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Giornata epocale per la candidatura del massiccio del Monte Grappa a riserva naturale Unesco. I sindaci dei 25 Comuni interessati si sono trovati nella splendida cornice di Asolo per firmare il dossier ufficiale. Il testo scritto in lingua inglese verrà inoltrato al Comitato Mab del Ministero ed entro il 15 dicembre inviato alla sede Unesco di Parigi. A maggio il responso ufficiale. 

Insomma, è in dirittura d’arrivo il progetto partito proprio ad Asolo due anni fa, con un dossier che ha tutte le potenzialità per essere approvato (tra l’altro è l'unica candidatura italiana nel 2020). Anche i numeri parlano di un progetto davvero maestoso relativo alla Riserva Biosfera del Grappa: 25 Comuni, oltre 174mila cittadini interessati e un area che si estende per 66mila ettari. Un dossier giunto alla versione ufficiale dopo 44 incontri, 89 lettere di endorsement, innumerevoli consultazioni online, oltre al coinvolgimento di 17 istituti scolastici che hanno realizzato 400 elaborati sul tema. 

Per quanto riguarda il Bellunese, le prospettive sono interessanti, a cominciare dai sette Comuni interessati (Alano, Arsiè, Feltre, Fonzaso, Pedavena, Quero-Vas, e Seren del Grappa). Se a maggio arriverà l’attesa fumata bianca da parte dell’Unesco, partiranno ben 152 progetti già realizzati da 76 diversi soggetti che avranno come scopo quello di conservare la biodiversità, favorire lo sviluppo sostenibile dell’economia di montagna e promuovere la responsabilità sociale d’impresa. 

«La Riserva di Biosfera è un riconoscimento che viene dato al territorio, per valorizzarlo in termini ambientali ed economici. Il valore ambientale di questa area dovrà garantire un valore aggiunto per tutto il mondo produttivo locale, creando una sorta di marchio di fabbrica legato al territorio» afferma Dario Scopel, dell’associazione Montana Feltrina. «Ci auguriamo che tutto vada a buon fine e che finalmente il territorio afferente al massiccio del Grappa abbia il ruolo che spetta a una zona che nel passato ha dato tanto in termini umani ed economici a tutta la nazione - aggiunge Serenella Bogana, sindaca di Alano -. Poter rientrare nell'Unesco rappresenta un giusto riconoscimento che consolida l'enorme valore storico-naturalistico della zona ed è proprio l'obiettivo che più ci sta a cuore. I paesi e le attività economiche ne trarranno indubbio vantaggio ed è quello di cui abbiamo bisogno in questo momento».

Alex De Boni

            

 

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