Film sotto le stelle: il Nevegal diventa un cinema a cielo aperto

 

Cinema all’aperto per la prima volta in Nevegal. 

Domani sera (sabato, ore 21) il Colle sarà il teatro a cielo aperto di una proiezione davvero speciale, come quella del film “Antropocene - L'epoca umana”. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Comune di Belluno e il Cinema Italia.

«Far rivivere il rito del cinema nella location del Nevegal - commenta il gestore dell'Italia, Manuele Sangalli – è una grande opportunità. Senza considerare che il film in questione parla di ambiente: quindi, quale miglior scenario dell'Alpe? Sarà una situazione particolare, sono rarissime le occasioni in cui vengono effettuate proiezioni in contesti naturali. Speriamo che il tempo regga, potrebbe essere un buon segnale per riproporre l'iniziativa anche il prossimo anno. Ringrazio il Comune e la Protezione civile per il supporto».

Niente posti a sedere, solo un immenso prato all'Agriturismo Faverghera che potrà ospitare al massimo 200 persone: per tutti gli spettatori, l'invito è di portarsi una coperta. Ogni spazio sarà distanziato di circa 1,20 metri da quelli circostanti, in modo da rispettare le norme sul distanziamento.

Soddisfazione per l'iniziativa viene espressa dall'assessore comunale a manifestazioni ed eventi, Yuki D’Emilia, che sottolinea come «in tempi di ripresa post Covid il cinema all'aperto sia un segnale positivo per un ritorno verso la normalità. E come ancor più positiva sia la possibilità di offrire delle proiezioni in Nevegal, oltre a quelle programmate in centro città».

 

Francesca Mussoi selezionata al “Torneo letterario di Robinson”

 

C’è anche un’autrice bellunese fra i protagonisti di un concorso di respiro nazionale: il “Torneo letterario di Robinson”. Ovvero, la sezione culturale del quotidiano “La Repubblica”. 

È la “nostra” Francesca Mussoi, selezionata dal giornalista Giorgio Dell’Arti per “La bambina con le infradito” (Infinito edizioni). Indipendentemente dall’esito finale del concorso, essere inseriti in un contesto letterario di questo tipo è un privilegio che spetta a pochi. E un motivo di grande soddisfazione per una scrittrice conosciuta ormai ben oltre i confini provinciali: dopo “I bambini raccontano”, “Il gallo e gli amici del bosco”, “La balena Gelsomina” e “Storie fra le nuvole”, Francesca Mussoi si è concentrata sulla biografia “Ho fatto centro”. E, di recente, ha dato vita ai racconti "Pane e marmellata” e “Nome in codice Covid-19”. 

Tornando al torneo letterario, la scrittrice bellunese fa parte di un nobile contesto in cui spiccano nomi del calibro di Vittorino Andreoli, Maurizio De Giovanni e Nicolai Lilin, solo per citarne alcuni. 

«Dicono che per andare lontano servano delle scarpe adeguate - è il commento dell’autrice -. E invece, a volte, basta un paio di infradito. Quelle di Mery, la protagonista del romanzo. E dei tanti lettori che hanno contribuito a portare questo libro davvero lontano». 

Per sostenere “La bambina con le infradito”, basta un click: il sito di riferimento è https://torneoletterariodirobinson.blogautore.repubblica.it/

 

Dal cielo alla montagna: la leggenda della stella alpina

 

Agli affezionati della montagna sarà capitato di imbattersi in un fiore di rara bellezza. Che riesce ad aggrapparsi alla vita, traendo linfa anche dai terreni più impervi. Perfino là, dove nessuna radice potrebbe attecchire: è la stella alpina.

Non la si può raccogliere, ma la si può ammirare in tutta la sua magnificenza. 

Anche la stella alpina ha la sua leggenda. La volete conoscere?

 

Si narra che quando Dio creò il mondo, pensò prima di tutto a renderlo un luogo piacevole e bello per l’uomo.

