I Miracoli di Val Morel: sotto la lente del liceo artistico diventano animazioni

 

Buzzati li aveva pensati come ex voto per Santa Rita, in virtù azioni straordinarie e taumaturgiche compiute nel Bellunese. Ma adesso i “Miracoli di Val Morel” diventano cartoni animati. Grazie agli studenti del liceo artistico Catullo.

Un mix di immagini e parole. Un insieme di animazione e sonoro, per far rivivere una delle magie letterarie di Buzzati, l’ultima pubblicazione datata 1971, incredibile nella capacità di «scrivere con il pennello la sua poesia più bella» come scrisse Indro Montanelli nella prefazione de “I Miracoli”.

I ragazzi dell’artistico cittadino si sono messi d’impegno. Hanno letto attentamente i racconti che stanno dietro ognuno degli ex voto buzzatiani. Poi hanno elaborato l’animazione. Un lungo lavoro che è iniziato nel mese di gennaio, in un’alternanza continua di lezioni di letteratura e momenti laboratoriali. «È un esempio di come nascano i soggetti cinematografici che spesso partono proprio dall’analisi di un libro, di un racconto per poi passare in fase creativa al montaggio vero e proprio - commentano i giovani creatori del progetto -. È stata un’esperienza da registi».

I lavori sono stati presentati al presidente dell’associazione Dino Buzzati, che dal 1988 promuove e coordina ogni iniziativa che possa contribuire allo studio e alla diffusione dell’opera dell’autore  bellunese. E non appena le condizioni post-emergenziali lo consentiranno, saranno oggetto di una presentazione allargata.

 

Museo Diocesano in versione serale per la "Lunga notte delle chiese"

 

Apertura straordinaria. Doveva essere quella per la “Lunga notte delle chiese”, poi il Covid ha stravolto i piani e costretto a reinventare la manifestazione targata Bellunolanotte. Tutto digitale, con registrazioni, video e riflessioni online. Tutto, o quasi. Perché a Feltre, la lunga notte sarà celebrata lo stesso. 

Il Museo Diocesano raddoppia: manda in scena l’evento con video online, da guardare comodamente da casa. Ma mantiene in calendario anche l’apertura serale. Domani sera (venerdì 5 giugno) le stanze del museo saranno aperte al pubblico dalle 19 alle 22, quindi ben oltre gli orari normali di visita (9.30-13, e 14.30-19). La suggestiva visita notturna dei tesori d’arte custoditi nel palazzo vescovile feltrino è possibile su prenotazione (fino alle 18 del 5 giugno; This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.; telefono 3297512121). Per chi invece sceglierà di partecipare alla “Lunga notte delle chiese” stando a casa, ci saranno sei video per raccontare i tesori del museo e le diverse zone del Bellunese, partendo da una singola opera d’arte. Una sorta di itinerario storico, artistico e culturale tra le vallate.

Prima tappa, il Feltrino, con il santuario dei santi Vittore e Corona, e la madonna scolpita in alabastro. Passaggio in Val Cordevole, per la Certosa di Vedana, e in Agordino per conoscere da vicino un’antica croce proveniente dalla chiesa di Vallada. La tappa cadorina  svela il gruppo scultoreo di San Giorgio che abbatte il drago, mentre il passaggio in Val di Zoldo rivela la Madonna con Bambino tra santi di Colcerver. Infine, Belluno, alla scoperta di Andrea Brustolon. Tutti i video si trovano anche sul canale YouTube del Museo Diocesano Belluno-Feltre.

 

“Carta, Fuoco, Macerie”: una mostra alla scoperta della storia di Feltre

 

Dopo l’anteprima visitabile al Museo civico di Feltre, giovedì 4 si alzerà il sipario sulla mostra “Carta, Fuoco, Macerie”, terzo e ultimo evento del trittico espositivo legato alla rassegna “Fatti ad Arte”. Evento che sarà online. 

Matteo Melchiorre, curatore dell’esposizione, accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei documenti e delle memorie conservate negli antichi registri feltrini che ci raccontano cosa avvenne a Feltre nel decennio immediatamente successivo alla distruzione del 1510.

Assieme a lui, interverranno l’assessore comunale alla Cultura Alessandro Del Bianco, la responsabile dell’ufficio Cultura Anna Viviani, Tiziana Casagrande, conservatrice dei Musei della città di Feltre, e gli architetti Giuliana Zanella e a Irene Pizzin, oltre ad Alberto Benato del Laboratorio di restauro del libro e di opere d'arte su carta dell'Abbazia di Praglia. 

