Dal Medioevo ai giorni nostri: 25 saggi per ricordare Ferruccio Vendramini

Venticinque studiosi per altrettanti saggi. In memoria. È uscito pochi giorni fa il volume “Tra storia, società e cultura. Saggi in ricordo di Ferruccio Vendramini”. Una pubblicazione curata da Isbrec, frutto di due anni di lavoro, importante per la conoscenza del Bellunese, ma anche per ricordare lo storico Vendramini, figura simbolo dell’Istituto Bellunese della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Il progetto, nato nella primavera del 2018, voleva essere un omaggio a Ferruccio Vendramini quando era ancora in vita. Dopo la sua scomparsa, l’Isbrec ha voluto comunque dedicare queste pagine come omaggio a chi dell’istituto è stato per circa vent’anni direttore e presidente onorario. Il volume raccoglie venticinque saggi di studiosi e accademici locali che negli anni hanno incrociato la propria strada con quella di Vendramini. Le pagine raccolgono la storia locale dal basso medioevo ai giorni nostri, con passaggi su Federico Barbarossa, Pierio Valeriano e Vittorio Zanon, con riferimenti al periodo della Seconda Guerra mondiale, al Vajont e alla cultura rurale e alpina. Autorevoli e note le firme presenti nel volume, da Diego Cason a Piero Franchi, da Adriana Lotto a Marco Perale (solo per citarne alcuni).

Il libro, curato da Enrico Bacchetti e Franca Cosmai, si può trovare e acquistare direttamente nella sede dell’Isbrec.

 

Il Sillabario di Fiabane e Mittelmann apre l’estate: «Tutto costa, tranne noi»

 

In occasione dell’estate, “tutto costa da impazzire”. Tranne noi, qui al Sillabario, a segnalarvi le buche nella sabbia di certe parole, al fine di non inciampare. O, con fare miccionesco-gozziano, alla larga da:

E state: come giochino di parole. Attestato in Maurizio Saglimbeni e Mario Mittelmann, anni ottanta radiofonici bellunesi. 

Ananas: ananasso o satanasso, purché se ne parli. La bufala e l’elefante. 

Trucco e parrucco: non fa più simpatia.

È ora di finirla: È

Ci si becca in giro o su Facebook: becca tua sorella. 

elenaferrante: Non intendiamo partecipare a supposizioni, illazioni e sillogismi sull'identità vera o presunta in quanto non lo reputiamo interessante e nemmeno divertente. 

Creare valore: presunzione di onnipotenza con il desiderio celato di essere nominati invano.

Abbattere i muri: prima parlate col geometra.

Diligence: nell'attesa di un improbabile assalto da parte degli indians che mai avverrà abbiate cura di evitare di sprecare questo tempo nel pensare se vi sia o meno un corrispondente termine nella lingua italiana: avrete però un'unica certezza, vale a dire che il vostro interlocutore è autenticamente milanese, non importa se per nascita, uso o frequentazione.

Governance: come nella diligence senza nemmeno dovere attendere l'assalto.

Gratitudine: che a nessun creativo sia venuta in mente una robetta tipo "Panda mia fatti crossover".

Gratitudine bis: Nessuno potrà più azzardarsi ad affermare “Io guido italiano” dal momento che non appare chiaro a quale Guido si faccia riferimento.  #guidorguidàutiuuu ♫

Apocalittici ed integrati: come si sono integrati gli apocalittici e quanta eco ottengono.

Limiti di età: datevi dei limiti nell'ipotizzare il futuro ma siate cauti.

Non c'è paragone: e chi ve lo chiede?

Rinuncia: nell’epoca del tutto tutti, che bella parola che è, pratichiamola. Ha un suo senso, e una sua grandezza. L’utilizzo necessita di attitudine alla comprensione della realtà.

O no? No evidentemente in quanto se fosse stato sì lo avreste chiesto? No.

Mattanza, paranza: abbastanza 

La conta: Si faceva da bambini, ed era una gioia. Da adulti, solo di morti e danni, ed è una palla. 

Monopattino: …ma  è scritto con la o? È un refuso?

Rivoltare come un calzino: rivoltante come null'altro, palesa la mancata conoscenza della reversibilità di molti altri indumenti ed oggetti anche similari. Osservate con più attenzione il mondo che vi circonda.

Onicomicosi: intesa come commodity e stacchetto indispensabile in orario pasti.

 

Consigli per l’Estate

*un buon libro con un investigatore di provincia a caso. Sotto l’ombrellone? No, sotto l’asciugamano, altezza collo.

*Tacchi alti in ispiaggia: puramente inutili e pletorici in quanto la vostra italianità sarà già professata dallo smartphone.

*Canti di montagna in montagna dopo il secondo bicchiere intonati un'ottava più in alto con inflessione pseudoveneta:  fate attenzione perché i bambini dormono e se non dormono vi ascoltano e se non vi ascoltano vi guardano. 

 

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tutti i rovesci a rete.

 

“Eterno”. E quel desiderio di fermare per sempre un momento

 

“Eterno” è il singolo del cantautore Giovanni Caccamo. E il consiglio della cantante Jessica Da Re per arricchire la nostra playlist di Musica in Quota

 

Diversi sono i momenti nella vita in cui le cose ci appaiono incomprensibili e in questo naufragare apparentemente senza un senso, l’unica via per il nostro cammino è l'amore.

Quell’amore che non chiede nulla, quell’amore che ci accompagna in silenzio e che si rafforza giorno per giorno fra il dolore e il sorriso.

