Viabilità osservata speciale: la Filt Cgil studia il futuro della provincia

Arriva un momento dell'anno in cui il Bellunese si ferma a parlare di viabilità. Succede ogni anno. Vuol dire che il tema è sentito. E che forse, rischia di diventare un problema, oltre che un argomento di discussione. Lo sa bene la Filt Cgil, sempre attenta alle vicende delle strade bellunesi. Talmente attenta da dedicare anche quest'anno una giornata ad hoc.

"Viabilità bellunese... quale strada?" è il titolo del convegno, in programma per venerdì prossimo (13 dicembre), alle 15.30, nella sala affreschi della Provincia. Sotto la lente soprattutto la situazione presente, tra Veneto Strade e l'ingresso di Anas; e anche uno sguardo declinato al futuro, visto che il territorio dovrebbe prepararsi, anche dal punto di vista infrastrutturale, ai Mondiali di Sci 2021 e alle Olimpiadi di Cortina 2026.

Interverranno Elisa De Berti (assessore regionale alle infrastrutture e trasporti), Roberto Padrin (presidente della Provincia) e il deputato Pd Roger De Menech. Spazio ai tecnici con gli interventi di Silvano Vernizzi, amministratore delegato di Veneto Strade, e Domenico Limana, coordinatore del Tavolo Infrastrutture. Al tavolo dei relatori sederanno anche il segretario della Fillea Cgil Veneto Francesco Andrisani e Giacomo Vendrame, segretario Cgil Veneto. Coordina i lavori Alessandra Fontana, segretario generale Filt Cgil Belluno.

 

Aspettando il freddo: il Nevegal si prepara alla stagione invernale

I cannoni sono stati piazzati. Adesso il Nevegal attende l’arrivo del freddo. Quando le temperature scenderanno, allora la stagione invernale potrà cominciare. E che stagione sarà, solo il tempo a dirlo. Meteorologicamente parlando, ma non solo. Perché i prossimi mesi saranno di transizione per il Colle. Inevitabile, per come si era messa la situazione.

SKIPASS Le piste a disposizione degli sciatori non saranno proprio quelle degli ultimi anni. Perché manca all’appello lo ski-lift delle Erte, arrivato a fine vita tecnica. Di conseguenza, manca l’impianto in grado di fare da raccordo tra la parte alta e la parte bassa del comprensorio. Ma la transizione è anche questa. Di certo, non scoraggia l’Alpe, che ha già preparato le tariffe per gli skipass. Gli stagionali sono già in vendita, a prezzo ridotto (la prevendita on line, invece, comincerà mercoledì 4 dicembre).

Fino al 22 dicembre sarà possibile acquistare le due tipologie di skipass: stagionale completo, per avere piena libertà di usufruire degli impianti dal lunedì alla domenica (aperture serali incluse); e stagionale midweek, per sciare a un prezzo ridotto dal lunedì al venerdì.

CALENDARIO Intanto gli Amici del Nevegal assicurano la loro presenza attiva anche durante le prossime vacanze di Natale. Come da tradizione. Incontri, serate a tema e cultura. E il 28 dicembre c’è la consueta assemblea di fine anno, con presenza dell’amministrazione comunale e dell’Alpe. Sarà l’occasione giusta per stilare il bilancio di un 2019 a dir poco travagliato. Ma anche il momento adatto ad annunciare i buoni propositi per l’anno nuovo. 

 

Vaia un anno dopo: l'evento meteo del 15-17 novembre sotto la lente

Le immagini di Venezia sfregiata dall’acqua altissima hanno fatto il giro del mondo. E resteranno fisse a lungo nella memoria, così come le ferite aperte del Mose. Ma il maltempo del 15-17 novembre ha provocato danni un po’ ovunque in Veneto, Bellunese compreso.

Colpa del cambiamento climatico o mancanza di manutenzione? Evento meteo eccezionale o somma di incurie? Le domande non hanno una risposta semplice. Ma forse uno sguardo ai dati pluviometrici raccolti da Arpav può essere utile.

I DATI Dopo un ottobre ai limiti dell’estivo, novembre ha cambiato decisamente rotta. I meteorologi hanno registrato una successione anomala di perturbazioni accompagnate da piogge anche forti e abbondanti, spesso a carattere sciroccale.

Fino al giorno 19 novembre in Veneto sono caduti dai 200 ai 350 millimetri di pioggia sulle zone pedemontane e sulla pianura nord-orientale, e dai 350 ai 600 millimetri su gran parte delle zone montane con punte massime di 630-710 millimetri nel Bellunese. Attenzione: le cifre rappresentano la somma di 19 giorni; ad esempio, il pluviometro di Soffranco (Longarone), una delle località più piovose della provincia di Belluno, ha registrato 186 millimetri di pioggia il giorno 15, il venerdì di grande pioggia e allerta meteo; e 137 millimetri domenica 17.

È vero che in alcune zone i totali pluviometrici registrati in poco più di due settimane hanno già superato i valori che mediamente si raggiungono nell’arco dell’intera stagione autunnale. Ma i numeri di Vaia sono tutt’altra cosa. Non c’è record, quindi.

VAIA Nell’ottobre 2018, nelle tre giornate tra il 27 e il 29, la stazione meteo di Soffranco aveva registrato ben 715,8 millimetri di pioggia. A Sant’Andrea di Gosaldo il dato si era fermato a 658 millimetri (contro i 326 della perturbazione 15-17 novembre 2019).

Per fortuna l’evento del 2018 non si è ripetuto. La paura c’era e ha segnato l’allerta meteo, con tanto di chiusura delle scuole. I danni comunque si sono verificati ugualmente. La domanda resta: c’è solo il meteo, o la carenza di manutenzione ci mette lo zampino?

 

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