Maggioranza e minoranza insieme: uniti nella campagna contro il Covid

 

Una campagna di sensibilizzazione per la lotta al Covid-19. L’ha promossa il Comune di Longarone e sarà attiva sull’intero territorio. 

Nei giorni scorsi, infatti, i consiglieri hanno posato per una foto di gruppo con mascherina e distanziamento fisico, davanti al municipio. E l’immagine è stata accompagnata da uno slogan: «Non abbassiamo la guardia e stiamo vicini a chi soffre».

L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Fondazione Vajont, ha lo scopo di tenere alta l'attenzione da parte dei cittadini e di quanti raggiungono la zona. Anche per ragioni di lavoro. 

«Ringrazio i consiglieri di maggioranza e di minoranza - afferma il sindaco, Roberto Padrin - per aver voluto aderire a questa campagna. Purtroppo dopo aver trascorso i mesi del lockdown con numeri insignificanti, ora anche a Longarone il numero delle persone positive è cresciuto di diverse decine e non nascondo la mia preoccupazione. Chiediamo a tutti, pertanto, un senso di responsabilità ancora maggiore nell'assumere atteggiamenti di protezione verso se stessi e verso il prossimo, ottemperando alle disposizioni diffuse dalle autorità civili e da autorevoli scienziati. Dall’uso della mascherina al mantenimento della distanza: evitiamo poi assembramenti e usciamo di casa solo per necessità e bisogni reali». 

Insomma, ognuno è chiamato a fare la propria parte: «Solo così - conclude Padrin - riusciremo a contenere questo “invisibile nemico” che colpisce le persone di tutte le fasce d’età. Vogliamo nel contempo dimostrare la nostra solidarietà a quanti stanno soffrendo, augurandoci davvero, che la pandemia possa essere sconfitta quanto prima. E magai ci permetta di stare in serenità con le nostre famiglie già in occasione delle prossime festività natalizie». 

 

Manovra sbagliata: un tir rimane incastrato fra le case

 

Una manovra sbagliata. Il navigatore che dà indicazioni errate. O forse la mancata conoscenza della zona da parte di chi era il volante. 

Fatto sta che alcuni residenti di Fortogna (comune di Longarone) hanno avuto un risveglio alquanto insolito. Perché si sono ritrovati un tir sostanzialmente in casa. 

Il mezzo, infatti, è rimasto incastrato in una viuzza dell’abitato. 

E, per uscire dal “labirinto”, è stato necessario l’intervento di Carabinieri e Vigili del fuoco. 

 

Banca del plasma e tamponi rapidi: la luce in fondo al tunnel raccontata al Vajont

Il Vajont e l’onda distruttrice. A distanza di 57 anni, ecco il Covid. Cosa hanno in comune? Il numero di morti: circa 2mila dalla frana del monte Toc, 2.200 le vittime del coronavirus in Italia da febbraio a oggi. A istituire il parallelo, un fil rouge di dolore e morte, è stato il convegno organizzato a Longarone, inserito all’interno delle celebrazioni del 9 ottobre e dedicato quest’anno alla gestione delle emergenze. Dolore sì, ma anche rinascita. Tra gli ospiti infatti c’era anche Mattia Maestri, il paziente 1 del focolaio di Codogno. Il primo uomo a finire in coma per Covid e a risvegliarsi. 

L’emergenza è stata trattata sotto diversi punti di vista. Quello dei vigili del fuoco, con il comandante nazionale Dattilo a raccontare dei trasporti speciali di amuchina e gel igienizzanti nei mesi del lockdown. Quello dell’ingegnere, con Andrea Rinaldo e la sua spiegazione matematica della propagazione del virus. E quello di Marco Mazzorana, ricercatore dal Laboratorio Xchem del centro Diamond Light Source a Oxford, impegnato nella ricerca di un vaccino contro il Covid.

Perché nello scenario dei numeri dei contagi, e della cosiddetta seconda ondata di virus, c’è chi lavora quotidianamente per tenere sotto controllo la virulenza e studiare armi contro la pandemia. È il caso di Roberto Rigoli, direttore del Dipartimento di medicina specialistica e medicina di laboratorio, vicepresidente dell’Associazione Microbiologici Clinici Italiani e attuatore delle procedure di esame per la presenza di positività al Covid con i test rapidi antigenici. «Questi test rapidi che abbiamo sviluppato sono formidabili - ha spiegato Rigoli -. E ci permetteranno di ridurre sensibilmente il numero delle persone costrette alla quarantena».