L’amore più grande arriva in punta di piedi a cambiare la vita, si fa sentire come un “qualcosa di strano, qualcosa di eterno, qualcosa che ci tiene la mano”.

Nel desiderare di scappare lontano, nasce il desiderio di fermare per sempre un momento, di fermare per sempre lo sguardo dell'eterna presenza.

 

Il leone Libai e il partigiano che sognava di mordere il Duce

Uno fervente fascista, volontario in Etiopia, appassionatissimo del Duce, tanto da regalargli un cucciolo di leone prelevato in Africa. L’altro fervente comunista e partigiano. Due mondi distanti anni luce? Tutt’altro: vivevano sotto lo stesso tetto.

È la storia dei fratelli Igino e Giordano Tormen da Castoi. Una vicenda che si intreccia con la Storia (quella con la s maiuscola) e che rende la misura di cosa fu il periodo del Ventennio e il post 8 settembre ’43. Perché anche Belluno ha avuto un ruolo fondamentale in quegli anni. Fatto di aneddoti, di piccole tessere inserite in un mosaico più ampio. Tessere che oggi prova a ricostruire il castionese Oris Dal Pont, appassionato di storia e conservatore di cimeli.

La storia dei fratelli Tormen comincia con un lungo viaggio. Nel Corno d’Africa. Igino indossa l’uniforme del regio esercito e ha in testa la propaganda della “Nuova Italia”. Tra un’azione militare e l’altra, trova il tempo di catturare un cucciolo di leone. Un souvenir perfetto; tanto che una volta tornato in patria, Igino lo regala a Mussolini, con il nome di Libai. 

Il leoncino Libai cresce nel giardino di Villa Torlonia, a Roma. Se lo ricorda bene donna Rachele, che confessa di non aver mai amato l’animale, per il semplice fatto che sporcava. E anche perché una volta, ancora cucciolo, aveva morso la mano a Mussolini (lo dirà allo stesso Igino qualche anno dopo la fine della guerra, in quel di Predappio).

Qui comincia la storia di Giordano. Nessun viaggio in Africa per lui. Nessuna azione eroica come volontario in guerra. Tanto fascista il fratello quanto oppositore lui. Che difatti non ci pensa due volte e all’indomani della caduta del fascismo entra subito nelle file dei partigiani bellunesi. Il suo sogno? Mordere Mussolini. 

Quando si entra nei partigiani, bisogna scegliersi un nome di battaglia. Giordano non ha dubbi: si fa chiamare Libai. Come il leone che ha morso la mano al suo più acerrimo nemico. Chissà cos'avrà pensato suo fratello Igino… si dice che l’8 settembre ’43 ha spaccato in due l’Italia. Per l’appunto.

 

 

Giornate Fai all’aperto: meraviglie da ammirare in totale sicurezza

 

Le Giornate Fai tornano con un’edizione speciale per permettere a chiunque di ammirare in sicurezza lo straordinario patrimonio d’arte e natura del Paese. E della provincia di Belluno. 

«Abbiamo scelto di accompagnare i visitatori alla scoperta di luoghi all’aperto - spiegano dal Fondo Ambiente Italiano - così da rispettare il necessario distanziamento sociale. La prenotazione delle visite è obbligatoria e va effettuata solo online, a partire dal 23 giugno». A proposito di prenotazioni, saranno aperte fino a esaurimento posti, entro e non oltre le ore 15 di venerdì 26. 

Le visite vere e proprie, invece, si terranno sabato 27 e domenica 28: la Delegazione bellunese, guidata dal capo delegazione Adriano Barcelloni Corte, e il Gruppo Fai Giovani di Belluno – che in questo tempo di quarantena non ha mai smesso di lavorare e incontrarsi, seppur “a distanza”, in via telematica – ha organizzato l’evento all’aperto in due siti di interesse naturalistico e paesaggistico. Uno in comune di Longarone e uno in comune di Quero-Vas.

 

Inquietudini e atmosfere buzzatiane: torna la rassegna "A casa di Dino"

 

Incontri, letture, divagazioni. Soprattutto mostri, quelli che vivono nelle paure quotidiane ed esistenziali. È questo il tema di “A casa di Dino”. La rassegna culturale made in Belluno torna per la terza edizione. E quest’anno scandaglia uno dei temi chiave di Dino Buzzati, l’inquietudine. Il titolo del filo conduttore è eloquente: “Il mostro, paure allo specchio”. 

Tre gli appuntamenti in programma, altrettante le declinazioni del mostro e delle ansie ontologiche di tutti i giorni. Si comincia venerdì 26 giugno, alle 18.30, con “Ognuno ha il suo mostro” e Andrea Zancanaro, vincitore del Campiello Giovani 2017. Il secondo incontro sarà giovedì 2 luglio (sempre alle 18.30) con i “Mostri d’alta quota”, ospiti della serata “verticale” Enrico Camanni e Manrico Dell’Agnola, scrittori, alpinisti, uomini delle rocce. A chiudere la rassegna, sabato 4 luglio (alle 20.45), le “Professoresse meccaniche scendono in città”, uno spettacolo liberamente tratto dal libro di Alfonso Lentini; letture di Laura Portunato, musica di Sandro Del Duca.

Tutte le serata andranno in scena nella splendida cornice del cortile di Palazzo Fulcis (in caso di pioggia, sono possibili modifiche della sede).

 

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