“Percorsi” nella sofferenza psichica: l’Ottobre Rosa entra nel vivo

 

Un racconto di pensieri e di emozioni nel mondo della sofferenza psichica. 

Racconto che è racchiuso in un libro: si intitola “Percorsi” (Europa Edizioni), è scritto da Giovanna Toniolo e verrà presentato venerdì 23 ottobre (ore 19.30) a Ponte nelle Alpi. E, precisamente, nella sala “Tina Merlin” della Biblioteca civica. 

Oltre alla presenza dell'autrice, l’appuntamento sarà arricchito dalla competenza di una relatrice d'eccezione come la psicologa e psicoterapeuta Michela Marchet. E dagli interventi di Sabrina Dassiè (consigliera comunale alle Pari opportunità) e di Flavia Monego (Commissione e Politiche di genere del Comune di Ponte nelle Alpi), mentre le letture sono a cura di Susi Gregoris. 

«Sala d'attesa di uno studio medico - emerge dalla sinossi del libro -. Sguardi che vagano, bocche chiuse e parole che non escono perché non ci sono i giusti interlocutori. I pensieri, invece, quelli sono come saette, guizzano e scattano, lasciando intravedere dietro lo schermo degli occhi, che sono e resteranno sempre semitrasparenti. Solo una penna traccia i contorni di quei pensieri, di quegli occhi, di quelle storie. Forse sono vere, forse no, di sicuro non ha la minima importanza. Sono storie e vale la pena raccontarle». 

Vari i protagonisti: dalla donna che odia il cibo al ragazzo che combatte un mostro invisibile. «E c'è anche il primo attacco di panico in una vita troppo ordinata, c'è la paura, c'è la solitudine di chi si trova in mezzo a un mondo intero che non vede, non sente e non parla, quale che sia la forza con cui si può urlare». 

La voce di Giovanna Toniolo sembra calma, lieve, malinconica, ma ciò che racconta è l'esatto opposto. E lo si potrà scoprire anche all’interno dell’appuntamento inserito nell’Ottobre Rosa, la rassegna orientata a promuovere eventi dedicati alla salute dell'universo femminile. 

Per l'incontro di venerdì prossimo, che si terrà nel pieno rispetto delle misure anti-contagio, è necessaria la prenotazione: 0437-99214 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. 

L'organizzazione è della Commissione Diritti civili e Politiche di genere, della Biblioteca civica, del Comune di Ponte nelle Alpi e della Commissione Pari opportunità. 

 

Un abbraccio tra generazioni: la mostra dei bambini in casa di riposo

 

Un disegno per esorcizzare il virus e scacciare la paura. Attraverso i colori.

Perché l’arcobaleno è stato a lungo il simbolo dell’ottimismo dei bambini nel periodo del lockdown e anche i bambini di Ponte nelle Alpi hanno prodotto alcuni disegni: gli stessi che l'amministrazione ha raccolto e ora vuole premiare attraverso un concorso, dal titolo “Disegna che... #andratuttobene!”. 

L’obiettivo? Non uno solo, molteplici: stimolare i giovani a esprimere il loro sentimento, la loro percezione interiore rispetto a ciò che stavano vivendo; condividere una stessa attività pur svolgendola singolarmente; dare libero sfogo alla fantasia come contrapposizione alla limitata possibilità di muoversi. E infondere positività in un momento difficile. «Ogni disegno è importante per il suo autore perché lo rappresenta - hanno spiegato i promotori - ma è importante anche per tutti noi. Perché ci infonda gioia e speranza». 

Con questa consapevolezza si è mossa l'amministrazione comunale, che ha allestito l’esposizione degli elaborati e avviato la votazione. Tre saranno i vincitori, uno per fascia di età (2-5 anni, 6-9 anni, 10-15 anni).

I disegni potranno essere ammirati, nelle prossime settimane, in due luoghi diversi: fino al 10 settembre, nei locali della casa di riposo di Ponte nelle Alpi. A testimonianza della valenza trans-generazionale dell’iniziativa, anche i nonni, i familiari e gli operatori della Casa del Sole saranno invitati a esprimere le proprie preferenze.