Creò gli animali, le piante, poi i fiori. E li distribuì in ogni angolo della Terra: pure nei deserti.

Creò poi le stelle e l'universo.

Le pianure e le montagne.

Ma mentre le pianure si tingevano di colore con i loro fiori, le montagne, seppur belle, restavano grigie. 

Pensò allora che il suo lavoro prodigioso non potesse finire così.

In una notte di luna piena, chiese agli angeli di prendere qualche stella in cielo.

Presero così le stelle e le adagiarono sulla roccia nuda, fra i crepacci più insidiosi.

Le montagne erano talmente felici che avvolsero queste stelle in una morbida peluria per ripararle dal freddo delle notti, lassù in alto.

Gli angeli misero qua e là un po’ di terra in modo che potessero aggrapparsi tra i sassi con le fragili radici,

E la luna?

La luna, incantata da questo spettacolo di stelle adagiate sui monti, non poteva rimanere a guardare.

Con tutta la forza che aveva, si fece tonda e piena. E accarezzò i fiori con la sua luce e il suo candore.

Passò la notte e dall'alba le montagne avevano un aspetto nuovo.

Erano nate le stelle alpine.

Alla prossima curiosità!

 

Giro del lago di Santa Croce: la maglietta strizza l’occhio ai bambini

 

Il Giro del Lago di Santa Croce non c’è? In compenso c’è la maglietta-gadget: l’ha disegnata l’artista padovano Valentino Villanova.

«Mi è stato proposto di realizzare questa illustrazione - spiega l’artista - e ho accettato con grande entusiasmo. Soprattutto per l’affetto che mi lega all’Alpago, con il suo incantevole lago, la foresta del Cansiglio e gli splendidi e mutevoli paesaggi che ho frequentato fin da bambino».

L’edizione 2020 non si correrà. Ma la solidarietà non va in quarantena: «Continueremo a raccogliere fondi per sostenere l’associazione “Via di Natale” di Aviano e l’Associazione “Cucchini” di Belluno. Il Covid-19 ha rallentato, ma non fermato questo movimento. E tali presupposti sono stati essenziali per la realizzazione dell’opera. A questo proposito, ho preso in prestito qualche animaletto del vicino Cansiglio, in modo da rendere il disegno più simpatico e appetitoso per i bambini: il cervo diventa un biker, il volpacchiotto un runner e lo scoiattolo un pattinatore. Tutti insieme, come una vera e propria squadra, inseguono e scacciano un coronavirus a cui non resta che uscire, sofferente, dall’inquadratura».

Ogni personaggio sfrutta le sue abilità e caratteristiche: «Lo scoiattolo, seppur piccolo, tende dal basso l’elastico della fionda, legato a sua volta ai palchi del cervo. E la volpe spicca un salto con un retino in mano per cercare di catturare il virus - prosegue Villanova -. Un bel gioco di squadra che sembra promettere bene. Sullo sfondo, il profilo inconfondibile dei monti che si vedono dalla spiaggia del lago e una strada dorata a costeggiare il lago e, percorrendola, porta a un futuro sempre più luminoso». 

Come tradizione, il comitato 2 Ruote Alpago & Solidarietà propone una mostra dedicata all’autore della maglietta. Tanto è vero che l’esposizione di diverse tavole di Valentino Villanova è attiva in agosto nella sede municipale di Pieve d’Alpago, durante gli orari di apertura degli uffici. E la maglietta? Può essere acquistata per tutto il mese, anche nella sede del comitato, in piazza papa Luciani a Puos d’Alpago: il venerdì dalle 17.30 alle 20.30 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.30. 

In merito alla raccolta fondi, ricordiamo che si può donare fino al 30 settembre, sulla piattaforma www.produzionidalbasso.com, alla pagina “Sosteniamo la Via di Natale e l’Associazione Cucchini”. 

