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  • Nebbia fitta sul futuro degli impianti e della località: Nevegal in alto mare
Belluno

 

L’estate sta finendo. E anche senza seggiovia può funzionare (lo ha già dimostrato ampiamente). Ma che ne sarà dell’inverno? Dicembre, gennaio e febbraio senza impianti di risalita significano morte certa per il Nevegal. Perché al momento non ci sono alternative allo sci. Ma non ci sono neppure certezze su quello che verrà. Tranne una: l’Alpe molla.

Gli imprenditori attuali l’hanno detto e ribadito in più occasioni. E nell’ultima conferenza stampa hanno confermato la volontà di sciogliere la società entro settembre. A quel punto gli impianti dovranno tornare al Comune. E Palazzo Rosso dovrà avviare le procedure per individuare a chi affidarli. I tempi stringono, però: serviranno due mesi circa di manutenzioni per poter rimettere in funzione seggiovia e skilift. E facendo le corse si potrà arrivare pronti a Natale. Ammesso e non concesso che ci sia l’interesse a seguire questa strada. Che fin da subito si presenta tortuosa.

E se non dovessero essere rispettati i tempi? Difficile a dirsi. Ma il Nevegal vivrebbe il primo inverno senza impianti dopo decenni di sci. Una situazione complicata, che potrebbe significare la fine della stazione invernale. Perché è quasi scontato: per una località come il Colle, con tutti i problemi che si trascina da tempo, saltare un anno vuol dire saltare per aria. Certo, si può vivere anche senza sci. Ma servono le alternative. E al momento, non ce ne sono.

Nel frattempo, il sindaco Jacopo Massaro rispedisce al mittente le accuse (Nevegal, la verità di Alpe: «Se la seggiovia è chiusa la colpa non è nostra»). Sostiene che con la volontà dell'Alpe i tempi tecnici per aprire la seggiovia ci sarebbero stati. E non chiude all'apertura invernale. Anzi. 

«In questi anni, sono stati importanti gli investimenti sul Nevegal: dai sentieri per le mountain bike all'Infopoint, fino all'ultima variazione di bilancio che avrebbe permesso di avere già un servizio navetta alternativo alla seggiovia, se il voto contrario delle opposizioni all'immediata eseguibilità non avesse allungato i tempi - dice il sindaco -. È chiaro quindi che da parte nostra c'è tutto l'interesse a mantenere viva e attrattiva una località turistica così importante soprattutto in un periodo in cui, per l'emergenza sanitaria, la montagna con i suoi grandi spazi diventa ancora più attrattiva, ma sempre investendo con attenzione le risorse pubbliche. Non si arresterà il lavoro relativo all'apertura degli impianti di risalita, per la quale abbiamo anche incaricato una società che mi risulta abbia pressoché completato la prima parte del suo lavoro, presupposto per le operazioni straordinarie».

Il tema sarà affrontato mercoledì prossimo (12 agosto) nella tradizionale assemblea Amici del Nevegal, con la presenza di Alpe e amministrazione comunale. Il clima si preannuncia torrido. E il meteo non c’entra.

 

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