Dal 12 al 27 settembre, poi, gli elaborati verranno esposti in una vetrina di un negozio sfitto in viale Dolomiti, nel locale dell’ex pellicceria, adiacente al negozio di telefonia e vicino alla fermata dell'autobus di linea.

Chi vorrà votare,potrà poi farlo in modalità online, accedendo alla pagina specifica, tramite scansione con telefonino di un QrCode oppure visitando la pagina Facebook o Instagram progettogiovaniponte e seguendo le indicazioni e il link dedicato.

Inoltre è possibile trovare sulle vetrine di diversi esercizi pontalpini la locandina che espone il QrCode dell'iniziativa che rimanda allo spazio per le votazioni.

Ci sarà tempo fino al 27 settembre.

 

Tornano le "Sere d'estate": il teatro dei piedi appuntamento clou

Teatro, musica, artisti di strada. Quattro appuntamenti per chi è in vacanza e non può andare al mare o ai monti. Perché anche in città c’è bisogno di ripartire. E farlo con cultura e spettacolo è il modo migliore. A Ponte nelle Alpi ci pensano Comune e biblioteca civica, che anche quest’anno mettono in scena le “Sere d’estate”, cartellone culturale di eventi all’aperto, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

Quattro le serate in programma. Si comincia venerdì 24 luglio con “Felici i felici” delle Bretelle Lasche. Uno spettacolo tratto dal romanzo di Yasmina Reza; una serie di voci che confessano la loro idea di felicità, le loro frustrazioni, i loro destini.

Il secondo appuntamento è per venerdì 31 luglio, protagonista la musica. Il gruppo TheBeatlePie porterà a Ponte un tributo all’eterno quartetto di Liverpool, tra brani, grandi hit e aneddoti. Sul palco ci saranno Fabio Trentini (voce e basso), Davide De Bona (voce e chitarra), Francesco Domenichini (voce e chitarra), Fabrizio Tamburlin (voce e batteria) e Nicola Menel (tastiere).

La rassegna prosegue venerdì 7 agosto con uno spettacolo per famiglie: “Il circo più piccolo del mondo”. Bastano tre dita della mano di Paolo Rech per uno spettacolo di burattini in grado di far innamorare grandi e piccoli. Infine, a chiudere le “Sere d’estate”, il teatro dei piedi di Veronica Gonzalez, appuntamento eccezionale con un’artista che trasforma i piedi in buffi personaggi.

Tutte le serate cominceranno alle 20.30, nell’area della biblioteca civica (prenotazione obbligatoria allo 0437 99214; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). 

 

Biblioteca civica: contributo di 10mila euro per l’acquisto di nuovi volumi

 

È destinato ad arricchirsi ulteriormente il vasto patrimonio librario della Biblioteca civica di Ponte nelle Alpi. 

In seguito a una specifica domanda, infatti, la stessa Biblioteca ha ottenuto un contributo di 10.001,90 euro da parte del Ministero per i beni e le attività culturali: la cifra alimenterà l’acquisto di nuovi libri. Al momento, i volumi custoditi sono circa 22mila. 

«Si tratta di un contributo fondamentale - afferma la vice sindaca e assessora alla Cultura, Lucia Da Rold - che ci consentirà di aumentare il patrimonio della nostra Biblioteca e di garantire un ulteriore e migliore servizio agli utenti. I quali potranno fare affidamento su un numero di volumi davvero di rilievo». 

La struttura di via Mangiarotti è sempre più un punto di riferimento a livello culturale: «Tanto è vero che è molto frequentata non solo dai cittadini di Ponte nelle Alpi - conclude Lucia Da Rold - ma anche da lettori dei comuni limitrofi. E questo fa piacere. Non dimentichiamo che il servizio è rimasto attivo perfino durante il lockdown, con la consegna direttamente a domicilio di libri e dvd. Nel frattempo, stiamo lavorando a una riapertura più consistente della Biblioteca, nel pieno rispetto delle linee guida in materia di sicurezza». 

