Giornate da bollino rosso: attivato il “Piano caldo” dell’Ulss

 

Scatta lo stato di allarme climatico per oggi e domani. E l’Ulss Dolomiti attiva il “Piano caldo”. 

Lo stesso piano permette di individuare in via preventiva situazioni a rischio e segnalarle alla rete dei Servizi territoriali per un intervento tempestivo. In merito alle situazioni di rilievo clinico, saranno affrontate e risolte in ambito sanitario. 

Per facilitare l’accesso alle informazioni, la Regione del Veneto ha attivato il numero verde 800 535535 (in collaborazione con il Servizio di telesoccorso e telecontrollo), attraverso il quale i cittadini possono ottenere consigli utili per sopperire al clima torrido. È comunque e sempre possibile contattare direttamente il Suem 118. 

L’Ulss Dolomiti ricorda i consigli pratici per difendersi dal caldo, rivolti in particolare agli anziani: bere molta acqua, consumare pasti leggeri e frutta, ridurre l'attività fisica, preferire i de-umidificatori ai condizionatori, oscurare le finestre e ventilare i locali nelle ore mattutine e serali, fare bagni e docce più frequenti, indossare abiti leggeri, di colore chiaro e non sintetici, coprire il capo. Da evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde, le bevande ghiacciate e i cibi grassi.

La popolazione più a rischio è rappresentata dai bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, diabetici, ipertesi, soggetti colpiti da malattie venose e patologie renali, non autosufficienti e pazienti sottoposti a trattamenti farmacologici particolarmente pesanti. 

Si ricorda che nel sito www.aulss1.veneto.it (area notizie) è pubblicato un piccolo opuscolo con tutte le dritte. 

 

Trasporto pubblico locale: «Servizio al 55 per cento, ora lo potenzieremo»

 

Sarà incrementato nelle prossime settimane il servizio di trasporto pubblico locale. In particolare, verranno riattivate linee e corse nei territori che hanno evidenziato maggiore difficoltà di collegamento. Lo ha deciso l’assemblea dei soci di Dolomitibus, convocata dalla Provincia. 

«La volontà di ripristinare le corse, temporaneamente sospese per le misure anti-Covid, è condivisa da tutti i soci» spiega il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Bisogna però tenere conto dei tempi delle procedure tecniche e organizzative necessarie all’implementazione del servizio» aggiunge l'amministratore delegato di Dolomitibus, Natalia Ranza. 

Oggi autobus e corriere attivi sono più o meno il 55 per cento del servizio "normale". Colpa del Covid. Ma a partire dal 3 agosto verrà effettuato un primo potenziamento a cui seguirà nelle prossime settimane un ulteriore sforzo, prima di arrivare all’orario invernale per l’attività scolastica, che rappresenta uno step fondamentale nel ritorno alla normalità.

La situazione è di estrema difficoltà: «D’altra parte - conclude Padrin - il tpl è un servizio pubblico e nelle nostre comunità di montagna rappresenta un collegamento essenziale e fondamentale per la sopravvivenza di paesi e frazioni. Dolomitibus si impegna a intervenire, ascoltando il territorio puntualmente, con la regia dell’ente di governo. Da parte della Provincia, pieno sostegno al cda e allo stesso tempo attenzione alle zone più periferiche del territorio».

 

Nuova stazione di Mestre, occasione anche per Belluno: Confartigianato ci crede

Belluno-Venezia: binario privilegiato per le Olimpiadi. Tanto più adesso che a Mestre prende forma la nuova piastra ferroviaria. Un progetto da 50 milioni di euro che renderà ancora più funzionale la stazione. E che potrà facilitare, in ottica futura, i collegamenti tra la pianura e la montagna.

Confartigianato ci crede. «Si tratta di un esempio concreto di superamento dei confini geografici territoriali per arrivare al raggiungimento di obiettivi comuni - commenta la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella -. Un esempio che arriva a conclusione dell’appuntamento degli Stati Generali della Montagna, dove è stata sottolineata la necessità di non ragionare per numeri in termini di popolazione, bensì in una visione sistemica nella quale ogni singola tessera del puzzle ha un senso e un ruolo fondamentale nella costruzione del futuro del nostro Paese. In questo senso, l’investimento sulla stazione di Mestre diventa oggi motivo di soddisfazione per tutti perché il lavoro sinergico che le Olimpiadi ci impongono può essere un esercizio da applicare a 360 gradi, non solo per il grande evento, ma sempre».

L’associazione artigiani non guarda solo alle due settimane di gare olimpiche. Ma va ben oltre: punta soprattutto al collegamento del Bellunese con la pianura. E quale collegamento migliore di Venezia, dove tra aeroporto Marco Polo e stazione ferroviaria si muovono poco meno di 30 milioni di passeggeri l’anno? «La riqualificazione della stazione di Mestre diventa occasione per una crescita trasversale - conclude la presidente Scarzanella -. Consentirà una futura agevolazione e un potenziamento della mobilità da e per la nostra provincia».

