Danta di Cadore

Tutto il paese in festa. Ma non è il patrono: è solo (si fa per dire) un taglio del nastro. Un taglio molto importante, perché a Danta erano anni che non apriva un negozio. Da ieri, però, c’è una nuova attività nel paesino comeliano. Un negozio che già nel nome è tutto un programma: Ntindalduto (ovvero, un po’ di tutto). Perché dietro il banco non mancherà niente, ci sarà davvero un po’ di tutto. Soprattutto ci sarà un nuovo servizio per la comunità, con persone sorridenti e disponibili.

Lo hanno sottolineato anche il sindaco, Ivano Mattea. E il presidente della Provincia. «La montagna per vivere ha bisogno di servizi e dobbiamo fare in modo che i servizi non chiudano - ha detto Roberto Padrin -. Il bando per negozi di vicinato che come Provincia abbiamo fortemente voluto è piccolo incentivo, ma significativo».

Oltre al contributo provinciale (poco meno di 15mila euro), per il nuovo negozio sono stati fondamentali anche i contributi del Comune e della Regola. E una buona dose di pazzia della Cooperativa Alberi di mango, artefice dell’apertura. 

Un nome strano. Sicuramente non dolomitico. A spiegarlo sono stati i bambini del paese, splendidi nel tagliare il nastro. Magnifici nel raccontare la leggenda africana dell’uomo che piantava manghi senza poterne mai vedere i frutti. Ntindalduto è così: pianta un piccolo seme, con l’idea che germogli per tutta la comunità. 

 

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