 

“Come si fanno le cose”. E le amicizie: dal romanzo alle illustrazioni

 

Emanuele Pierobon è un illustratore (clicca qui per entrare nel suo sito). E ha collaborato con Antonio G. Bortoluzzi, autore di “Come si fanno le cose”. Per il romanzo, edito da Marsilio, Pierobon ha realizzato una serie di illustrazioni che verrano proiettate stasera (ore 20.30), quando a Soccher di Ponte nelle Alpi si terrà la presentazione del libro. Queste sono le sue parole...

 

Mi presento innanzitutto. Sono Emanuele Pierobon nato nel 1975 a Belluno, dove ho vissuto fino a 19 anni. Poi un po’ alla volta me ne sono andato sempre più lontano per finire col trasferirmi in Spagna. Ho ricevuto in gioventù una formazione artistica (mi sono diplomato in arti grafiche presso la Scuola d’Arte di Vittorio Veneto); poi all’università ho fatto tutt’altro, laureandomi in urbanistica. Ma è rimasta la passione per il disegno e l’illustrazione in particolare. 

Un paio di mesi fa mio padre, settantottenne molto attivo e presidente dell’Ecomuseo dalle Dolomiti al Piave, mi ha informato dell’intenzione di allestire in estate una serata per la presentazione di “Come si fanno le cose” e mi ha detto che avrei potuto parteciparvi anch’io, esponendo qualche mio lavoro di pittura. Lì per lì ho respinto la proposta perché mi sembrava di intrufolarmi abusivamente in qualcosa che non mi riguardava. Poi mi sono reso conto che poteva essere un’ottima occasione per creare qualcosa di totalmente nuovo.

Ho scritto quindi a Bortoluzzi ed è iniziato tutto. Così come è iniziata, e ci tengo a sottolinearlo, una piacevole corrispondenza con Antonio via mail, Whatsapp e Facebook per presentargli le mie idee e scoprire con grande piacere che quello che la sua prosa mi suggeriva incontrava il suo consenso e incoraggiamento. 

Devo confessarlo, non mi sono posto uno stile o linguaggio unico, per preferire una “navigazione a vista” affidata all’istinto. Il lavoro si è concentrato sull’illustrazione più in senso stretto, in cui certe descrizioni si traducono semplicemente in immagini, la “trasfigurazione”, dove il narrato è ricontestualizzato in modo libero per trovare un’immagine che evocasse quell’emozione che la narrazione faceva vibrare in me.

Sul risultato di tutto ciò lascio che sia il pubblico a esprimersi. Io posso solo dire di essermi divertito e di aver colto l’occasione per una nuova amicizia, che sento già preziosa. Perché le amicizie si intrecciano anche cercando di costruire insieme bellezza e senso, condividendo il gusto semplice per il “laóro fat pulìto”. 

Poi, per uno come me lontano da vent’anni e quasi un forèsto, c’è in questa esperienza anche un modo molto piacevole di riconquistare un pezzetto dei luoghi che hanno segnato la mia infanzia e prima adolescenza. 

L’incontro con la letteratura di Bortoluzzi ha contribuito a questo mio processo di “riconquista delle origini”. Ho apprezzato da subito in lui uno sguardo sulle cose, sulle “nostre cose”, che a me mancava: felicemente privo di intellettualismi e altrettanto libero dal compiacimento sul “piccolo mondo antico”, trovo che l’occhio letterario di Antonio si sia posato senza giudizi e senza pretese - ma con dolcezza e attenzione - proprio lì dove era ora di gettare uno sguardo. 

E poi, Antonio è “pagòt” e per me l’Alpago ha da sempre una marcia in più: più giovane, più smaliziato, più sperimentale. Volto, anche geograficamente, a degli orizzonti aperti e comunque variegati e tolleranti. 

Ora sono molto curioso di vedere come andrà questa serata ormai alle porte, e spero ci saranno in futuro altre occasioni per fare cose insieme, far dialogare le nostre sensibilità ognuno con il linguaggio che gli è più caro. 

 

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