 

Manovra da 13 milioni di euro: risorse per Unioni Montane e Comuni non di confine

Attenzione massima per il territorio. Tutto, periferie comprese. Per il Bellunese periferico e montano è una bella notizia quella che esce dal consiglio provinciale di ieri. Perché ci sono soldi sonanti per interventi di difesa del suolo e anche per i Comuni di terza fascia (vale a dire quelli che non vedono il becco di un quattrino dai famigerati Fondi dei confinanti con Trento e Bolzano). Li ha stanziati l’amministrazione provinciale con il quinto provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2020-2022. Una manovra che muove circa 13 milioni di euro, liberando risorse per diversi interventi. In particolare, viene istituito un fondo da 3 milioni di euro che consentirà di erogare contributi alle Unioni Montane per far fronte alle emergenze in materia di dissesto idrogeologico e idraulico. Altri 3 milioni invece vengono adoperati per costituire un altro fondo, a beneficio dei Comuni di seconda e terza fascia, per spese di investimento.

«Si tratta di una doppia misura fondamentale per il nostro territorio, in particolare per le aree montane e più periferiche - spiega il presidente Roberto Padrin -. Nel primo caso, c’è la disponibilità economica per intervenire sulle fragilità della nostra montagna, che sono note, soprattutto dopo Vaia. Nel secondo caso, invece, proseguiamo sulla strada già tracciata della lotta allo spopolamento, agevolando le spese per investimenti in quei territori che non beneficiano in nessun modo del Fondo Comuni di confine. Proprio per questo è in corso un ragionamento sul Fondo ex Letta: quando sarà erogato, faremo una redistribuzione diversa di questo fondo a beneficio dei Comuni di terza fascia».

Tra le altre mosse che compongono la variazione di bilancio, anche l’utilizzo della parte di avanzo libero (3,6 milioni) per integrare lo stanziamento per la gestione delle strade provinciali in concessione a Veneto Strade; 1 milione di euro a disposizione delle somme urgenze per frane e dissesti; e il cofinanziamento del secondo bando per i negozi di vicinato.

 

Gravidanze a basso rischio: gestite 772 mamme nel 2019

 

In provincia di Belluno, il personale ostetrico ha gestito 772 gravidanze a basso rischio in un solo anno: il 2019. E il dato arriva dall’Ulss Dolomiti. 

A questo proposito, la Regione Veneto ha attivato un “progetto pilota” che ha contribuito a definire i percorsi differenziati per grado di rischio. E a promuovere la presa in carico della gestante da parte del personale. 

Le ostetriche, infatti, sono adeguatamente formate per questa tipologia di modello. E, di conseguenza, in grado di assistere in modo appropriato le future mamme. 

Qualora nella valutazione del quadro complessivo l’ostetrica dovesse inquadrare la gravidanza in una fascia di rischio intermedio, lo specialista ginecologo si inserisce con interventi di prevenzione primaria. In più, è riconosciuta la centralità della donna nel processo assistenziale. E questo le consente di vivere il percorso dei 9 mesi e della nascita accompagnata dalla quantità minima di interventi necessari. 

«L’efficacia di un simile modello di assistenziale - spiega Fabio Tandurella, direttore della Uoc Ostetricia e Ginecologia di Belluno - presenta notevoli vantaggi. Come la de-medicalizzazione del percorso nascita e la restituzione alla donna e alla coppia della dimensione naturale dell’evento». 

 

Bimbo ferito e un anziano disperso: sfilza di soccorsi in montagna

 

Attimi di paura, ieri in montagna. 

Alle 14.20, l’elicottero del Suem è volato in aiuto di un bambino di 6 anni. Il piccolo, originario di Quarto d’Altino (Venezia), si era ferito alla testa a causa di un sasso caduto al di fuori dalle Gallerie del Lagazuoi.

In parallelo, si è attivato il Soccorso alpino col Sagf di Cortina. E i soccorritori, una volta raggiunta la zona indicata, hanno verificato le condizioni (buone) del bimbo per poi accompagnarlo fino al Passo, insieme ai genitori. A quel punto la famiglia si è recata autonomamente all'ospedale di Agordo. 

Lo stesso elicottero è stato inviato pure a Campo Croce, Val Salata (Cortina), dove un 82enne di Bologna si era sentito male. Sbarcati equipe medica e tecnico di elisoccorso, all'anziano sono state prestate le prime cure. Imbarcato sull'eliambulanza, l'escursionista è stato portato a Belluno. 

Un altro anziano, invece, ha fatto scattare la macchina delle ricerche: ieri pomeriggio, l’uomo (un 85enne si Spinea) si era allontanato dallo Chalet delle fate, sul lago Cestella (Danta di Cadore), senza più dare notizie di sé. E la famiglia, dopo averlo cercato a lungo, alle 19 ha segnalato la sparizione, facendo muovere il Soccorso alpino della Val Comelico e i Vigili del fuoco.

Fortunatamente, l'anziano è stato poi ritrovato da alcune persone ad Auronzo. E ha fatto ritorno al luogo di villeggiatura. 

 

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