Nei loro interventi, illustreranno come la comunità locale tentò di fronteggiare la lunga serie di problematiche politiche, sociali, fiscali e urbanistiche scaturite nel tentativo di ricostruire la città. Durante l’incontro sarà presentato pure un video introduttivo alla mostra. 

L'evento è online e gratuito (ore 20.45). Iscrizione necessaria al link https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_PNsdz_-RQnOctCqtuCuhug.

 

Riapre il Museo Archeologico: in vetrina la vita dei veneti di tremila anni fa

 

Un patrimonio storico di oltre tremila anni. Collezioni di fibule, spilloni, ciotole e oggetti direttamente dall’Età del Ferro. E la necropoli paleoveneta più antica del Bellunese (tra le più antiche del Veneto). Il tutto, visitabile. Di nuovo. A Mel riapre il Museo Archeologico. Con qualche accortezza in più, legata alle misure anti-Covid. Ma con l’idea di contagiare i visitatori con la passione per la storia. Del resto, quella che è passata per il territorio zumellese è storia con la “s” maiuscola. E il Comune di Borgovalbelluna intende valorizzarla come si deve.

«In un momento di crisi sarebbe opportuno prendere consapevolezza che alcune attività considerate “inutili” ci possono aiutare a migliorare la qualità della nostra vita e il nostro benessere: tra queste la cultura, intesa non in senso elitario, ma come attitudine alla vita, alla curiosità, al desiderio di conoscere – dice Monica Frapporti, assessore alla cultura -. Per questo il Museo deve essere un luogo di aggregazione e di civiltà, per portare la cultura tra la gente».

Luogo di aggregazione che propone i corredi tombali provenienti dalla vicina necropoli (qualcosa si intravvede passando in macchina, all’ingresso di Mel): ossuari fittili e bronzei, oggetti personali quali fibule, spilloni, collane, anelli, braccialetti, cinture, oggetti di uso quotidiano come coltelli, punteruoli, fusaiole, aghi, vasellame; e altri materiali provenienti dagli scavi di un abitato in località Ciopa. Da segnalare soprattutto la fibula a forma di felino, di fattura celtica, adottata come simbolo del Museo. Reperti che hanno permesso si individuare nel sito di Mel uno dei principali centri della cultura dei Veneti Antichi nell’età del Ferro.

Il Museo è aperto tutte le domeniche di giugno dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (informazioni e prenotazioni sul sito www.museomel.it).

 

Alla scoperta della Sinistra Piave: la proposta per bambini delle guide Mazarol

Quattro giovedì, altrettanti appuntamenti. Escursioni guidate, scoperta del territorio, attività nella natura. Tutto a misura di bambino. È la proposta delle guide naturalistiche e ambientali “Mazarol”: una serie di camminate nella natura, per conoscere da vicino i gioielli della Sinistra Piave. Quattro mezze giornate in modalità “centro estivo”.

Si comincia giovedì 11 giugno, con la camminata nella zona di Limana. A seguire, giovedì 18 Trichiana, giovedì 25 Mel e il 2 luglio si chiude con Lentiai. L’attività è proposta a bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni. Inizio alle 8 di mattina, pranzo comodamente seduti in un ristorante o pizzeria della zona visitata, rientro attorno alle 16. Informazioni e iscrizioni all’indirizzo mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. (telefono 3290040808).

 

Le urne di 74 anni fa: il documentario Isbrec ripercorre lo snodo storico

74 anni fa era tutta campagna elettorale. Anzi, referendaria. Un brulicare di quella che allora veniva chiamata propaganda, in vista delle urne del 2 giugno. Le prime a suffragio davvero universale (donne comprese), per decidere l’assemblea costituente, oltre che scegliere tra repubblica e monarchia.

Ma come si svolsero le elezioni in provincia di Belluno? Quali furono i partiti maggiormente votati? Chi gli eletti? Lo spiega un breve filmato dell’Isbrec. L’Istituto bellunese della Resistenza e dell’età contemporanea non molla di fronte al Covid. Certo, non si possono organizzare comizi e parate di piazza; niente incontri pubblici. E così torna buono internet. 

Il filmato, curato dal direttore dell’Isbrec Enrico Bacchetti, si intitola “2 giugno 1946. La provincia di Belluno al voto e i padri costituenti bellunesi”. Tra documenti e testimonianze, si ripercorrono le giornate che portarono i cittadini della provincia di Belluno al referendum istituzionale e alla elezione dei membri dell’assemblea costituente. Il lavoro è lo sviluppo della mostra storico-documentaria realizzata nel 2015 dall’Isbrec con la collaborazione della Prefettura e del Comune capoluogo, per capire come il Bellunese partecipò a un passaggio fondamentale per la storia dell'Italia repubblicana.

Il video si trova su YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=FOHUNAURhLk).

 

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