 

Capitale dell'arte contemporanea: Mel ospiterà le installazioni di un progetto nazionale

 

“Una boccata d’arte” fa tappa in provincia. A Borgo Valbelluna, per la precisione. E per un mese porterà installazioni e opere artistiche con un messaggio soltanto: ripartiamo dalla cultura. È questo l’obiettivo della Fondazione Elpis, che cura il progetto d’arte contemporanea. 

Ma non c’è solo arte: c’è anche promozione del territorio. Perché il progetto ha scelto venti tra i borghi più belli e pittoreschi dello Stivale. Uno per regione. E proprio in questi borghi collocherà le opere d’arte. Per il Veneto la scelta è ricaduta su Mel, dove a settembre ci saranno installazioni temporanee site-specific, realizzate per la maggior parte in esterni, dall’artista Bekhbaatar Enkhtur (originario di Ulaanbaatar, Mongolia).

«Abbiamo accolto con entusiasmo il progetto, organizzato dall'imprenditrice Marina Nissim e dalla sua Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua, una delle più importanti Gallerie Italiane di Arte Contemporanea - commenta l’assessore alla cultura, Monica Frapporti -. Abbiamo fin da subito condiviso i principi ispiratori di quest'iniziativa: una scintilla di ripresa culturale, turistica ed economica basata sull’incontro tra l’arte contemporanea e la bellezza del patrimonio storico artistico di 20 borghi italiani, uno per ogni regione».

Per questa sua prima edizione, “Una boccata d’arte” inaugurerà le installazioni artistiche in contemporanea in tutti i borghi nel weekend del 12 e 13 settembre. Le opere rimarranno poi esposte per un mese offrendo una grande occasione di visibilità ai borghi coinvolti, favorendo gli incontri all’aria aperta, in sicurezza, per gli appassionati d’arte, i collezionisti e gli operatori del settore, e incentivando il turismo di prossimità e la curiosità di chi ama vivere il proprio territorio e le iniziative che propone.

 

Musica tra Pelmo e Civetta: l’organista Lindner in concerto

 

Tutto è pronto per la terza edizione del festival internazionale di musica antica: “Arte e musica tra Pelmo e Civetta” in Val di Zoldo. 

Dopo la solenne inaugurazione con la Venice Baroque Orchestra, diretta da Andrea Marcon, ecco il secondo appuntamento: il concerto dell’organista bavarese Tobias Lindner. A Pieve di Zoldo, nella chiesa di San Floriano, l’appuntamento è per oggi. alle ore 17, con replica alle 19. 

«Non mancheranno nuovi spunti e suggestioni - spiegano gli organizzatori - lungo un viaggio attraverso la storia della musica per strumenti a tastiera, nei paesi tedeschi tra Sei e Settecento. Musiche che è raro poter ascoltare e delle quali Lindner è uno squisito interprete. Gli autori delle musiche saranno compositori della Germania del Sud e dell’Austria, alcuni dei quali (Georg Muffat, Anton Cajetan Adlgasser) studiarono in Italia e ben conobbero il repertorio del nostro paese subendone l’influsso». 

Per quanto riguarda Lindner, ha scoperto fin da giovanissimo il mondo dell’organo: «Prima allievo, è poi divenuto docente di organo della prestigiosa Schola Cantorum di Basilea, un luogo di riferimento internazionale per l’insegnamento della musica antica. Si esibirà all’ultimo organo costruito nel 1812 dal noto costruttore veneto del Settecento Gaetano Callido, insieme ai figli Antonio e Agostino. Uno strumento restaurato nel 2014 dall’organaro Francesco Zanin di Codroipo, il cui classico profilo timbrico renderà al meglio il ricco repertorio sei-settecentesco». 

Si invita il pubblico a effettuare la prenotazione al numero 339.7776161, mentre il programma completo del Festival è disponibile sul sito belcircolo.org

 

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