo e placido). E optò per il cemento armato. Eppure, gli elementi decorativi non mancano affatto. Come i pannelli che riportano, scolpiti a caratteri cubitali, i passaggi più salienti della “Canzone del Piave”. Già, “il” Piave. Il fiume che per secoli era stato femminile e che proprio in quegli anni subisce la trasmutazione al maschile. Ma questa è un’altra storia...

     

 

Cinema e audiovisivo: il regista Recalchi è presidente di mestiere

 

Confartigianato Imprese Belluno ha istituito un nuovo mestiere: “Cinema e audiovisivo”. Ne fanno parte tutte le aziende che si occupano di produzione cinematografica, doppiaggio e distribuzione di film.

Sì, perché il comparto è di assoluto rilievo (8.500 imprese per 173mila posti di lavoro tra diretti e indiretti e un moltiplicatore di valore che, dopo il settore delle costruzioni, è il più alto fra tutte le attività economiche). Di conseguenza, non poteva che essere scelto un rappresentante di mestiere illustre: Marco Recalchi, regista vincitore di vari premi internazionali, proprietario della piccola casa di produzione feltrina Ikona Film e direttore dei Gold Movie Awards di Londra, un premio dedicato al cinema indipendente. 

«Mi ha fatto molto piacere la nomina - ha dichiarato entusiasta Recalchi -. Il mio intento è quello di far sì che le piccole aziende bellunesi del settore ricevano la giusta considerazione, cosa non semplice nel nostro territorio. Basti pensare anche solo alla lontananza dai bacini dove trovare attori. In questi giorni abbiamo svolto le prime riunioni con gli altri imprenditori artigiani del comparto, in cui sono emerse le diverse necessità della provincia di Belluno. Stiamo già lavorando per incentivare le produzioni a venire qui».

La pandemia si è rivelata una mazzata: «Il settore ha subìto e subirà pesanti restrizioni - ha dichiarato la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella - quindi la possibilità di avere un rappresentante di spessore che porti le istanze della categoria a Roma ci rende orgogliosi. La cultura è un ambito essenziale e non può fermarsi: pertanto, superata l’emergenza, è necessario trovare delle soluzioni in modo che ne sia garantita la fruizione». 

 

Le urne di 74 anni fa: il documentario Isbrec ripercorre lo snodo storico

74 anni fa era tutta campagna elettorale. Anzi, referendaria. Un brulicare di quella che allora veniva chiamata propaganda, in vista delle urne del 2 giugno. Le prime a suffragio davvero universale (donne comprese), per decidere l’assemblea costituente, oltre che scegliere tra repubblica e monarchia.

Ma come si svolsero le elezioni in provincia di Belluno? Quali furono i partiti maggiormente votati? Chi gli eletti? Lo spiega un breve filmato dell’Isbrec. L’Istituto bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea non molla di fronte al Covid. Certo, non si possono organizzare comizi e parate di piazza; niente incontri pubblici. E così torna buono internet. 

Il filmato, curato dal direttore dell’Isbrec Enrico Bacchetti, si intitola “2 giugno 1946. La provincia di Belluno al voto e i padri costituenti bellunesi”. Tra documenti e testimonianze, si ripercorrono le giornate che portarono i cittadini della provincia di Belluno al referendum istituzionale e alla elezione dei membri dell’assemblea costituente. Il lavoro è lo sviluppo della mostra storico-documentaria realizzata nel 2015 dall’Isbrec con la collaborazione della Prefettura e del Comune capoluogo, per capire come il Bellunese partecipò a un passaggio fondamentale per la storia dell'Italia repubblicana.

Il video si trova su YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=FOHUNAURhLk).

 

Celebrato per secoli e oggi quasi dimenticato: San Gioatà, primo patrono di Belluno

San Martino lo conoscono tutti. È il santo del mantello, a Belluno noto più come cavaliere che come vescovo. Ma San Gioatà, quanti sanno chi fosse? Pochi. Eppure, è stato per secoli il patrono della città. Anche se oggi non ne resta quasi traccia.

Soldato romano, originario dell’Africa e convertito al cristianesimo, Gioatà visse nel III secolo, secondo la tradizione agiografica. In un periodo difficile per i cristiani, proprio durante le persecuzioni di Diocleziano. Infatti, scoperto, il giovane Gioatà non volle tradire la sua fede e quindi fu torturato e ucciso con il supplizio della ruota. Insomma, un martire, che per anni e anni fu celebrato il 22 maggio dai bellunesi.

La tradizione infatti vuole che proprio a Belluno fosse stato portato il corpo del santo. Si tratta di costruzione medievale, sparita con il passaggio della città sotto il dominio veneziano. Però qualcosa del primo patrono rimane ancora. Una statua che rappresenta il santo in abito da soldato romano. Si trova nella fontana di Piazza Duomo, davanti al Palazzo dei Rettori (Prefettura). E c'è un'altra immagine anche all'interno del Duomo. Una delle due statuette che adornano il primo altare laterale della navata di sinistra. 

 

Biblioteche bellunesi pronte a ripartire: «Servizio indispensabile»

 

Il sistema delle Biblioteche Bellunesi riapre al pubblico: al momento, solo per i servizi di prestito e restituzione, ma la prospettiva è quella di tornare presto ad aprire anche l’accesso agli scaffali, alle sale lettura e alle aule studio, non appena la situazione sanitaria lo renderà possibile. Alcune biblioteche hanno già riattivato alcuni servizi nei giorni scorsi. La maggior parte lo farà a partire da domani (18 maggio).

«Questi mesi di chiusura al pubblico sono stati un periodo di intenso lavoro e confronto - commenta Simone Deola, consigliere provinciale delegato alla cultura -. Tutte le strutture hanno cercato nuovi modi per rimanere vicine ai propri utenti, con l’implementazione dei servizi di prestito digitale, la possibilità di pre-iscriversi online ai servizi, attraverso videoletture via Internet per grandi e piccini, e collaborando con i servizi sociali dei Comuni e con le scuole per agevolare la didattica a distanza».

Molto apprezzato il servizio digitale della piattaforma Mlol: «In questi mesi si è rivelato davvero indispensabile. E ha registrato numeri impressionanti: 934 nuovi iscritti, 1.866 prestiti di ebook, 11.796 consultazioni di edicola e risorse digitali - prosegue il consigliere Deola -. Un servizio che in questa fase diventa quanto mai utile, soprattutto nella consultazione del catalogo online sul portale Bibel (bibel.regione.veneto.it) per poter scegliere comodamente da casa i libri con una semplice ricerca, in modo da richiederli poi più velocemente al bibliotecario, che sarà in questa prima fase l'unico autorizzato ad accedere agli scaffali - continua il consigliere Deola -. Consigliamo agli utenti di mettersi in contatto con la propria biblioteca prima di partire da casa, anche per ricevere gli ultimi aggiornamenti sui tempi di riattivazione graduale di tutti i servizi».

Infine, un appello: «Alle amministrazioni pubbliche e ai cittadini affinché garantiscano, nelle forme che saranno consentite dalle normative, tutto l'appoggio economico e morale ai nostri professionisti. La Provincia di Belluno in questo campo non farà mancare il suo supporto e la sua voce».

 

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