Tutti gli scienziati stanno collaborando alla gestione dell’emergenza. Che punta a evitare morti e sovraccarichi delle strutture ospedaliere. Tra le sperimentazioni portate al convegno anche quella della “banca del plasma” ideata dalla cadorina Giustina De Silvestro, direttrice del servizio di immunoematologia a Padova.

«Nel pieno del caos dell’inizio dell’emergenza, ho proposto alla direzione dell’ospedale di Padova di tornare a una vecchia terapia: sfruttare gli anticorpi che un paziente ammalatosi e guarito produce naturalmente - ha spiegato De Silvestro -. Di fatto, si tratta di usare il plasma dei soggetti guariti dalla malattia per poter curare i nuovi malati. Da lì è nato un protocollo sperimentale e abbiamo cominciato a raccogliere il plasma per avere qualcosa di pronto per la seconda ondata. E a mia insaputa il governatore Zaia ha lanciato la prima banca del plasma d’Italia. Cosa facciamo adesso? Stiamo osservando l’evoluzione: è presumibile che i casi aumentino. Difatti vogliamo continuare a incrementare la banca del plasma».

 

«Nuovi guardrail posizionati male: così si crea una situazione di pericolo»

 

«Il posizionamento dei nuovi guardrail, lungo la statale 51 di Alemagna, mette in grave rischio l’incolumità pubblica». La segnalazione arriva da un cittadino longaronese, Gabriele De Bettio. 

«Dopo gli ultimi lavori - prosegue - si è ristretto lo spazio fruibile al lato della carreggiata. Perché le nuove barriere sono troppo spostate verso l’interno della strada. Prima il guardrail era a circa 50 centimetri dal bordo stradale, ora è sulla verticale». 

De Bettio evidenzia anche l’altezza delle sbarre: «Può entrare in conflitto con il manubrio provocando la caduta di chi pedala. Il risultato finale è che, rispetto alla situazione precedente, i ciclisti sono obbligati a spostarsi verso il centro della statale e a percorrere l’interno della carreggiata. Il pericolo è evidente, alla luce dell’alta intensità di traffico, unita al fatto che i veicoli o i mezzi pesanti dovranno necessariamente passare vicino ai ciclisti o ai centauri. In più, se si considera la visibilità in condizioni di colonna, si comprende che il primo mezzo avrà la visione del ciclista e potrà schivarlo, mentre i veicoli in coda potrebbero accorgersene solo all’ultimo momento». 

Per questo, De Bettio si è rivolto all’Anas e ai sindaci di Longarone (Roberto Padrin) e Ponte nelle Alpi (Paolo Vendramini): «Poiché la tutela della salute pubblica è prioritaria in termini di pianificazione e ammodernamento della viabilità, e considerato che la stessa viabilità deve essere incentivata attraverso la messa in sicurezza delle strade, chiedo il ripristino della situazione precedente con lo spostamento e l’installazione dei nuovi guardrail nella posizione originaria». 

 

Si incendia all’altezza dell’incrocio: carbonizzata un’autovettura a gas

 

La storia si ripete a distanza di 24 ore. O poco più. 

Ieri era andata a fuoco un'auto a Pieve di Cadore? Oggi la stessa fine tocca a una macchina di passaggio a Longarone. 

In particolare, all’incrocio tra la statale 51 di Alemagna e la regionale 251: l’autovettura era alimentata a gas.

Sul posto sono intervenuti questa mattina, attorno alle 11.30, i Vigili del fuoco.

 

Perde il sentiero e chiama i soccorsi: ritrovato al bivacco mentre dormiva

 

Il Soccorso alpino al lavoro anche col buio. 

In particolare quello di Longarone, allertato dalla Centrale del Suem in seguito alla chiamata di un escursionista che, nei pressi del Rifugio Tovanella, non riusciva più a trovare la traccia del sentiero.

Dalla Centrale gli era stato detto di tornare sui propri passi al Bivacco e restare lì la notte. Purtroppo poi il cellulare dell'uomo si era scaricato e non era stato più possibile appurare le sue condizioni.

Così, squadre di quattro soccorritori sono salite dai sentieri di Igne e Podenzoi, per poi ritrovarsi a 1.850 metri di quota e scendere assieme verso il bivacco. 

Una volta nella struttura, verso mezzanotte e mezzo, i soccorritori hanno ritrovato al suo interno l’escursionista: un trentaduenne emiliano, che stava dormendo. L’allarme è quindi rientrato. E l'intervento si è concluso attorno alle 2.

 

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